Adonia, figlio di Agghit, mosso dall’ambizione,
diceva: «Sarò io il re!»
E si procurò carri, cavalieri,
e cinquanta uomini che correvano davanti a lui.
Suo padre non gli aveva mai fatto un rimprovero in vita sua,
dicendogli: «Perché fai così?»
—
(1Re 1:5-6 – La Bibbia)
—
La follia è legata al cuore del bambino,
ma la verga della correzione l’allontanerà da lui.
—
(Proverbi 22:15)
—
Figlio mio, non disprezzare la correzione del SIGNORE,
non ti ripugni la sua riprensione;
perché il SIGNORE riprende colui che egli ama,
come un padre il figlio che gradisce.
—
(Proverbi 3:11-12)
A tutti è capitato di vedere bambini indisciplinati, che non seguono le regole, che protestano continuamente, vogliono tutto e subito. Normalmente la prima cosa che ci viene in mente è che quei bimbi siano viziati.
Ma come si diventa viziati? Normalmente questo accade quando si è abituati a fare sempre ciò che si vuole e ad ottenere tutto ciò che si desidera. Pertanto ogni genitore sa che occorre insegnare ai bambini a sapere attendere, a rispettare gli altri, a seguire delle regole, a capire che possono esserci anche delle situazioni avverse e che non sempre si può avere ciò che si vuole.
Adonia era un uomo ambizioso e, quando vide che Davide suo padre era ormai in età molto avanzata, mise in atto un piano per essere il nuovo re. Egli sapeva che il successore al trono di Davide doveva essere Salomone e decise di muoversi per anticipare i tempi in modo che, alla morte di Davide, ci fosse già un nuovo re e Salomone non avesse più possibilità di essere incoronato.
Di persone ambiziose e scorrette ce ne sono tante, Adonia non è stato il primo e non sarà neanche l’ultimo; ma ciò che colpisce è il commento incluso nel brano, che sembra voler sottolineare il motivo per cui Adonia si era permesso di fare una cosa del genere. Infatti è scritto che Davide, suo padre, non gli aveva mai fatto un rimprovero in vita sua, dicendogli: «Perché fai così?»
Adonia era abituato a fare ciò che voleva e poteva contare sul fatto che suo padre gli permetteva qualunque cosa. Di conseguenza, era convinto di poterla fare franca anche quella volta. Era stato un bimbo viziato ed era diventato un adulto viziato.
Questo ci fa riflettere sulla necessità di correggere un bambino.
Alcuni credono che si debbano imporre meno vincoli possibili ad un bambino. Il risultato è che, sempre più spesso, si assiste a scene in cui bambini capricciosi e viziati tengono in ostaggio i propri genitori senza che questi ultimi abbiano la forza di reagire.
Nella società moderna, capita raramente di veder sgridare un bambino e molti ormai considerano inaccettabile una sculacciata. Ci sono diversi paesi del mondo in cui sculacciare il proprio figlio è illegale.
È bene chiarire che un genitore non deve mai picchiare suo figlio con lo scopo di fargli male e non deve mai farlo in preda all’ira, ma siamo proprio sicuri che una sculacciata al momento giusto sia da considerare una violenza inaccettabile?
È giusto condannare la violenza e le sevizie sui bambini, ma temo che per reazione stiamo rischiando di andare all’estremo opposto lasciando che i nostri figli facciano ciò che vogliono. Ma se non li correggiamo possiamo davvero dire di amarli? Amare un figlio significa non rimproverarlo mai come fece Davide?
Siamo proprio sicuri che i nostri moderni metodi educativi siano più efficaci e giusti di quelli adottati da coloro che ci hanno preceduto? La bibbia ha torto quando dice che la follia è legata al cuore del bambino, ma la verga della correzione l’allontanerà da lui?
Abbiamo letto che Dio si comporta con noi proprio come un padre che vuole bene a suo figlio: ci riprende e ci corregge perché ci ama. Amare i propri figli non significa lasciarli liberi di fare ciò che vogliono.
[bctt tweet=”Amare i propri figli non significa lasciarli liberi di fare ciò che vogliono”]
Voglio bene ai miei figli e non farei mai loro del male. Ma non voglio che crescano come dei piccoli Adonia, convinti di avere il mondo ai loro piedi. Prego per loro ogni giorno, chiedendo al Signore che mi dia la saggezza di essere per loro ciò che Lui è per me, un padre che corregge perché ama e vuole il bene dei propri figli.

Lascia un commento