Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Terrapiattismo e bibbia

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Nonostante siano più di 2000 anni che gli esseri umani hanno  intuito la forma sferica della terra, intuizione poi confermata dalle osservazioni e dagli esperimenti, ancora oggi, esistono  persone che credono che la terra sia piatta.

Onestamente non avrei interesse a dedicare tempo a questa credenza senza fondamenta, se  non fosse per le conseguenze che tali credenze possono avere anche sul cristianesimo. Infatti, può sembrare incredibile ma tra i cosiddetti terrapiattisti, ci sono anche dei cristiani e, cosa molto grave, essi utilizzano la bibbia per difendere la loro credenza.

Così facendo essi, forse senza volerlo, gettano cattiva luce proprio sulla bibbia e sulla fede diventando quindi un ostacolo per chi volesse avvicinarsi a Dio e alla bibbia.

In questo video quindi, a partire dal tema del terrapiattismo,  voglio riflettere sul modo in cui una lettura della bibbia che non tenga conto del contesto letterario, culturale, storico, può portare, anche su altri argomenti, ad assumere posizioni indifendibili, antiscientifiche, contro ogni logica, che negano ogni evidenza e che, di riflesso, mettono in ridicolo il cristianesimo e la bibbia stessa. 

A dispetto di quanto molti potrebbero pensare, che la terra abbia una forma sferica è risaputo da più di 2500 anni.   Pitagora lo aveva già intuito nel sesto secolo avanti Cristo, idea poi sviluppata anche nelle opere di Platone e Aristotele… 

Eratostene nel terzo secolo a.c.  aveva addirittura già fatto un semplice esperimento, basato sulla geometria e sull’osservazione dell’ombra generata dal sole in due località distanti tra loro, a mezzogiorno del solstizio d’estate. Sulla base di considerazioni geometriche, conoscendo la distanza tra le due località,  misurando la diversa angolatura delle ombre, riuscì a stimare il raggio  della terra e, di conseguenza il perimetro. Nonostante i mezzi limitati a disposizione, egli ottenne una stima comunque non troppo lontana da quella che noi oggi conosciamo in modo più preciso. 

Nel corso della storia gli esseri umani si sono resi conto della curvatura della terra in vari modi. Uno dei più semplici ha a che vedere con l’osservazione di navi in lontananza la cui parte alta è l’ultima  a scomparire alla nostra vista. Inoltre, più si va in alto e più si è in grado di scorgere oggetti lontani proprio perché a livelli più bassi sarebbero nascosti dalla curvatura terrestre… Poi facendo lunghi viaggi, i marinai si accorgevano che le costellazioni cambiavano spostandosi da un emisfero all’altro.  

Anche se nella storia c’è sempre stato qualcuno che aveva proposte alternative, la convinzione che la terra fosse sferica prevalse piuttosto in fretta. Osservando sculture e monete già dell’epoca romana e poi delle successive epoche si vede che il globo veniva utilizzato come simbolo della terra. Ad esempio ci sono molte statue e monete antiche con personaggi che hanno il globo in mano o sono seduti su un globo, come simbolo del potere.

Oggi basta osservare il cielo con un telescopio per vedere la forma della luna o di altri pianeti e si nota che hanno tutti una forma sferica. Per quale strana ragione la terra dovrebbe essere diversa? Inoltre la faccia visibile della luna,  osservata dall’Australia appare capovolta, proprio perché l’Australia si trova nell’altro emisfero e quindi chi osserva la luna da lì è di fatto capovolto rispetto alla luna stessa. Se si osserva poi la luna quando non è piena o durante un’eclissi, si vedrà che l’ombra della superficie terrestre sulla luna è curva e non è certamente l’ombra di un disco piatto.

Di osservazioni di questo tipo se ne possono fare davvero  tante…Ai nostri giorni, poi,  le missioni spaziali hanno totalmente demolito queste teorie, ma gli antichi non ebbero nemmeno bisogno di  disturbare la NASA e i viaggi spaziali. Bastò il ragionamento, il buon senso per osservare che la terra non è un disco, ma ha una forma tridimensionale che ricorda una sfera. 

In tutti questi secoli i cristiani che posizione hanno assunto? Basta fare una ricerca per vedere che, nel corso dei secoli, la maggioranza degli studiosi cristiani hanno compreso che la terra era sferica, come tutti gli altri.  Già Agostino da Ippona a cavallo tra il quarto e il quinto secolo si riferisce alla terra come sferica. Anche nella famosa summa teologica di Tommaso d’Aquino scritta intorno al 1270, fin dalle prime righe si parla di una terra sferica come una cosa scontata.

Eppure oggi, nel ventunesimo secolo, tra i terrapiattisti ci sono anche alcuni cristiani che non solo aderiscono a questo assurdo movimento che pensa che ci sia un complotto dei poteri forti per farci credere che la terra sia sferica , ma pensano addirittura che la bibbia sia dalla loro parte. Perché accade questo?

Fondamentalmente, perché essi  interpretano alcuni passi della bibbia in modo letterale, senza  tenere conto del contesto letterario, culturale e storico in cui quei brani sono inseriti. 

Molti di loro pensano che la terra sia come un disco piatto, e che ci sia una cupola rigida sopra la quale c’è una grande distesa d’acqua. A tale scopo essi  prendono alcuni brani in modo letterale, interpretandoli come alcuni li interpretarono in un passato piuttosto remoto,  quando non c’era ancora una conoscenza sperimentale di queste cose. 

Genesi 1:7 Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa. E così fu.

Questa distesa viene chiamata cielo o firmamento, e da come è descritta sembra proprio qualcosa di rigido che non permette alle acque di sopra di passare. D’altra parte nel salmo 148:4 si parla proprio delle acque al di sopra dei cieli!

Che gli antichi pensavano che ci fosse una cupola rigida al di sopra della terra sarebbe confermato da diversi passi. Faccio solo alcuni esempi:

Giobbe 37:18 Puoi tu, come lui, distendere i cieli e farli solidi come uno specchio di metallo?

Amos 9:6 Egli ha costruito nel cielo la sua scala e ha appoggiato la sua vòlta sulla terra;

Giobbe 22:14 Fitte nubi lo coprono e nulla vede; egli passeggia sulla vòlta dei cieli”.

Isaia 40:22 Egli è assiso sulla volta della terra, da lì gli abitanti appaiono come cavallette; egli distende i cieli come una cortina e li spiega come una tenda per abitarvi;

Come vedete l’idea che trasmettono questi passi è che ci sia una volta celeste abbastanza rigida da passeggiarci sopra e appoggiarci una scala. E’ piuttosto alta infatti Dio seduto su questa volta del cielo guarda gli uomini e gli sembrano piccoli come cavallette…

Oltretutto come avete notato i cieli vengono dispiegati come una tenda in cui Dio abiterebbe, quindi hanno una consistenza rigida e questa immagine la si ritrova in diversi passi biblici.

Poi, se la terra fosse sferica, dicono i terrapiattisti, come farebbe ad avere degli angoli? 

Leggiamo:

Isaia 11:12  Egli alzerà un vessillo verso le nazioni, raccoglierà gli esuli d’Israele,

e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro canti della terra.

Apocalisse 7:1 Dopo questo, vidi quattro angeli che stavano in piedi ai quattro angoli della terra…

Se la terra ha quattro canti, quattro angoli, allora come ve la immaginate se non una figura piana? Semplice, no?

Per non parlare dei passi che parlano delle fondamenta della terra. Un asfera non ha fondamenta…

Ad esempio …Salmo 104:5  Egli ha fondato la terra sulle sue basi: essa non vacillerà mai.

Ora, penso che cominciate a capire che c’è un problema di fondo. Perché nella bibbia, in particolare nell’antico testamento, troviamo questo tipo di descrizioni? Queste descrizioni hanno uno scopo scientifico? Vogliono forse descrivere come funziona fisicamente l’universo? Esprimono una rivelazione speciale da parte di Dio?

Ci sono alcune cose che dobbiamo capire. Negli ultimi due secoli sono aumentate molto le conoscenze che abbiamo dell’antico medio oriente e gli studiosi hanno quindi compreso molto di quelle civiltà..  Nell’antico Israele, come in tutti gli altri popoli dell’antico medio oriente,  non c’era una conoscenza del cosmo pari a quella che abbiamo oggi.  Essi vedevano la terra sotto di loro, il cielo con le stelle, il sole e la luna sopra di loro, ma non sapevano esattamente come tutte queste cose funzionassero e nemmeno se ne preoccupavano molto, per quanto ne sappiamo.  

Qualcuno potrebbe dire: “Ma Dio non poteva rivelare loro moderne nozioni di cosmologia?” E perché avrebbe dovuto farlo?  Nella bibbia non vengono descritti concetti di chimica o di fisica, non si parla della natura della materia, di fisica delle particelle o cose di questo genere, perché né gli autori né i loro lettori avrebbero capito nulla di quelle cose.  E per la verità, ad essere sinceri, se la bibbia fosse un testo scientifico nemmeno la maggioranza di noi oggi ne capirebbe un granché. Dio avrebbe dovuto guidare l’autore della Genesi nel descrivere la natura della materia, utilizzando concetti di chimica e di fisica atomica?  Per leggerla avremmo bisogno di avere dei premi nobel al nostro fianco. Figuriamoci cosa avrebbero capito tremila anni fa.

Nella bibbia non ci sono brani in cui Dio cerca di dare una spiegazione scientifica di come funzionano le cose, perché ciò esula dagli scopi della rivelazione biblica. Dio rivela il modo in cui vuole relazionarsi con l’uomo, ma non dedica tempo a spiegare, ad esempio, la fotosintesi clorofilliana ad Adamo ed Eva. 

Cosa troviamo quindi in tutti questi versetti che abbiamo estrapolato dal loro contesto? Semplicemente vediamo la percezione che quegli scrittori avevano del creato. Dio ha lasciato che gli scrittori della bibbia descrivessero le cose utilizzando il linguaggio a loro familiare, adeguato alle loro conoscenze, per esprimere i concetti  teologici che Dio voleva veicolare.

Ad esempio in Isaia 40:22 che abbiamo letto, non è importante che Dio sia effettivamente seduto su una cupola al di sopra della terra, ma il fatto che Egli sia sovrano sul mondo.  Quando in Isaia 11:12 abbiamo letto dei quattro angoli della terra,  il messaggio veicolato è quello che i dispersi di Giuda sarebbero tornati da ogni parte del mondo. In quei brani non troviamo Dio che tenta di rivelare nozioni di cosmologia attraverso Isaia, ma troviamo un messaggio teologico preciso.

Tremila anni fa probabilmente la maggioranza delle persone, basandosi  su ciò che vedevano, sulla propria esperienza, percepivano la terra come se fosse piatta e guardavano i cieli pensando che le stelle si trovassero tutte su una specie di foglio rigido chiamato firmamento. Non ci sarebbe da stupirsi. Ma, che quegli scrittori credessero che la terra fosse davvero piana oppure no,  il messaggio teologico  che Dio voleva veicolare attraverso di loro non cambia. Non possiamo prendere quei passi come se intendessero fare una lezione di scienze.  Gli scrittori biblici potevano anche descrivere una terra piatta e una volta nel cielo con il loro linguaggio, semplicemente perché non avevano un altro linguaggio da poter utilizzare, ma non è necessario condividere la loro percezione del mondo, limitata, per apprezzare le implicazioni teologiche delle loro affermazioni.

Dio sa ovviamente che la terra è un globo, visto che l’ha fatta lui,  ma per quale motivo avrebbe dovuto preoccuparsi di rivelarlo a persone che non avevano la possibilità di apprezzare questa verità scientifica? Avrebbe forse dovuto correggerli in modo che si esprimessero in modo diverso? A quale scopo? La letteratura biblica non ha lo scopo di occuparsi di queste cose ma di descrivere la relazione tra Dio e l’uomo. Gli scrittori biblici utilizzarono un  linguaggio che poteva essere compreso anche dai loro contemporanei. Nelle loro espressioni si nota che Dio era il Creatore in contrapposizione agli dei delle nazioni circostanti perché questo era il loro scopo. Ma la loro missione non era certamente quella di andare a dire agli altri popoli che la terra è piatta oppure che è sferica. Questo loro lo potevano solo supporre come tutti gli altri popoli, indagando con l’intelligenza che Dio ha dato loro, ma non risulta essere oggetto di rivelazione speciale.

Si ebbe un problema analogo, nel passato quando molti, anche tra i cristiani, credevano che la terra fosse al centro dell’universo e che fosse il sole a girare intorno alla terra. La bibbia non insegna né il geocentrismo, né l’eliocentrismo, perché non troviamo mai nella bibbia una lezione di astronomia da parte di Dio. Tuttavia gli abitanti della terra, Israele incluso, con i mezzi a loro disposizione tremila anni fa non potevano sapere come funzionassero queste cose. Essi vedevano il sole che si muoveva e quindi è logico supporre che, per quanto ne sapevano, fosse il sole a girare intorno alla terra, quindi quando essi si esprimevano, descrivevano le cose utilizzando un linguaggio coerente con le loro conoscenze.

Nella bibbia non troviamo mai Dio che spiega se la terra gira intorno al sole o viceversa. Dio lascia che gli autori umani si esprimano in base alla loro percezione. Pertanto quando leggiamo Giosuè 10:12-13 leggiamo così:

Allora Giosuè parlò al SIGNORE, il giorno che il SIGNORE diede gli Amorei in mano ai figli d’Israele, e disse in presenza d’Israele: «Sole, fermati su Gabaon, e tu, luna, sulla valle d’Aialon!» E il sole si fermò, e la luna rimase al suo posto, finché la nazione si fu vendicata dei suoi nemici. 

Ora, come avrebbe dovuto esprimersi Giosué? Qui non troviamo Dio che fa una lezione di cosmologia ma troviamo la descrizione dal punto di vista dell’osservatore  di ciò che accadde. Non ci viene descritto in termini scientifici cosa accadde, ma ci viene detto solo quale fu la percezione di coloro che assistettero all’evento.

Vi stupite? Ma guardate che anche noi, oggi, facciamo la stessa cosa, nonostante le nostre moderne conoscenze scientifiche… Tutti diciamo che il sole sorge alla tal ora e tramonta alla tal ora, anche se sappiamo che in realtà siamo noi a muoverci, non il sole. Quindi anche noi uomini e donne del 21° secolo, descriviamo le cose dal nostro punto di vista, senza preoccuparci troppo del concetto scientifico che ci sta dietro. Per quale ragione pretendiamo che  gli antichi scrittori che Dio ha utilizzato per veicolare il suo messaggio utilizzassero un linguaggio diverso parlando di cose che addirittura essi stessi non sarebbero stati in grado di comprendere?

Se ci pensate bene, non potrebbe essere diverso. Se il creatore del mondo, il Dio che ha fatto ogni cosa,  si rivela agli uomini, deve farlo in  modo da poter essere compreso da coloro a cui si rivela, in base al momento storico in cui ciò accade. Le parole usate da quegli scrittori ispirati da Dio dovevano comunque essere comprensibili ai loro primi uditori, quindi rispecchiare una cultura antica, non una cultura del ventunesimo secolo. Se imponiamo la nostra cultura moderna agli autori della bibbia vissuti più di tremila anni fa, noi non siamo corretti nei loro confronti e snaturiamo il senso della bibbia stessa.

La bibba è stata scritta affinché noi la comprendiamo, quindi è stata scritta per noi, per la nostra utilità, ma non è stata scritta direttamente a noi, quindi il linguaggio che troviamo è quello tra i tremila e i duemila anni fa, non il nostro.. Quando leggiamo la bibbia leggiamo un testo antico scritto da persone e a persone che avevano una mentalità antica, diversa dalla nostra. Se ci avviciniamo ad essa ignorando totalmente il contesto culturale e storico in cui essa si è formata, prendiamo lucciole per lanterne.

Dio ha fatto con gli uomini antichi esattamente quello che faremmo ancora noi oggi. Noi non descriveremmo ad un bambino di due anni i fenomeni fisici utilizzando concetti di fisica e chimica, perché sappiamo che non potrebbe comprendere. Ma quando sarà grande, se avrà studiato quelle materie, potremo ritornare su alcuni argomenti in modo più approfondito perché sappiamo che potrebbe seguire il nostro ragionamento.  

Allo stesso modo Dio non si è preoccupato di rivelare agli uomini concetti scientifici che non fossero alla loro portata, perché tali concetti sarebbero stati comprensibili solo in seguito. Dio ha dato all’uomo intelligenza per indagare e studiare i fenomeni che regolano l’universo, quindi non ha bisogno di utilizzare la rivelazione speciale  per istruirci in tal senso. Nella bibbia, invece, troviamo la rivelazione speciale di Dio inerente il rapporto che Egli vuole avere con l’uomo. Quel tipo di conoscenza non sarebbe raggiungibile dall’uomo mediante la mera indagine scientifica perché Dio stesso non fa parte dell’universo indagabile dall’uomo con metodi scientifici, dal momento che Egli è Colui che ha creato l’universo e quindi non ne fa parte. 

Probabilmente quello del terrapiattismo, grazie a Dio aggiungerei, è un fenomeno davvero marginale tra i cristiani. Ma  credo che abbiate capito il pericolo che si corre se si legge la bibbia in modo letterale senza tenere conto del fatto che è stato scritta con un linguaggio adatto a persone vissute migliaia di anni fa.  Il rischio che si corre è quello di promuovere un’idea sbagliata solo perché si legge la bibbia con un approccio sbagliato. Così invece di onorare Dio si finisce per disonorarlo perché agli occhi di uno scettico, il tentativo di usare la bibbia per difendere idee palesemente false non farà altro che allontanare sempre di più quella persona dalla bibbia stessa.

Agostino da Ippona l’aveva capito già ai suoi tempi, tra il quarto e il quinto secolo. Leggiamo questo passaggio dalla sua opera “La Genesi alla lettera”:

Accade infatti assai spesso che, riguardo alla terra, al cielo, agli altri elementi di questo mondo, al moto e alla rivoluzione o anche alla grandezza e distanza degli astri, intorno alle eclissi del sole e della luna, al ciclo degli anni e delle stagioni, alla natura degli animali, delle piante, delle pietre e di tutte le altre cose di tal genere, anche un pagano abbia tali conoscenze da sostenerle con ragionamenti indiscutibili e in base ad esperienza personale. Orbene, sarebbe una cosa assai vergognosa e dannosa e da evitarsi a ogni costo, se quel pagano sentisse quel tale parlare di questi argomenti conforme – a suo parere – al senso delle Scritture cristiane dicendo invece tali assurdità che, vedendolo sbagliarsi – come suol dirsi – per quanto è largo il cielo, non potesse trattenersi dal ridere. Ma è spiacevole non tanto il fatto che venga deriso uno che sbaglia, quanto il fatto che da estranei alla nostra fede si creda che i nostri autori [sacri] abbiano sostenuto tali opinioni e, con gran rovina di coloro, della cui salvezza noi ci preoccupiamo, vengano biasimati come ignoranti e rigettati. Quando infatti, riguardo ad argomenti ben noti ad essi, i pagani sorprendono un cristiano che sbaglia e difende una sua opinione erronea appoggiandola ai nostri Libri sacri, in qual modo potranno prestar fede a quei Libri quando trattano della risurrezione dei morti, della speranza della vita eterna e del regno dei cieli, dal momento che penseranno che questi scritti contengono errori relativi a cose che hanno potuto già conoscere per propria esperienza o in base a sicuri calcoli matematici? Non può dirsi abbastanza qual pena e tristezza rechino ai fratelli assennati questi cristiani temerari e presuntuosi quando, allorché vengono criticati e convinti d’errore a proposito delle loro erronee e false opinioni da parte di coloro che non sono vincolati dall’autorità dei nostri Libri sacri. Costoro inoltre, al fine di sostenere ciò che affermano con sventatissima temerarietà e chiarissima falsità, si sforzano di addurre i medesimi Libri sacri con cui provare le loro opinioni e arrivano perfino a citare a memoria molti passi da loro ritenuti come valide testimonianze in proprio favore, senza comprendere né quel che dicono né ciò che danno per sicuro. (La genesi alla lettera -19-39. Agostino da Ippona)

Oggi il problema è il terrapiattismo, ma domani potrebbe essere un altro argomento. La questione che già Agostino aveva sollevato è che non possiamo utilizzare la bibbia per portare avanti le nostre convinzioni pseudoscientifiche, infischiandocene dell’evidenza scientifica ma mostrando anche poco rispetto per la bibbia stessa, per il modo in cui essa è stata scritta in un certo contesto storico, e culturale. Infatti questo tipo di letteralismo è pericoloso e fuorviante,  e chi lo promuove, invece di servire il Dio in cui dice di credere, lo rende ridicolo e incomprensibile agli occhi di un non credente. Si diventa così, involontariamente, ostacoli sulla strada di chi vorrebbe avvicinarsi alla bibbia e al Dio Creatore dei cieli e della terra che in essa è rivelato.

Nella bibbia Dio lascia che gli uomini si esprimano secondo le proprie conoscenze e il loro linguaggio per esprimere il loro rapporto con Lui. Dio non promuove un certo tipo di cosmologia, né si occupa di insegnare chimica, fisica, fisiologia o medicina a persone che non avevano nessuno strumento per comprendere quelle cose.  La scienza si occupa di studiare quali sono i meccanismi che regolano il funzionamento delle cose ed è qualcosa a cui è giusto che gli uomini si dedichino con grande entusiasmo, perché Dio ha dato agli uomini una grande intelligenza che permette loro di conoscere molte cose. Ma conoscere il come non basta… Dio nella bibbia si preoccupa soprattutto di trasmettere agli uomini il perché delle cose. Perché siamo qui? Chi ha messo in moto l’universo in cui viviamo? Come possiamo rapportarci con Dio? Perché è stato necessario che Gesù venisse su questa terra? Perché è morto e risorto? C’è un futuro per l’umanità? La bibbia si preoccupa di rispondere a queste e ad altre domande.  Ma per quanto riguarda l’indagine scientifica, se la terra sia piatta o sferica,  lasciamo che siano gli uomini a fare le loro ricerche con la speranza che studiando il come, arrivino a desiderare di conoscere Colui che può rivelare loro anche il perché. 

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Commenti

Una risposta a “Terrapiattismo e bibbia”

  1. Avatar Giacomo
    Giacomo

    Questo tuo testo dovrebbe avere la massima diffusione, per ridare a molti cristiani quella onestà intellettuale che stanno perdendo.

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