Chi crede nel Figlio ha vita eterna,
chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita,
ma l’ira di Dio rimane su di lui.
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(Giovanni 3:36 – LA BIBBIA)
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E la testimonianza è questa:
Dio ci ha dato la vita eterna,
e questa vita è nel Figlio suo.
Chi ha il Figlio ha la vita;
chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.
Vi ho scritto queste cose
perché sappiate che avete la vita eterna,
voi che credete nel nome del Figlio di Dio.
—
(1Giovanni 5:11-13)
A volte si incontrano persone che vorrebbero conoscere qual’è il nocciolo della fede cristiana. Ecco, direi che questi versi sono un buon punto di partenza.
“Devo proprio diventare cristiano? Non basta comportarsi più o meno bene e credere che ci sia un Dio?” chiederà qualcuno. No, non basta. E ti dirò che, se il tuo “diventare cristiano” consiste nell’appiccicarti addosso una etichetta, non è sufficiente neanche quello.
Si tratta piuttosto di instaurare una relazione con Dio, secondo i criteri da Lui stesso stabiliti. Quali sono questi criteri? I versi che abbiamo letto sono piuttosto inequivocabili. Per avere la vita occorre credere nel Figlio. Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo.
Perché non si può prescindere dal figlio, ovvero da Gesù Cristo, per ottenere la vita eterna, ristabilendo una relazione con il nostro creatore?
Il fatto è che il peccato ha portato una separazione tra Dio e l’uomo. Per quanto cerchiamo di darci da fare non possiamo colmare questa distanza. Con i suoi sforzi l’uomo non può soddisfare la giustizia di Dio, per quanto egli cerchi di comportarsi bene. Il peccato è nella sua natura e nessuno può dire di essere senza peccato.
Se Dio non avesse provveduto una via d’uscita da questa situazione, l’unica alternativa per noi sarebbe stata quella di vivere in attesa di ricevere la paga per il nostro peccato, ovvero la morte, un salario adeguato secondo la bibbia (Ro 6:23).
Ma Dio ha stabilito proprio Gesù, colui che in questi versi è chiamato il Figlio, in modo che per noi ci fosse la possibilità di riappropriarci della vita eterna.
Perché proprio Lui? Perché è l’unico che, essendo senza peccato, ha potuto morire al nostro posto. Ognuno di noi non potrebbe mai morire per i peccati di un altro perché la nostra morte sarebbe già il giusto salario per il nostro peccato.
Non ci sono quindi molte possibilità. Chi rifiuta il Figlio, chi rifiuta colui che ha dato la propria vita affinché noi potessimo avere vita eterna, non può fare altro che rimanere sotto la condanna divina.
Per coloro che hanno compreso il valore del Figlio e hanno ristabilito una relazione con Dio attraverso di lui, non c’è più nessuna condanna, perché il prezzo è già stato pagato. Per loro rimane l’attesa della vita eterna. Per loro non ci sono dubbi ma una certezza, come abbiamo letto: “Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.”
Io ho scelto il Figlio, ho scelto la vita. Non ho una una vaga speranza ma ho una grande certezza. So di avere la vita eterna perché ho creduto nel Figlio di Dio, il quale ha dato la sua vita per me affinché io potessi avere vita.
E tu hai questa certezza? Hai scelto la vita?


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