Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Verso la fine del mondo senza paura

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This entry is parte 8 di 8 in the series 2 Lettera di Pietro

(Testo di riferimento – 2 Pietro 3,10-18 – La Bibbia)

 Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. (2 Pietro 3,10)

A giudicare da queste parole, l’universo non sembra destinato a fare una bella fine. Ma di cosa sta parlando Pietro?

Come abbiamo visto nello scorso episodio, Pietro stava incoraggiando i suoi lettori a resistere a quello che sarebbe stato l’attacco più grande sferrato contro la loro fede in Gesù, quello degli scettici che avrebbero ridicolizzato la fede sostenendo che il tempo passava e le promesse di Gesù continuavano a non realizzarsi.

L’espressione “il giorno del Signore” è molto utilizzata nella bibbia e indica generalmente un giorno in cui Dio manifesta la sua ira verso tutti i suoi nemici. Pietro, in coerenza con quanto aveva insegnato Gesù, sta ricordando ai suoi lettori che il giorno del Signore per eccellenza, quello finale, quello in cui Gesù stesso tornerà per sconfiggere una volta per tutti i suoi nemici, arriverà come un ladro, ovvero arriverà quando essi meno se l’aspettano.

Pietro descrive il giorno finale dell’ira di Dio con un linguaggio che troviamo nella letteratura profetica dell’antico testamento e che poi ritroviamo in Apocalisse, un linguaggio che parla di uno sconvolgimento cosmico prima che il Signore faccia nuovi cieli e nuova terra.

Non dobbiamo spaventarci di questo linguaggio. La bibbia ha un filo conduttore dalla Genesi all’Apocalisse. L’obiettivo del Signore è il rinnovamento di tutte le cose, ristabilire un mondo in cui l’uomo possa di nuovo vivere a stretto contatto con Lui proprio come era nel principio, nel giardino dell’Eden. Non ci stupisce quindi che la bibbia, nel libro dell’Apocalisse, ci mostri il giudizio di Dio su questo mondo per poi ricominciare con una nuova creazione, una nuova umanità dove il peccato non ci sarà più, dove i nemici di Dio non ci saranno più, dove la morte non ci sarà più e nemmeno il dolore, insomma dove ogni cosa funzionerà perfettamente.

Ma prima di realizzare tutto questo , prima di entrare nella pienezza della nuova creazione di Dio, Gesù ritornerà non più per dare la sua vita per redimere l’umanità, cosa che ha già fatto una volta per tutte circa duemila anni fa, ma per giudicare gli esseri umani.

Pietro è certo che tutto ciò che appartiene alla vecchia creazione debba in qualche modo dissolversi prima di riapparire completamente rinnovato. Ma allo stesso tempo egli sa che la nuova creazione di Dio è già cominciata quando Gesù è risorto e il seme di questa nuova creazione è stato già piantato nei cuori di coloro che hanno creduto in Gesù, i quali sono proprio i primi frutti di questa nuova creazione. Essi non hanno quindi nulla da temere dal giorno del Signore.

Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! (2 Pietro 3:11-12)

Pietro sa che i suoi lettori non hanno nulla da temere dal giorno del Signore perché non saranno annientati, non saranno giudicati, non saranno dissolti. Anzi essi attendono quel giorno e desiderano che si realizzi il più presto possibile. Essi attendono e affrettano la venuta di quel giorno, nel senso che tutte le loro azioni sono animate dal desiderio che Gesù ritorni. Essi non vedono l’ora che ciò accada. In vista di quel giorno essi coltivano il loro rapporto con Dio, la loro pietà, ovvero la loro devozione al Signore. Essi manifestano una condotta santa, il che non implica che essi non sbaglino mai. La parola “santo” ha sempre a che vedere con qualcosa che è messo da parte, in questo caso qualcosa che è riservato, speciale per Dio. Quindi una condotta santa è un comportamento che dimostra l’appartenenza a Dio, dimostra la relazione speciale che i cristiani hanno con Dio.

Guardando al giorno del Signore, i discepoli di Gesù non temevano qualcosa di brutto ma si aspettavano invece qualcosa di meraviglioso:

Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.  Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace;  (2 Pietro 3,13-14)

I discepoli di Gesù aspettano nuovi cieli e nuova terra nei quali abiti la giustizia, aspettano la manifestazione piena di una nuova creazione, di un’umanità completamente redenta. Nell’attesa di ciò, essi non devono lasciarsi destabilizzare da chi mette in dubbio la loro speranza ma, al contrario, devono continuare ad avere fiducia nel Signore, preparandosi ad incontrarlo, quindi curando la propria condotta con l’obiettivo di farsi trovare immacolati e irreprensibili.

Immacolati e irreprensibili? A prima vista, sembra un obiettivo troppo ambizioso vero? Ma dobbiamo considerare che Pietro usa due parole che si contrappongono a quelle che ha usato in precedenza, “macchie e vergogne”, per definire coloro che si erano infiltrati nella comunità cristiana ma avevano una condotta morale disdicevole. Sostanzialmente qui Pietro sta incoraggiando i credenti ad avere una condotta diversa, immacolata, ovvero senza macchia dal punto di vista morale, una condotta che dimostrava la loro appartenenza alla famiglia di Dio come discepoli di Gesù, al contrario di coloro che invece erano macchie e vergogne in quanto infiltrati nella comunità cristiana senza appartenervi realmente. La parola “irreprensibile” non implica che i cristiani non commettano mai errori, ma indica comunque una condotta morale coerente che, se sottoposta a inchiesta, non mostri tratti che possano gettare dubbi sulla loro fede.

Com’è possibile avere una condotta immacolata e irreprensibile? È possibile se si tiene conto della premessa che abbiamo visto nei primi capitoli della lettera, attraverso la trasformazione interiore che Dio compie nel cristiano. Vi ricordate ciò che avevamo letto proprio all’inizio della lettera? “La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù.” ( 2 Pietro 1:3). Se il cristiano può onorare Dio con la sua vita questo è possibile solo perché Dio stesso ha operato in Lui.

e considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data;  e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture. (2 Pietro 3,15-16)

Quello che sembra essere un ritardo da parte di Dio nell’adempiere le sue promesse è in realtà una manifestazione della sua pazienza. Egli sta lasciando tempo all’umanità per tornare a Lui. Gli scettici possono anche sollevare dubbi, ma i cristiani, forti della presenza di Dio nella loro vita, sono equipaggiati per difendere la propria fede dagli attacchi.

Qui Pietro ricorda le lettere di Paolo a supporto della sua tesi. In effetti, Paolo nelle sue lettere ha parlato molto della salvezza e del ritorno di Gesù, incoraggiando i credenti ad aspettare il ritorno di Cristo non lasciandosi ingannare dalle difficoltà del tempo presente. Pietro non si riferisce ad un brano specifico ma proprio a ciò che Paolo “fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti” . Sono davvero tanti i brani che possono venire in mente. Si pensi ad esempio a brani come questo : “Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo. ” (Romani 8:18)

Paolo nelle sue lettere ha davvero gettato le basi per una comprensione dettagliata della salvezza attraverso la persona e l’opera di Gesù. Questo commento di Pietro sulle lettere di Paolo, che contengono temi di non facile comprensione e che, quindi, possono essere travisati, è un versetto più unico che raro nella bibbia e, a distanza di circa venti secoli, bisogna riconoscere che ha avuto anche un valore profetico. Infatti, già nel primo secolo, c’era evidentemente chi manipolava le parole di Paolo arrivando a conclusioni addirittura contrarie al vangelo.

Anche se, come lo stesso Pietro scrive, tutte le scritture sono in qualche modo soggette a manipolazione e ad un approccio errato, ancora oggi non possiamo negare che le lettere di Paolo siano tra quelle che danno origini alle opinioni più disparate sulla fede cristiana. Quante sette nascono ogni giorno proprio a partire da interpretazioni di specifici passi senza tenere conto del modo in cui si inserisce nel contesto più ampio del singolo libro della bibbia e dell’intera scrittura? Un modo molto “ignorante” di avvicinarsi alla bibbia è proprio quello di leggere singoli versetti in maniera totalmente avulsa dal contesto e senza tenere conto della progressione della rivelazione di Dio nel testo biblico. Non dobbiamo essere incerti, instabili, nell’avvicinarci alle scritture, ma dobbiamo avvicinarci avendo gli strumenti giusti e rispettando i testi per quello che sono.

Siamo quindi arrivati ai versetti finali di questa lettera:

Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose, state in guardia per non essere trascinati dall’errore degli scellerati e scadere così dalla vostra fermezza; ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen. (2 Pietro 3,17-18)

La lettera si conclude, in un certo senso, ricordando gli stessi principi con cui è cominciata.

Pietro iniziò la sua seconda epistola evidenziando, nei suoi saluti iniziali, che “la conoscenza di Dio e di Gesù, il nostro Signore” sono al centro della vita di chi ha “ottenuto una fede preziosa” in Gesù Cristo. La grazia e la pace saranno moltiplicate ai credenti man mano che crescono nel loro rapporto con Lui. Parallelamente, l’epistola si conclude sottolineando la necessità per i credenti di crescere “nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.”

Insomma, dal momento che hai conosciuto Cristo, la tua preoccupazione deve essere quella di crescere sempre di più nella tua relazione con Lui. Questa è la tua priorità! Questo è il segreto per non farti trascinare nell’errore e rimanere fermo nella fede.

Dal momento che hai conosciuto la grazia, l’immeritato favore di Dio nei tuoi confronti, ovvero tutto ciò che Egli ti ha donato gratuitamente perché ti ama, devi rimanere saldo sulle sue promesse.

Come abbiamo detto più volte in questa serie, conoscere bene la moneta vera è sufficiente per saper riconoscere tutte le monete false. Nessuno può conoscere bene tutte le ideologie di questo mondo ma, se conosciamo bene Gesù e la sua parola, sapremo riconoscere cosa c’è che non va in qualunque ideologia nuova dovessimo incontrare nel nostro cammino.

Pietro, in questa lettera, ha descritto i pericoli che possono sorgere anche all’interno della comunità cristiana e ha messo in guardia sullo scetticismo che può portare a dubitare delle promesse di Dio.

A distanza di tanti secoli possiamo dire che oggi più che mai la fede è sotto attacco non solo dall’esterno ma anche dall’interno della comunità cristiana. Oggi, più che in passato, molti credono che il cristianesimo sia superato e molti, pur dicendosi cristiani, non manifestano affatto alcun attaccamento reale alla persona di Cristo. Sempre di più i discepoli di Gesù si trovano ad affrontare non solo opposizione esterna, ma anche divisioni profonde all’interno della comunità cristiana dove c’è sempre più discrepanza tra il dire e il fare. Sempre di più cresce uno scetticismo interno alla comunità anche nei confronti della bibbia stessa. Sorgono nuove ideologie, nuove formule di spiritualità “fai da te”, nuove ricette per una vita cristiana felice, che spesso contraddicono il vangelo. Ciò che fino a poco tempo prima veniva considerato giusto dal punto di vista morale, ora viene messo in dubbio e provoca divisioni anche all’interno della comunità cristiana.

Dove stiamo andando? Resisterà la chiesa, resisterà la comunità dei discepoli di Gesù a tutto questo? E come potrà resistere?

Pietro non aveva dubbi. Sì, la chiesa resisterà e continuerà ad attendere il ritorno di Cristo con fede ma per farlo deve continuare a crescere nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

Una relazione con una persona si evolve con il passare del tempo. Pensiamo ad esempio alla relazione con il nostro coniuge. Dopo molti anni penso sia ragionevole affermare che conosciamo il nostro coniuge meglio di quando l’abbiamo incontrato per la prima volta, vero?

Con il Signore deve avvenire lo stesso. Più passa il tempo e più la nostra relazione con Lui si rinforza perché impariamo a conoscere meglio le sue caratteristiche, il suo modo di guidarci nelle nostre scelte di ogni giorno, e riconosciamo sempre di più la validità dei suoi programmi per l’uomo.

D’altra parte crescere nella grazia e nella conoscenza del Signore non si limita ad un fatto teorico, ma si riferisce a qualcosa di pratico, sperimentale. Ecco perché, nel secondo episodio di questa serie, dal titolo “Il cerchio della fede”, avevamo considerato le caratteristiche che un cristiano deve curare e sviluppare nella sua vita proprio per non diventare pigri o sterili nella conoscenza di Gesù.

Più viviamo praticamente ciò che conosciamo in linea teorica e più si incrementa la nostra conoscenza di Dio. Più si incrementa la conoscenza di Dio e più desideriamo mettere in pratica, desideriamo pregare, desideriamo conoscere la bibbia, desideriamo onorare Dio nella nostra vita. Insomma più approfondiamo la nostra relazione con Dio e più si crea un bel circolo virtuoso in tutti gli aspetti della nostra vita.

Alla fine di questa lettera, e di questa serie, ti incoraggio quindi a spendere bene la tua vita, sviluppando il tuo rapporto con Dio. Questo è il modo migliore per resistere a qualunque attacco venga portato alla fede, dall’esterno o addirittura dall’interno della comunità cristiana. Cresci nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo.

Pensando a Gesù e a tutto ciò che ho ricevuto attraverso la sua persona e la sua opera, mi sembra giusto concludere come Pietro conclude questa sua lettera: “A Lui sia la gloria , ora e in eterno. Amen.

2 Lettera di Pietro

Dio non è in ritardo

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