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Tra i vari commenti ricevuti nel tempo ce ne sono alcuni che riguardano il cosiddetto “vero” nome di Gesù. Qualcuno mi ha scritto: “ Gesù non è il vero nome del messia yeshua, solo questo nome salva veramente”. Un altro mi ha scritto: “Gesù non è il vero nome, ma si chiamava Giosuè”.
C’è del vero in quello che queste persone dicono? Ma soprattutto si tratta di qualcosa di rilevante per la fede cristiana? Ne parliamo in questo video.
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Quanto è importante il nome di Gesù per la fede cristiana? In Giovanni 20:31 leggiamo:
“questi sono stati scritti affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.” Gv 20:31
In 1 Corinzi 1:2 leggiamo: alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore loro e nostro… 1 co 1:2
Abbiamo letto nel vangelo che si può avere vita “nel nome di Gesù”. E in 1 Corinzi abbiamo visto che ci si riferisce ai cristiani come coloro che in ogni luogo invocano il nome di Gesù. Non ci sono dubbi quindi sul fatto che il nome di Gesù sia importante. Ma si tratta di una semplice questione di pronuncia corretta di un nome o c’è qualcosa di più profondo dietro questa espressione?
Come abbiamo già visto in un altro video, riguardante il nome di Dio, il nome rappresenta la persona. Quindi anche nel caso di Gesù, quando si parla del “nome”, ci si riferisce alla persona. Non si tratta di pronunciare un nome in modo corretto, si ttratta di avere una relazione con una persona.
Nei commenti che ho ricevuto, riguardanti il nome di Gesù, quelli che vi ho letto al principio , c’è una parte corretta, ma c’è anche qualcosa di profondamente sbagliato. In particolare è sbagliato affermare che solo una certa pronuncia del nome di Gesù può salvare veramente. Questa è un’affermazione che, come vedremo, è priva di senso.
Parliamo prima della parte corretta. In effetti, in ebraico il nome di Gesù è Yeshua, che è una forma contratta di Yehoshua, che nell’antico testamento è tradotto in italiano come Giosuè. Quindi un ebreo si riferirà al Messia Gesù come Yeshua Hamashiach, ovvero Gesù il Messia, Gesù l’Unto e per lui quel nome richiamerà alla mente l’antico nome del condottiero di Israele Giosuè. Tale nome significa “Il Signore salva”.
A queto punto può essere interessante capire perché nelle nostre bibbie in italiano il nome di Gesù nel nuovo testamento è scritto come tutti lo conosciamo, ovvero Gesù. C’è forse qualche mistero particolare legato al fatto che le persone oggi si riferiscono a Yeshua come Gesù nella lingua italiana, o Jesus in inglese o Jesùs in spagnolo?
Negli ultimi dieci anni si sono diffuse soprattutto attraverso internet tantissime bufale su questo tema, al punto che in lingua inglese, siccome Jesus ricorda in qualche modo Zeus, c’è addirittura qualche buontempone che ha diffuso l’idea che Jesus derivi da Zeus. Si tratta di una sciocchezza colossale, come vedremo tra un attimo, analizzando da dove derivano le traduzioni attuali.
In realtà le forme che troviamo nelle varie lingue sono perfettamente lecite e si tratta semplicemente di forme legate a diverse traslitterazioni e traduzioni da e tra lingue diverse. Non c’è quindi nessun mistero, nè nessuna volontà di modificare il testo della bibbia, né nessun collegamento con il nome di Zeus.
Infatti nell’antico testamento in ebraico troviamo la parola Yehoshua che in italiano viene normalmente tradotta Giosuè e in inglese viene tradotta Joshua.
Ma in greco tale parola, anche nella traduzione greca dei settanta, viene tradotta come Iesous. Ad esempio così è chiamato nel vecchiio testamento in greco il sommo sacerdote Giosuè in Zc 3:1.
La stessa parola Iesous è utilizzata nel nuovo testamento in greco per indicare Gesù.
In latino tale parola fu tradotta Iesus da cui deriva il nostro Gesù. Molto semplice. Allo stesso modo troviamo in altre lingue i vari Jesus, Jesùs, Jèsus, ecc.
Perché nel nuovo testamento troviamo Gesù invece di Giosuè? Semplicemente le traduzioni moderne del nuovo testamento sono traduzioni dal greco Iesous che viene normalmente tradotto in italiano come Gesù, mentre per quanto riguarda il vecchio testamento i traduttori si riferiscono all’ebraico Yehoshua che viene tradotto come Giosuè.
Ma qualcuno più attento si sarà accorto che i traduttori del nuovo testamento, per altri personaggi con lo stesso nome di Gesù, Iesous in greco, utilizzano a volte la traduzione Giosuè e a volte la traduzione Gesù, anche se si tratta della stessa parola in greco. Perché accade questo?
Ad esempio in Co 4:11 leggiamo di Gesù, detto Giusto, un collaboratore di Paolo e in Lc 3:29 leggiamo di Gesù figlio di Elezier nella genealogia dello stesso Gesù Cristo. Ma in At 7:45, la stessa paroila viene tradotta come Giosuè:: I nostri padri, guidati da Giosuè, dopo averla ricevuta la trasportarono nel paese posseduto dai popoli che Dio scacciò davanti a loro.
La stessa parola Iesous è tradotta a volte Gesù, a volte Giosuè. Perché? Per varie ragioni. Se i traduttori volessero essere consistenti, dovrebbero sempre tradurre Iesous come Gesù nel nuovo testamento. Ma essi non vogliono generare confusione nei lettori, quindi quando ci si riferisce a personaggi noti chiamati Giosuè nell’antico testamento, dall’ebraico Yehoshua, tendono a mantenere questa traduzione anche nel nuovo, come nel caso del sommo sacerdote Giosuè o del condottiero Giosuè successore di Mosè.
In altri casi, come quello di cui abbiamo letto in Luca 3:29, la nuova riveduta così come altre traduzioni traducono come Gesù, figlio di Elezier, mentre altre traduzioni come la diodati traducevano Iose e in inglese troviamo a volte Joshua, Giosuè. Troviamo quindi una certa discrezionalità nelle scelte dei traduttori in alcuni casi, tutte peraltro lecite dal punto di vista linguistico.
Qualcuno potrebbe osservare che, per coerenza, i traduttori potrebbero tradurre sempre Giosuè anche nel nuovo testamento, e forse questo era il pensiero di quel lettore che mi ha scritto. Potrebbero farlo, ma occorre tenere presente che i traduttori devono anche cercare di rispettare tradizioni consolidate nelle varie lingue di destinazione per non generare confuzione nei lettori. Sarebbe corretto riferirsi a Gesù chiamandolo Giosuè? Certo, perché di fatto i due nomi sono equivalenti. Perché allora i traduttori non lo fanno? Per rispettare una convenzione ormai consolidata in italiano da secoli, traducendo il latino Iesous come Gesù, e in questo non c’è assolutamente nulla di male. La maggioranza delle persone sarebbero confuse se, nelle proprie bibbie, di punto in bianco dovessero trovare Giosuè al posto di Gesù. Essi non sanno che si tratta in effetti dello stesso nome e andrebbe comunque spiegato. Allo stesso modo, se io pregassi nel nome di Giosuè, Dio capirebbe di chi sto parlando… Ma il mio vicino, abitutato ad una certa traduzione in italiano non capirebbe… La tradizione popolare è ormai talmente consolidata che una scelta diversa dei traduttori genererebbe solo confusione.
Quindi è vero che Gesù potrebbe essere chiamato Giosuè, ma è anche vero che la forma Gesù per Iesus è piuttosto consolidata ormai. Ha quindi poco senso criticare i traduttori perché rispettano questa convenzione plurisecolare.
Ma veniamo al punto principale della questione e del nostro video. Una volta appurato che I due nomi Gesù o Giosuè sono intercambiabili e una volta appurato che una persona può anche utilizzara la forma Yeshua per richiamare le radici ebraiche del Signore Gesù, occorre tenere presente che il nostro rapporto con Gesù non può essere condizionato dalla lingua in cui pronunciamo il suo nome. Infatti il nome Gesù o Yeshua non ha un potere magico… Si tratta di un nome che era condiviso anche da altre persone nell’antichità. La potenza non sta nella forma del nome , ma nella persona che lo portava in questo caso specifico.
Torniamo quindi al problema posto da quell’ascoltatore, ovvero che solo la forma “Yeshua” è quella che va usata perché solo questo nome salverebbe veramente. Che senso ha? Yeshua è il nome di Gesù in ebraico, ma ogni persona di questo mondo deve pronunciarla così? Anche un cinese? Anche un ugandese? O un Argentino? Gesù è interessato a come pronunciamo il suo nome o ciò che conta è la nostra relazione con lui? Davvero leggendo la bibbia arrivate a qeusta conclusione?
Tanto per cominciare, se Gesù avesse voluto che pronunciassimo il suo nome in ebraico, non ci avrebbe fatto pervenire il nuovo testamento in greco… Eppure la lingua greca è quella utilizzata per diffondere il nuovo testamento fin dai primi secoli e si può essere certi che la maggior parte dei libri del nuovo testamento sono stati scritti in greco fin dalla loro stesura originale. Evidentemente non era la preoccupazione principale del Signore il modo in cui avremmo pronunciato il suo nome terreno. Le traduzioni sono necessarie per poter raggiungere più persone possibili e il fatto che il nuovo testamento fosse in greco è stato proprio uno dei fattori che ha favorito la diffusione del cristianesimo nell’ìimpero romano, così come nei secoli precedenti la venuta di Gesù, la traduzione dell’antico testamento in greco, quella dei settanta, aveva favorito la diffusione delle sinagoghe ebraiche e dell’ebraismo in tutto l’impero.
Se oggi volessi diffondere un messaggio in tutto il mondo, lo scriverei in inglese, non in italiano, ma nemmeno in greco o in latino. Il greco e poi il latino però furono le lingue che dominarono la scena nell’antichità, ed è ovvio che furono quelle lingue il veicolo utilizzato per diffondere anche il messaggio della bibbia affinché potesse pervenire fino a noi oggi. Non c’è quindi da sorprendersi che anche per il nome Gesù, in occidente siamo stati influenzati dalla forma greca e latina, piuttosto che da quella ebraica. Non c’è nulla di strano né di disdicevole in tutto ciò.
Non si può pretendere che i nomi propri di persona o città rimangano inalterati nella traduzione da una lingua all’altra, perché certi suoni, certe vocalizzazioni tipiche di una lingua, diventano quasi impronunciabili in un’altra lingua. Ma questo è vero anche per le lingue moderne che hanno suoni molto diversi tra loro. Noi in italiano parliamo di Gerusalemme, non di Yerushalaim, parliamo di Parigi e non di Pari. E non scriviamo mosca in cirillico né lo pronunciamo come lo pronuncerebbe un russo. Non c’è nulla di strano in questo. Nelle traduzioni da una lingua all’altra vengono usati fonemi più adatti alla pronuncia nella lingua di destinazione. Tutte le traduzioni funzionano in questo modo, non solo la traduzione della bibbia.
Se qualcuno mi dice che il vero nome di Gesù usato da quelli che lo conoscevano era Yeshua, non ho nulla da ridire. Ancora oggi un ebreo che crede in Gesù come Messia , ovvero come Unto Re di Israele ,Figlio di Davide, si riferirà a Gesù chiamandolo Yeshua Hamashiach, ovvero Gesù il Messia, Gesù l’Unto. Ma questo non significa che io, come italiano, non possa avvalermi di traduzioni e traslitterazioni perché altrimenti non mi starei riferendo alla medesima persona. Quando parlo di Gerusalemme mi riferisco inequivocabilmente a Yerushalaim in Israele e quando parlo di Gesù in italiano mi riferisco a Yeshua. Su questo non ci sono dubbi. E state tranquilli che Dio mi capisce comunque, sia che io parli ebraico, sia che io parli italiano, inglese o cinese.
All’inizio del video abbiamo letto il testo che ci dice che possiamo avere vita nel nome di Gesù. Abbiamo detto che il nome di Gesù salva. Ma cosa significa davvero? Significa che devo invocare il suo nome in una forma o in una lingua specifica?
Come già avevamo detto parlando nel nome di Dio, quando ci si riferisce al “nome” di qualcuno ci si riferisce alla sua persona, quindi avere vita nel nome di Gesù significa avere vita attraverso la sua persona, credendo in lui , nella sua opera, in ciò che ha fatto per noi, non avere vita attraverso un modo specifico di pronunciare il suo nome! Questa è un’assurdità che non ha nulla a che vedere con il cristianesimo.
Gesù si chiama così perché il suo nome aveva un significato nell’originale, un significato di cui dobbiamo appropriarc. Cosa significa il nome di Gesù? Significa “Il Signore salva, Yahve salva”. Ecco perché l’angelo, parlando con Giuseppe il marito di Maria gli disse: Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati». Mt 1:21
Il motivo perché Gesù doveva portare quel nome ha quindi a che vedere con la sua missione, quella di portare salvezza da parte di Dio. Gesù era un nome comune, che anche altri avevano, ma quel Gesù specifico aveva una missione particolare che avrebbe rispecchiato anche il senso del suo nome terreno.
Al principio abbiamo letto di coloro che invocano il nome del Signore Gesù Cristo, , ma cosa significa invocare il nome di Gesù? Significa pronunciarlo correttamente? Questo, come abbiamo visto in un altro video, è lo stesso errore che alcuni commettono nel voler utilizzare alcune vocalizzazioni specifiche per il tetragramma dell’antico testamento che costituisce il nome di Dio. Così come, quando ci si riferisce al nome di Dio, ci si riferisce alla sua persona, quando ci si riferisce al nome di Gesù, ci si riferisce alla sua persona. Quando invoco Gesù, io invoco la sua persona perché credo nella sua persona, nella sua opera, credo che Egli ha dato la sua vita per me affinché io possa avere vita eterna. I io posso avere vita nel suo nome, perché credo in Lui, in cio che Egli è e in ciò che egli ha fatto.
Credere nel nome di Gesù non significa tanto utillizzare una pronuncia particolare in una lingua specifica ma significa identificarsi nella persona e nell’opera di Gesù.
Vediamo qualche esempio nel nuovo testamento in cui ci si rifersice al nome di Gesù e vediamo in che modo veniva usato..
Leggo Marco 6:14: Il re Erode udì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato ben conosciuto…
In che senso il nome di Gesù era bene conosciuto? Nel senso che Erode aveva sentito parlare di qulla persona e di ciò che aveva detto o fatto.
Atti 4:18: E, avendoli chiamati, imposero loro di non parlare né insegnare affatto nel nome di Gesù.
Cosa vuol dire insegnare nel nome di Gesù? Vuol dire insegnare con la sua autorità e portare il messaggio che Lui aveva affidato ai discepoli. Anche noi in italiano ci riferiamo al nome per riferirci ad un’autorità, ad una persona o ad un ente…non ad una pronuncia specifica. Infatti, se io dico, nel nome della legge o nel nome del re, tutti capiscono che sto agendo per conto della legge o per conto del Re.
Atti 5:41 Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù.
Essere oltraggiati per il nome di Gesù significa esere perseguitati perché ci si schiera dalla sua parte portando il suo messaggio.
Atti 8:12 Ma quando ebbero creduto a Filippo, che portava loro il lieto messaggio del regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini e donne.
Filippo portava il nome di Gesù Cristo nel senso che annunciava la persona e l’opera di Gesù. Non insegnava alle persone a pronunciare il suo nome in modo corretto. Questo non emerge in alcun modo né dalle scritture né dalla storia del cristianesimo.
In Fi 1:9-11 leggiamo: “Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.”
Un nome al di sopra di ogni nome: in che senso? Il nome che è al di sopra di ogni nome non è semplicemente una forma grammaticale, ma una persona. Gesù o Giosuè era in effetti un nome comune tra gli ebrei, ma esiste un solo Gesù che ha dato la sua vita per i miei peccati e quella è la persona che viene posta al di sopra di tutte le altre, quella che io invoco per la mia salvezza. In tal senso leggiamo anche in EF 1:21 che Gesù si colloca: al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro.
In che senso è al di sopra di ogni altro nome? Nel senso che si colloca al di sopra di qualunque persona, non c’è nessuno che possa essergli paragonato.
In conclusione, è corretto dire che il vero nome ebraico di Gesù è Yeshua ed è corretto dire che si potrebbe tradurre in italiano come Giosuè. Quindi, se qualcuno vuole riferirsi a Gesù come Yeshua per esaltare le radici ebraiche del Signore Gesù, può farlo liberamente. E così se volete utilizzare il nome Giosuè per riferivi a Gesù in italiano , Dio capirà lo stesso le vostre preghiere. Ma il vero problema è: capiranno le persone che vi circondano? Vale la pena essere divisi su questioni come queste quando ciò che conta è la persona a cui ci rifieramo, il Salvatore che tutti noi amiamo?
C’è poi un’altra questione importante. Per raggiungere tutto il mondo e predicare il vangelo in ogni nazione e ad ogni creatura, i traduttori traslitterano il nome ebraico o greco di Gesù in tutte le lingue del mondo. Questo è necessario perché essi possano pronunciarlo agevolmente nella loro lingua. Tradurre una parola in un linguaggio diverso non altera l’oggetto o la persona a cui quella parola si riferisce. Un italiano, un greco, un ebreo, un inglese o un cinese pronunceranno in modo diverso quel nome ma si riferiranno tutti alla medesima persona, il Signore Gesù, Yeshua, Jesus, Jesùs… Ci vogliono traduzioni per raggiungere più persone. Sebbene il primo nucleo di seguaci di Gesù fu Ebreo, in seguito fu grazie ad una lingua più internazionale come il greco che il vangelo si espanse nel mondo occidentale. Non dimentichiamo che il popolo di Dio è internazionale, Dio vuole raggiungere persone in tutto il mondo, ed è logico che Dio si rivolga a ciascuno nella propria lingua!
Nella bibbia non viene mai esaltata la necessità di parlare o scrivere in un linguaggio specifico. Semmai è vero il contrario, è Dio che va incontro ai suoi interlocutori. Ad esempio,, nel giorno della pentecoste vediamo che per poter raggiungere più persone possibili, lo Spirito Santo con un miracolo permise che ognuno udisse il messaggio di Pietro nel proprio linguaggio, anche se Pietro stava parlando nella propria lingua:
At 2:9-11: “Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani, 11 tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue”
Nell’ultimo libro della bibbia, in Ap 7:9, troviamo una grande folla davanti a Dio: “Dopo queste cose guardai e vidi una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano.”
Provenivano da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, un popolo internazionale come è giusto e logico che sia!
Non lasciamo quindi che queste cose dividano i cristiani ma presentiamo la persona e l’opera di Gesù, di Yeshua, di Giosuè, del nostro salvatore , l’unico che ha dato la sua vita per noi. La potenza per la salvezza non viene dal modo in cui si pronuncia un nome, ma dalla persona a cui si fa riferimento. E quella persona è l’unica che ha dato la sua vita per noi, morendo al nostro posto, per il nostro peccato e permettendoci di essere riconciliati con Dio. Egli è Gesù Cristo, Jesus Christ, Yeshua HaMashiach. Che il suo nome sia benedetto in eterno! Che Dio vi benedica


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