Asa fece ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE,
come aveva fatto Davide suo padre:
eliminò dal paese quelli che si prostituivano,
fece sparire tutti gli idoli che i suoi padri avevano fatti,
e destituì pure dalla dignità di regina sua madre Maaca,
Asa abbatté l’immagine e la bruciò presso il torrente Chidron.
—
(1Re 15:11-13 – La Bibbia)
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Ti scongiuro, davanti a Dio,
a Cristo Gesù e agli angeli eletti,
di osservare queste cose senza pregiudizi,
e di non fare nulla con parzialità.
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(1Timoteo 5:21)
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Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signore Gesù Cristo,
il Signore della gloria, sia immune da favoritismi.
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(Giacomo 2:1)
Un uomo, un giorno si recò dal suo superiore per fargli notare che alcune persone stavano ricevendo un trattamento privilegiato rispetto agli altri e si senti rispondere: “Se tu fossi il padrone di questa azienda e potessi scegliere se dare una promozione a tuo figlio, a tuo cugino, o a tuo nipote piuttosto che ad uno sconosciuto, a chi daresti la promozione?”
L’uomo rispose: ”Darei la promozione al più meritevole”
Il suo superiore lo guardò negli occhi e gli rispose: “Sei proprio sicuro?”
Ad essere sinceri, l’uomo non ne era tanto sicuro. Preferì non rispondere e tornò in silenzio al suo lavoro.
In Italia, purtroppo, il fenomeno del nepotismo è molto diffuso. Chi detiene un potere, in qualunque ambito, tende a favorire i propri parenti o amici se ne ha la possibilità, indipendentemente dalle loro reali capacità.
Ma anche all’estero non si scherza. Da Wikipedia alla voce nepotismo, ho appreso che “L’attuale record di nepotismo tra i capi di stato è detenuto dal Presidente Maumoon Abdul Gayoom delle Maldive, che conta almeno undici parenti e amici nel suo gabinetto, oltre a numerosi altri nei più alti incarichi di governo”.
Dobbiamo ammettere che è molto difficile non mostrare favoritismo quando sono coinvolte delle persone a noi particolarmente care.
Ciò che mi ha colpito di questo brano inerente il re Asa è proprio la sua fermezza nel combattere l’idolatria, che lo portò a non fermarsi neanche di fronte ad una delle persone che sicuramente gli erano più care: sua madre.
Sua madre aveva eretto una immagine ad Astarte. Asa avrebbe potuto distruggere la statua di Astarte senza destituire sua madre. Ma Asa stava combattendo l’idolatria, e sua madre, come regina, aveva trascinato molti in questo peccato. Era quindi giusto destituirla e Asa fece proprio così.
Quanti di noi avrebbero avuto il coraggio di fare una cosa del genere?
Non è facile essere immuni da favoritismimi perché il pericolo di avere due pesi e due misure è sempre alle porte. Non è facile saper valutare le cose per ciò che sono, indipendentemente dal legame che abbiamo con le persone coinvolte.
Anche di fronte al peccato, è molto facile puntare il dito quando lo vediamo nelle famiglie altrui, ma è molto difficile mantenere la stessa fermezza quando sono i nostri cari a cadere nel medesimo peccato. Tendiamo ad avere un occhio più benevolo e tollerante verso coloro che amiamo di più.
[bctt tweet=”L’Italia è il paese del nepotismo. E noi credenti ne siamo immuni?”]
Questo è un pericolo a cui nessuno di noi è totalmente immune. Nel mondo che ci circonda è normale avere due pesi e due misure, ma come cristiani dobbiamo imparare a distinguerci anche in questo in tutti gli ambiti della nostra vita.
Chiediamo al Signore di guidarci a lasciare da arte favoritismi e parzialità e ad essere pronti a valutare ogni cosa in maniera sincera e trasparente.


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