Perciò, deposta ogni impurità e residuo di malizia,
ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi,
e che può salvare le anime vostre.
Ma mettete in pratica la parola
e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi.
Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore,
è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio;
e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era.
Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta,
cioè nella legge della libertà,
e in essa persevera,
non sarà un ascoltatore smemorato
ma uno che la mette in pratica;
egli sarà felice nel suo operare.
—
(Giacomo 1:21-25 – La Bibbia)
Molto spesso, nella nostra società, ci accontentiamo di una conoscenza nozionistica. Capita spesso di incontrare persone che in un determinato campo hanno una conoscenza teorica molto accurata, magari acquisita a scuola, ma poi, non hanno nessuna esperienza nel mettere in pratica i principi imparati.
Questi versi ci ricordano che anche, e soprattutto, nel campo della fede, una conoscenza che si limiti ad aver acquisito delle nozioni teoriche non è di nessuna utilità.
[bctt tweet=”Nel campo della fede, la vera conoscenza è quella che si manifesta nella pratica”]
Come credenti, non possiamo permetterci una conoscenza esclusivamente teorica. Non basterà leggere la bibbia e imparare qualche verso a memoria, o sapere tutto dell’una o dell’altra dottrina. Ciò che farà la differenza, nella nostra vita, è la pratica.
Questi versi paragonano la parola di Dio ad uno specchio. È una immagine molto suggestiva, infatti quando ci poniamo di fronte al testo della bibbia, proprio come quando ci mettiamo davanti ad uno specchio, impariamo a conoscere come siamo fatti, quali sono le nostre debolezze, quali sono le cose che Dio gradisce e quali non sopporta.
Se ti guardi in uno specchio e vedi che sei spettinato, normalmente cercherai di ovviare a quell’inconveniente. Allo stesso modo, quando Dio, attraverso la sua parola, ti fa capire che c’è qualcosa nella tua vita che richiede dei cambiamenti, puoi rimanere indifferente?
Dobbiamo ammettere che invece assomigliamo spesso a quell’individuo che si guarda allo specchio e poi se ne va, dimenticandosi subito com’era. Siamo ascoltatori smemorati che continuano ad aggiungere nozioni su nozioni, senza che nulla cambi nella loro vita.
In questo testo Giacomo paragona la parola anche ad un seme che viene piantato. Si tratta di un seme che può portare un frutto meraviglioso ma deve incontrare un terreno fertile. Ricevere la parola non significa solo ascoltarla, ma metterla in pratica. Chi ascolta e non mette in pratica, illude sé stesso perché il seme piantato rimane infruttuoso. Quando la parola porta frutto, essa produce una trasformazione interiore, una vita nuova che si manifesta nella pratica.
C’è una bella promessa per colui che ascolta e mette in pratica: egli sarà felice nel suo operare.
A qualcuno sembrerà strano che si possa essere felici nell’ubbidire a Dio. Invece è proprio così. Infatti, la legge di Dio, che in questo testo è appunto chiamata legge della libertà, è perfetta ed è l’unica che possa renderci veramente liberi e felici. Noi crediamo di essere liberi quando facciamo ciò che vogliamo, infischiandocene di Dio e della sua rivelazione. Invece scopriamo la vera libertà solo quando siamo in buona relazione con il nostro Creatore e ubbidiamo alla sua parola. D’altra parte, Colui che ci ha creato, conosce bene quali sono le cose di cui abbiamo davvero bisogno, perché è Lui che ha scritto il manuale di istruzioni per il nostro buon funzionamento!
La sua parola non ci rende schiavi, ma ci libera proprio dalla schiavitù in cui ci troviamo quando viviamo lontani da Lui cercando soddisfazione senza mai arrivare ad essere veramente felici. Infatti l’uomo è schiavo del peccato, disubbidiente per natura a Dio, ed e solo l’incontro con la parola vivente di Dio che può redimerlo dal suo stato.
Se non hai lo specchio non hai nessun modo di “vedere” la malattia che ti affligge, ovvero il peccato, ma la parola di Dio ti fornisce la diagnosi e ti permette di curarti. Non essere quindi un ascoltatore smemorato, ma lascia che Dio agisca nella tua vita, ti trasformi e ti dia di metterla in pratica. Sarai davvero felice e libero.

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