Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Cuore o cervello? Bibbia e contesto culturale

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Qualche settimana fa ho proposto un video dal titolo “terrapiattismo e bibbia” nel quale abbiamo visto che un’interpretazione che non tenga conto del contesto letterario, culturale e storico del testo biblico può portare ad usare la bibbia per sostenere idee che dal punto di vista scientifico non hanno alcun senso, proprio come il terrapiattismo.

Interagendo con alcune persone ho notato che questo concetto fondamentale, presenta delle difficoltà di comprensione. In questo video voglio fare un altro esempio semplice che dovrebbe aiutarci a comprendere meglio l’importanza del contesto culturale per una corretta interpretazione del testo biblico.

A questo proposito, oggi parleremo un po’ di fisiologia umana nella bibbia e in particolare del cuore e del cervello.

Oggi abbiamo raggiunto un livello di conoscenza piuttosto dettagliato del corpo umano e del suo funzionamento e ogni giorno vengono fatte nuove scoperte favorite dai moderni mezzi a nostra disposizione. Ma, ovviamente, nel corso della storia le diverse culture hanno avuto concezioni diverse sul funzionamento del corpo umano, concezioni che oggi non sarebbero più adeguate.

Questo vale ovviamente anche per il popolo ebraico attraverso il quale abbiamo ricevuto le scritture che oggi ritroviamo nelle nostre bibbie.

In questo video esaminiamo, a titolo di esempio, il concetto che gli autori biblici avevano del cuore.

I popoli dell’antichità, Ebrei inclusi, avevano compreso che il cuore era un organo che giocava un ruolo fondamentale per sostenere la vita umana e avevano compreso che, se il cuore avesse smesso di funzionare, sarebbe stata la fine dell’individuo. In 1 samuele 25:37 , ad esempio, leggiamo la descrizione di un attacco di cuore in questo modo: “gli si freddò il cuore ed egli rimase come di pietra.”  Direi che rende bene l’idea di un infarto..

Ma, leggendo la bibbia con attenzione,  ci accorgiamo facilmente che gli autori biblici antichi, attribuivano al cuore anche delle funzionalità che oggi noi sappiamo risiedere nel cervello, nella mente, ovvero conoscenza, comprensione, sapienza, discernimento, ma anche paura, dispiacere, odio, amore, gioia.  Infatti  i popoli dell’antichità  non avevano ancora compreso le funzioni del “cervello”. Questo non dovrebbe stupirci, infatti il cervello è davvero un organo prodigioso di cui, nonostante tutta la tecnologia avanzata a nostra disposizione, ancora oggi  non abbiamo compreso appieno tutti i dettagli.  Così, il cuore era considerato generatore della vita fisica ma anche  il centro della completa vita intellettuale ed emozionale, mentre non era chiaro a cosa servisse il cervello.  

Un’evidenza del fatto che nell’antichità il cuore fosse considerato fondamentale per la vita mentre al cervello era attribuito un ruolo secondario, lo si ritrova ad esempio nell’antica cultura egiziana dove venivano mummificati i faraoni e, il cuore veniva conservato con cura insieme al corpo proprio perché considerato sede del pensiero e delle emozioni, mentre il cervello veniva rimosso a pezzi, con una procedura particolare, attraverso le narici del naso.

Di fatto per gli Ebrei, come per altri popoli antichi, non c’era alcuna differenza sostanziale tra il cuore e la mente. Cuore e mente erano perlopiù sinonimi e tutta l’attività intellettuale era di fatto attribuita al cuore. Per questi motivi la parola “cuore” la troverete centinaia di volte nella bibbia con diverse funzionalità, ma non troverete mai una parola per descrivere l’organo che noi oggi chiamiamo “cervello”. 

Che il cuore e la mente fossero usati come sinonimi è talmente noto che anche i traduttori nelle versioni correnti a volte, per favorire la comprensione, sostituiscono la parola cuore presente nei testi ebraici originali  con la parola mente. Ad esempio nella nuova riveduta:

in 2 samuele 7:3 – Natan rispose al re: «Va’, fa’ tutto quello che hai in mente di fare, perché il SIGNORE è con te». L’originale dice: “fa’ tutto quello che hai in cuore di fare”.

La bibbia è piena di brani che attribuiscono al cuore la sede del pensiero, della sapienza, dell’intelligenza, della conoscenza, del discernimento, tutte funzioni che oggi noi attribuiamo al cervello. Vediamo alcuni esempi:

Giosuè 23:14 riconoscete dunque con tutto il vostro cuore e con tutta l’anima vostra 

Prov 22:17 … applica il cuore alla mia scienza (ovvero alla mia conoscenza)

Eccl 8:16  ho applicato il mio cuore a conoscere la saggezza…

1 Re 3:9 Dà dunque al tuo servo un cuore intelligente 

Proverbi 16:21 Il saggio di cuore è chiamato intelligente

2Re 20:3 … ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro

 Deuteronomio 15:9 Guàrdati dall’accogliere nel tuo cuore un cattivo pensiero

Salmo 49:3 La mia bocca dirà parole sagge, il mio cuore mediterà pensieri intelligenti.

Salmo 139:23 Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri. — Qui viene usato un tipico parallelismo ebraico in cui i medesimi concetti della prima frase sono ripetuti nella seconda con parole diverse. Si capisce bene che il cuore  nella prima frase è associato ai pensieri nella seconda frase. 

Al cuore sono attribuite anche emozioni come odio, tristezza, amore e gioia: 

Levitico 19:17: Non odierai tuo fratello nel tuo cuore

1 Samuele 1:8 troviamo la domanda “Perché è triste il tuo cuore?”

In Giudici 16:25 leggiamo della “gioia del loro cuore”.  

In Geremia 15:16 “le tue parole sono state la mia gioia, la delizia del mio cuore”.

In alcuni casi si nota un certa sovrapposizione non solo tra il cuore e la mente ma anche tra il cuore e l’anima, che normalmente era associata ai sentimenti, ad esempio in Matteo 26:38 leggiamo dell’anima oppressa da tristezza…

Gli studiosi hanno notato che qualcosa di analogo accade nella bibbia  anche con la parola spirito che,  per la quale a volte si ha una sovrapposizione di utilizzo con la parola cuore:

Ad esempio:

Salmo 51:10 O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.

Ezechiele 36:26 Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo

In questi brani, avere uno spirito nuovo o avere un cuore nuovo, sono due espressioni che esprimono la medesima verità con un tipico parallelismo in cui nella seconda parte della frase si esprime il medesimo concetto già espresso nella prima parte della frase.

D’altra parte quando Dio parla di un cuore nuovo, Egli non si riferisce certamente ad un trapianto di cuore fisico, ma proprio ad un rinnovamento dello spirito dell’uomo.

Il medesimo concetto viene riproposto in altri brani come un rinnovamento della mente: In Romani 12:2 leggiamo : “siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente.”

Come può essere rinnovato, il cuore può essere indurito, come leggiamo ad esempio in Esodo 4:21 o Efesini 4:18. D’altra parte troviamo espressioni diverse nella bibbia per indicare il medesimo concetto riferite al collo duro come in 2 Re 17:14 o lo spirito indurito come in deuteronomio 2:30, tutte espressioni equivalenti. Ad esempio in Daniele 5:20 leggiamo: “quando il suo cuore divenne orgoglioso e il suo spirito s’indurì”, dove nella prima parte viene usata la parola cuore e nella seconda la parola spirito per indicare due lati della stessa medaglia, un uomo interiore orgoglioso e duro.

Questo parallelismo tra cuore e spirito lo si ritrova in parecchi brani come Es 35:21, Sl 78:8, Is 57:15 e altri.

Di esempi come questi se ne potrebbero fare davvero tanti, ma penso che questi siano sufficienti per capire il concetto. In sostanza, il cuore era considerato il centro di tutto l’essere, l’uomo interiore, la sede della volontà dove si prendono le decisioni. Si comprende quindi molto bene perché in Prov 4:23 leggiamo “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.” Ovviamente è l’uomo interiore il centro di tutto l’essere, quello che prende le decisioni e che quindi  influenza l’intera esistenza, nel bene e nel male e tutto questo viene riassunto con la parola “cuore”.

Riassumendo, sostanzialmente in quella cultura antica troviamo l’uso di espressioni diverse riguardanti il cuore o la mente , ma talvolta anche  lo spirito o l’anima, che avevano una certa sovrapposizione nell’utilizzo, per indicare l’uomo interiore, anche se a volte avevano sfumature leggermente diverse. A volte parlando dell’uomo interiore si poteva parlare dei sentimenti e della ragione non come due cose contrapposte, ma come due lati della stessa medaglia, ad esempio in 1 Corinzi 1:10 Paolo esorta i cristiani ad essere “ uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire.”   Ma in un altro brano, in 2 Co 12:18,  lo stesso apostolo Paolo dice che lui e Tito si erano comportati con il medesimo spirito.  I concetti espressi nei due brani sono di fatto equivalenti.

Si noti che, come è logico aspettarsi, anche Gesù condivideva quella cultura nel suo modo di  parlare, anche perché non è venuto per fare lezioni di fisiologia umana e correggere i suoi contemporanei in proposito, ma aveva la necessità di essere compreso da persone che vivevano in quel contesto culturale. 

Ad esempio, in Matteo 9:4 leggiamo: “ Ma Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nei vostri cuori?”

o, nel parallelo in Marco 2:8 “Perché fate questi ragionamenti nei vostri cuori?”

Oppure in Matteo 15:18-19:  “ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo.  Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.”

Tra l’altro, a proposito di frasi pronunciate da Gesù, notiamo che in Deuteronomio 6:5 leggiamo: ““Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze”

Qualcuno potrebbe soffermarsi sulla parola cuore, la parola anima o la parola forze che danno ognuna il loro apporto a questa frase, ma sostanzialmente questa espressione è un modo per dire che gli Israeliti avrebbero dovuto amare Dio con tutto il loro essere.

Infatti, se esaminiamo il modo in cui Gesù secondo gli autori del nuovo testamento, ha citto questo brano, troviamo la frase riportata in modo leggermente diverso:

In Matteo 22:27 Gesù si riferisce a cuore, anima e mente.

In Marco 12:30, così come in Luca 10:27,  Gesù parla di cuore, anima, mente e forza.

La persona che stava parlando con Gesù in Marco 12:33 riassume il suo insegnamento come cuore, intelletto e forza, non citando nemmeno l’anima.

Ciò dimostra che tutte queste espressioni sono semplicemente modi diversi per indicare tutto l’essere umano. Non era  così importante per gli autori biblici, e per Gesù stesso, citare in modo letterale De  6:5, ma piuttosto esprimere la medesima verità, con tutto il tuo essere, con tutta la tua persona,  anche con parole diverse.  Una cosa è certa, la parola cuore in questi brani si riferisce sempre ad una capacità intellettuale, spirituale, mentale.

Cerchiamo di trarre ora qualche conclusione. Abbiamo visto  che, nella bibbia il cuore è considerato la sede della vita, della forza che ci tiene in vita, ma è associato anche a facoltà che noi oggi attribuiamo al cervello. Qualche volta, soprattutto nel nuovo testamento, troverete dei riferimenti alla testa, al capo, ma, se ci fate caso,  non troverete mai un’associazione tra la testa e i pensieri. Quando viene utilizzata la parola “testa” o la parola “capo” viene fatto per indicare la funzione di guida, di leadership,  utilizzo che tra l’altro, se ci pensate bene, facciamo ancora noi anche oggi.  Ripeto, la mente, i pensieri, l’intelligenza, nella bibbia non sono mai associati fisicamente alla testa, ma sono praticamente sempre associati al cuore come organo.

C’è anche da dire che studi recenti hanno confermato che ci sono sensazioni che percepiamo a livello del petto,  quando abbiamo forti emozioni, probabilmente a causa di nervi che collegano la zona encefalica all’addome. Queste sensazioni probabilmente avevano portato gli antichi a pensare che la mente fosse connessa al cuore.

Tornando a quanto dicevamo all’inizio, se noi interpretassimo la bibbia in modo letterale senza tenere conto del contesto culturale del testo biblico, cosa dovremmo concludere? Il fatto che gli autori biblici, e Gesù stesso, si riferiscano al cuore come sede dell’intelligenza, dei pensieri, del discernimento, delle paure, della gioia ecc. ecc. significa forse che dobbiamo prendere quelle espressioni come una verità scientifica? Se lo facessimo, commetteremmo un grave errore.

Così come lo scopo della bibbia non è quello di darci lezioni di cosmologia, inerenti la sericità o la planarità della terra, allo stesso modo non possiamo usarla come una guida per la fisiologia umana e la medicina, scienze che si evolvono continuamente nel tempo. 

Noi oggi, a ragione, non crediamo che i sentimenti, la conoscenza, l’intelligenza risiedano letteralmente nel cuore, ma dobbiamo comprendere che gli scrittori antichi si esprimevano semplicemente in quel modo secondo le conoscenze dell’epoca. L’ispirazione degli scrittori biblici da parte di Dio non va vista come un annullamento della loro personalità. Dio ha utilizzato quelle persone per esprimere realtà spirituali, concetti che sarebbero stati utili anche per le generazioni successive, utilizzando però il linguaggio comprensibile per la loro cultura, non per la nostra. 

D’altronde, pensateci un attimo, anche noi oggi non utilizziamo sempre espressioni corrette dal punto di vista scientifico quando ci riferiamo al cuore. Anche noi diciamo “Ti amo con tutto il cuore” anche  se oggi sappiamo che emozioni e percezioni sono prerogative del cervello e non del cuore. Anche se suonerebbe davvero male, al punto di vista scientifico sarebbe più corretto dire:  “ti amo con tutto il mio cervello”, ma nessuno di noi lo farebbe.

Quindi, nonostante il progresso scientifico, anche nella nostra cultura usiamo correntemente espressioni scientificamente non corrette, ad esempio associamo i sentimenti al cuore e il ragionamento al cervello, ma si tratta solo di un luogo comune perfettamente accettabile nel nostro contesto culturale.  Lo facciamo anche per scritto, nei nostri libri, senza preoccuparci del fatto che qualcuno possa fraintenderci, perché questo è semplicemente il nostro modo di parlare e scrivere e diamo per scontato che i nostri lettori capiscano qusto modo di esprimersi.  Così, anche oggi, se ipoteticamente  Dio dovesse ispirare qualcuno di noi a scrivere qualcosa da parte sua, si servirebbe semplicemente del nostro linguaggio di oggi, non credete? Perché allora avrebbe dovuto agire diversamente con persone vissute migliaia di anni fa? 

Ricordiamoci che l’interpretazione di un testo antico deve basarsi sulla cultura e sul linguaggio  di  autori vissuti alcune migliaia di anni. come potremmo aspettarci che il loro uso delle parole sia equivalente al nostro? Ripeto, lo scopo di tutti i brani che abbiamo letto non è quello di insegnarci qualcosa sulla fisiologia umana, ma quello di trasmettere il modo in cui dobbiamo relazionarci con Dio, espresso nei modi, nei termini, nel linguaggio di diverse migliaia di anni fa. Qualunque fosse il modello che avevano gli autori antichi che Dio ha utilizzato, noi comprendiamo cosa voglia dire amare Dio con tutto il nostro essere, indipendentemente dal fatto che la mente sia associata al cuore o al cervello. 

Ribadiamo quindi la lezione fondamentale: non possiamo imporre alla bibbia il nostro contesto culturale e tantomeno proiettare in essa le nostre attuali conoscenze scientifiche. Tra l’altro le nostre conoscenze sul funzionamento del corpo umano si ampliano continuamente e non è detto che alcune cose sul corpo umano che noi oggi diamo per scontato, siano ancora così scontate tra 100 anni, dal punto di vista scientifico. 

Se prendiamo la bibbia in modo serio, dobbiamo rispettarla, cercare di comprendere davvero ciò che gli scrittori intendevano dire nel loro contesto culturale, prima di fare delle applicazioni dirette a noi. Non dobbiamo usare la bibbia come se fosse un testo scritto oggi, dando alle parole il significato che noi attribuiamo oggi, e non dobbiamo usarla come un testo scientifico moderno, dal momento che essa è stata scritta per veicolare informazioni di tipo diverso.  Alla fine, non importa se gli scrittori della bibbia consideravano il cuore come la sede dei pensieri e non importa se nella bibbia non troviamo mai la parola cervello. Noi oggi utilizzeremmo forse parole diverse, ma  la verità spirituale secondo cui siamo chiamati ad amare Dio con tutto il nostro essere interiore, rimane assolutamente attuale ancora oggi.

Fede e scienza

Terrapiattismo e bibbia

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