- Interesse sincero
- Il tuo problema è un mio problema
- Ricordati le promesse
- Preghiera istantanea?
- Mentre attendi… preparati!
- Obiettivi realistici
- Non ti arrendere!
- Lavorare fianco a fianco
- Problemi e opportunità
- Muratori a mano armata
- Ingiustizia sociale
- Il coraggio di rinunciare
- Resisti alle malelingue!
- Sotto il fuoco amico
- Un’impresa di Dio
- Persone giuste al posto giusto
- Tu non sei un numero
- Il senso della parola di Dio
- Riflettere per agire
- Dall’ascolto all’azione
- Adorazione e confessione
- Un Dio misericordioso
- O Dio nostro, liberaci!
- Un impegno davanti a Dio
- Non trascurare la casa di Dio
- Cercasi volontari
- Una squadra che loda Dio!
- Gioia incontenibile!
- Un servizio apprezzato
- Tutto da rifare?
- Gli stessi errori del passato
Il mio Dio mi mise in cuore di radunare i notabili, i magistrati e il popolo, per farne il censimento. Trovai il registro genealogico di quelli che erano tornati dall’esilio la prima volta, e vi trovai scritto quanto segue:
“Questi sono quelli della provincia che tornarono dall’esilio; coloro che Nabucodonosor, re di Babilonia, aveva deportati, e che tornarono a Gerusalemme e in Giuda, ciascuno nella sua città. Essi tornarono con Zorobabele, Iesua, Neemia, Azaria, Raamia, Naamani, Mardocheo, Bilsan, Misperet, Bigvai, Neum e Baana.
Censimento degli uomini del popolo d’Israele: Figli di Paros, duemilacentosettantadue.
Figli di Sefatia, trecentosettantadue.
Figli di Ara, seicentocinquantadue.
(…)
La comunità tutta insieme comprendeva quarantaduemilatrecentosessanta persone,
senza contare i loro servi e le loro serve, che ammontavano a settemilatrecentotrentasette. Avevano pure duecentoquarantacinque cantanti, maschi e femmine.
Avevano settecentotrentasei cavalli, duecentoquarantacinque muli,
quattrocentotrentacinque cammelli, seimilasettecentoventi asini.
Alcuni dei capi famiglia offrirono dei doni per l’opera. Il governatore diede al tesoro mille dracme d’oro, cinquanta coppe, cinquecentotrenta vesti sacerdotali.
Tra i capi famiglia ce ne furono che diedero al tesoro dell’opera ventimila dracme d’oro e duemiladuecento mine d’argento.
Il resto del popolo diede ventimila dracme d’oro, duemila mine d’argento e sessantasette vesti sacerdotali.
I sacerdoti, i Leviti, i portinai, i cantori, la gente del popolo, i Netinei e tutti gli Israeliti si stabilirono nelle loro città. Quando giunse il settimo mese, i figli d’Israele erano stabiliti nelle loro città.
—
(Neemia 7:5-73 (estratto) – La bibbia)
In questo mondo siamo, spesso, solo un numero per le aziende che vogliono venderci qualcosa, un numero per le statistiche, un numero di utenza da chiamare per le ditte che vogliono farci cambiare contratto telefonico, del gas, dell’energia elettrica. Talvolta siamo persino un numero per la nostra religione di appartenenza il cui solo scopo è averne uno in più tra i suoi adepti…
In questo elenco nel capitolo 7 di Neemia, di cui ho letto solo una piccola parte, leggiamo che il Signore mise nel cuore di Neemia il desiderio di fare un censimento tra il suo popolo. Neemia cominciò il suo censimento partendo dai dati raccolti qualche decennio prima, avendo trovato il registro genealogico di coloro che erano tornati dall’esilio con Zorobabele (si legga a questo proposito il libro di Esdra) dopo l’editto di Ciro nel 538 a.c.. Si tratta di un elenco piuttosto lungo di nomi e numeri che i più potrebbero trovare piuttosto noioso…
Ma mentre leggevo questa lista pensavo che dietro quei numeri c’erano della famiglie e in ognuna di quelle famiglie c’erano degli individui che erano stati censiti uno per uno e, nella sua onniscienza, Dio conosce ognuno di loro!
Il numero dei componenti di ogni famiglia è riportato con una certa precisione, a testimonianza che anche la singola unità e importante.
Non sono circa duemila ma sono duemilacentosettantadue.
Non sono un totale di circa quarantaduemila persone ma sono quarantaduemilatrecentosessanta persone.
I servi e le serve non sono circa settemila, ma settemilatrecentotrentasette.
Persino cavalli, cammelli, muli e asini sono stati contati con precisione.
Ma Dio non conosce solo ciò che è scritto nell’elenco; Egli conosce ogni dettaglio, conosce non solo i nomi di ognuna di quelle quarantaduemilatrecentosessanta persone ma conosce anche ognuno dei loro singoli giorni, ogni azione da loro compiuta, ogni pensiero che è passato nella loro testa! Dio conosce ogni singolo individuo in maniera completa e ogni individuo ha valore ai suoi occhi.
Alla fine dell’elenco troviamo addirittura un’indicazione circa i doni considerevoli che erano stati fatti dai alcuni tra i più eminenti e dal resto del popolo quasi a voler ricordare che ogni dracma, ogni mina, ogni coppa, ogni veste sacerdotale donata per la ricostruzione del tempio non è passata inosservata agli occhi degli uomini, tanto meno agli occhi di Dio!
Come Dio conosce ogni singolo Israelita in questi elenchi, possiamo essere certi che conosce anche ciascuno di noi. Anche se pensassimo di essere persone insignificanti agli occhi del mondo, possiamo essere certi che Dio conosce con precisione ognuno di noi e tutto ciò che abbiamo fatto. Anche se non fossimo inseriti in una lista come questa e i nostri nomi venissero dimenticati subito dopo la nostra morte, nondimeno il nostro passaggio su questa terra non sarà passato inosservato agli occhi del nostro Creatore! Anche se per chiunque altro la nostra esistenza non dovesse avere importanza, possiamo essere certi che per Dio anche noi abbiamo un grande valore. Anche io. Anche te.
A questo proposito ricordo un aforisma di Nicola Martella che avevo letto qualche tempo fa: «Agli occhi del mondo sei solo un numero? Non dartene pena: agli occhi di Dio vali una cifra!». È proprio così!
Quando ti senti stanco e ti sembra che il tuo lavoro non abbia alcun riconoscimento, quando ti senti usato dalle persone intorno a te, quando ti sembra che a nessuno interessi davvero qualcosa di te, ricordati che il Creatore dei cieli e della terra è attento, conosce il tuo nome, conosce tutto di te, conosce anche i tuoi pensieri. Ma soprattutto egli è davvero interessato a te, è interessato alla tua vita e vuole che tu abbia vita eterna.
Egli vuole avere una relazione con te, vuole essere riconciliato con te e a tale scopo ha dato suo figlio Gesù Cristo. Se ti ritieni lontano da Lui, se pensi di essere immeritevole del suo amore, posso dirti che siamo sulla stessa barca! Si, siamo immeritevoli di tanto interesse e tanto amore, eppure, proprio mentre eravamo lontani e nemici, Gesù ha dato la sua vita proprio per me e per te, affinché potessimo essere riconciliati con Dio. È morto per i nostri peccati affinché noi potessimo ricevere la vita eterna.
Ai suoi occhi tu sei importante. Non sei solo un numero, sei una persona, una persona per cui Gesù Cristo è morto. Disprezzerai il suo amore? Disprezzerai la sua grazia? Ti prego, non farlo. Non continuare ad essere solo una statistica o un numero di tessera sanitaria, non essere solo un codice fiscale o un numero utente a cui le aziende si interessano finché sei in vita, cerca la riconciliazione con Colui che vuole avere un rapporto reale con te non solo oggi, non solo domani, ma per l’eternità.


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