Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Il nostro vero nemico

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Questa voce fa parte 23 di 24 nella serie Lettera agli Efesini
Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate stare saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio;

(Efesini 6:10-17 – La Bibbia)

Indice della serie sulla lettera agli Efesini

Chi è il nostro vero nemico? Se ci fermiamo a ciò che gli occhi possono vedere, si direbbe che i nostri nemici siano persone in carne ed ossa (o sangue e carne per usare l’espressione che usa Paolo).

Ma coloro che hanno un rapporto con Dio dovrebbero avere esperienza del fatto che esiste un mondo spirituale che va oltre ciò che i cinque sensi possono mostrarci.

Paolo ricorda ai suoi lettori che dovevano considerare prioritaria la battaglia spirituale, quella che si svolge in un mondo invisibile popolato da creature spirituali, il diavolo, potenze, principati, dominatori di questo mondo di tenebre, forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti, ovvero in quella dimensione spirituale che normalmente non vediamo con gli occhi.

In sostanza Paolo richiama l’attenzione sul fatto che dietro le quinte del mondo in cui viviamo si svolge una partita, anzi una guerra, decisamente più importante e nella quale, che lo vogliano oppure no, i cristiani sono assolutamente coinvolti. Ciò che noi sperimentiamo nel visibile è causato da una battaglia che si svolge prevalentemente nell’invisibile.

Paolo fa questa esortazione perché evidentemente vede il pericolo che i cristiani continuino a vivere in questo mondo come tutti gli altri, ovvero affrontando le difficoltà di questa vita come se non ci fosse neanche un mondo invisibile che in qualche modo influenza quello visibile.

Essere coscienti del fatto che c’è una battaglia spirituale è molto importante per il cristiano perché lo aiuta anche a capire certe dinamiche che influenzano i rapporti umani. Se siamo coscienti del fatto che c’è una battaglia spirituale, non ci stupiremo troppo delle difficoltà che talvolta incontriamo nelle nostre relazioni in famiglia o addirittura nella comunità cristiana perché impareremo a riconoscere l’influenza del vero nemico nei nostri confronti e nei confronti di quelli che ci circondano, e incanaleremo le nostre energie verso la vera battaglia evitando di considerare nemici coloro che invece, come noi, sono solo coinvolti nella medesima battaglia. Insomma, comprendere la realtà della battaglia spirituale ci aiuta a focalizzarci sul vero nemico e a preparaci in modo adeguato a quel tipo di battaglia.

Infatti se il nostro vero avversario è il diavolo, per restare saldi contro le sue insidie, per resistere e restare in piedi di fronte ai suoi attacchi, non serviranno a nulla le armi umane, ma occorrerà confidare nella forza e nella potenza di Dio, indossando l’armatura di Dio. Per esemplificare gli elementi che costituiscono tale armatura, Paolo utilizza un’immagine che conosceva bene, quella del soldato romano.

Egli paragona quindi la verità alla cintura che teneva insieme tutta l’armatura. D’altra parte la caratteristica principale del messaggio cristiano è quello di essere basato sulla verità, su Gesù stesso. La conoscenza di Dio attraverso Gesù ci offre la prospettiva vera da cui guardare il mondo e la storia. Solo la verità può dare un senso alla nostra stessa vita fornendoci la base per affrontare la battaglia spirituale e vincere.

Nel considerare la corazza Paolo pensò alla giustizia perché è proprio in Gesù Cristo che si manifesta la giustizia di Dio, il giusto giudice. Tale giustizia dovrebbe fare paura ai nemici di Dio, ma è un alleato per chi ha riposto la sua fede in Gesù Cristo, la nostra giustizia. Neanche il diavolo può scalfire quella corazza.

Le calzature del soldato erano importanti per garantire agili spostamenti e per restare in piedi di fronte al nemico. Così nella battaglia del cristiano è importante lo zelo, l’operoso impegno a cui il credente è spinto dal messaggio del vangelo che ha come oggetto innanzitutto la pace con Dio ma anche la pace tra gli uomini appartenenti a diversi gruppi, ceti sociali o nazionalità. Infatti il vangelo unisce gli uomini e tale unione fa la forza proprio contro il vero nemico.

Lo scudo è poi il mezzo difensivo principale. Se il nemico ci attacca con i suoi dardi infuocati, che siano le sue accuse o le sue lusinghe, sarà proprio la fede ad essere lo scudo che possiamo opporre. La nostra relazione con il Cristo risorto, la sua vita in noi, la nostra fiducia in lui sarà quella che ci permetterà di difenderci.

Ma un’armatura non è completa senza un elmo. Sapere che apparteniamo alla famiglia di Dio, che nessuno può rapirci dalla sua mano, che siamo salvi perché Egli riporterà la vittoria finale sul nemico, costituisce l’elmo più efficace verso qualunque attacco.

Infine, occorre anche un mezzo che serve a difenderci come gli altri ma anche ad offendere il nemico. Non stupisce che Paolo paragoni la spada alla parola di Dio. La parola di Dio non è infatti qualcosa di immateriale come si potrebbe pensare, ma qualcosa di molto concreto, qualcosa di molto potente. Non è solo espressione della conoscenza ma azione vera e propria! Infatti ogni cosa esiste proprio per mezzo della parola di Dio. Gesù stesso è presentato all’inizio del vangelo come la parola di Dio incarnata, ovvero Dio che prende forma umana, concreta, venendo a vivere in mezzo agli uomini! C’è poi la parola di Dio scritta e Gesù stesso utilizzò la rivelazione di Dio scritta attraverso Mosè come un’arma con cui fare fuggire proprio Satana quando lo tentò. Anche per noi quindi la parola di Dio rimane l’arma per eccellenza nella battaglia spirituale.

È triste che molti cristiani siano così impegnati nelle loro battaglie contro carne e sangue, talvolta anche in guerre interne al cristianesimo stesso, da dimenticarsi la vera battaglia in cui dovrebbero essere impegnati. Così non si preoccupano di indossare questa armatura e lasciano che il vero nemico guadagni terreno.

Abbiamo bisogno che Dio ci dia di svegliarci e di riconoscere la priorità del regno di Dio, la priorità del vangelo della pace, la priorità della battaglia spirituale. Non a caso, come vedremo nell’ultimo pensiero di questa serie, gran parte della battaglia si combatte sulle ginocchia, ovvero in preghiera.

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