Meglio un piatto d’erbe, dov’è l’amore,
che un bue ingrassato, dov’è l’odio.
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(Proverbi 15:17 – La Bibbia)
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È meglio un tozzo di pane secco con la pace,
che una casa piena di carni con la discordia.
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(Proverbi 17:1 – La Bibbia)
“Lapalissiano” dirà qualcuno. Chi non preferirebbe l’amore all’odio o la pace alla discordia?
Non sono convinto che sia così scontato. Infatti il problema è che la stessa domanda potrebbe essere posta valutando gli altri termini dell’equazione: oggi, quanti si accontenterebbero del piatto d’erbe e del tozzo di pane secco se in qualche modo possono avere il bue ingrassato e la casa piena di carni?
Viviamo in un’epoca in cui sono rimasti ben pochi romantici promotori del “due cuori e una capanna”. Negli ultimi decenni la pubblicità diffusa dai media, ed in particolare dalla televisione, ci hanno abituato ad un mondo in cui non sei nessuno se non hai l’ultimo modello di telefonino o la macchina più potente.
Cresciamo abituati ad avere tutto e subito e a cambiare spesso le cose che abbiamo, anche se non ne abbiamo un oggettivo bisogno. Fin da piccoli i nostri bambini non sono abituati ad accontentarsi e molti di noi li viziano dando loro tutto ciò che chiedono. Già molti della mia generazione sono cresciuti in questo modo e, di conseguenza, stanno trasmettendo ai propri figli la medesima mentalità.
Se crescono in questo modo, come possiamo pensare che, nel momento in cui raggiungono l’età in cui possono “mettere su famiglia”, l’uomo e la donna moderna possano accontentarsi?
Non ci stupiamo quindi di vedere che oggi è in crisi anche la famiglia.
Anche se molti hanno la casa piena di carni e il bue ingrassato, c’è sempre quel prurito di cambiare, di aver di più, di avere qualcosa di diverso, di non accontentarsi del solito “tran tran”. E così molti finiscono con il fare al proprio partner ciò che sono abituati fin da piccoli a fare con tutti gli oggetti. Amano cambiare e lo fanno, incuranti dei sentimenti dell’altro. Ad un certo punto, lo liquidano con un “non ti amo più” e proseguono il loro cammino felici di poter giocare con il loro nuovo partner-gadget, fino a quando saranno di nuovo stanchi e sarà tempo di cambiare di nuovo.
Così, anche se ci sembrava scontato il contrario, oggi è più facile trovare case dove regna l’abbondanza ma mancano la pace e l’amore.
In un mondo del genere la miglior testimonianza che un cristiano possa dare è vivere con valori completamente diversi, privilegiando l’amore e la pace piuttosto che la ricchezza e facendo di tutto per preservare anche il proprio matrimonio e la propria famiglia. Purtroppo, però, anche in questo campo, molte persone che professano di essere cristiane sono cadute nello stesso modo, non cogliendo l’opportunità di essere eccezioni alla regola, ovvero luce in un mondo di tenebre
Questo deve essere motivo di riflessione. Dovremmo spendere più tempo a cercare di comprendere quali sono i valori in cui crediamo e a promuoverli, insegnando ai nostri giovani cosa voglia dire costruire un buon matrimonio in cui regni l’amore e la pace e in cui il resto passi in secondo piano. dobbiamo insegnare loro ad adoperarsi per difendere l’amore, insegnando loro che l’amore implica dedizione, impegno e sacrificio e non assomiglia per niente a quel surrogato che da anni ci propina Holliwood.
Ricordiamoci come recita il vecchio adagio: è meglio prevenire che curare.

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