Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Perché essere cristiani?

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

Questa voce fa parte 3 di 7 nella serie Fede cristiana

Come facciamo a sapere se la nostra religione è vera o se un’altra religione è vera? 

Se siamo cristiani, perché lo siamo?

Ecco alcune delle risposte più tipiche:

  • Sono cresciuto in una famiglia cristiana. Lo sono stato fin da piccolo. Ho seguito le orme dei miei genitori.
  • Perché so che la bibbia è vera e quindi credo a ciò che dice.
  • Ho avuto un’esperienza che mi ha convinto
  • Gesù ha cambiato la mia vita.  Prima ero così…. Ora sono cosà…

Intendiamoci, queste risposte non sono sbagliate, però pensiamoci un attimo. Possono generare in uno scettico alcuni dubbi.

Se fossi cresciuto in una famiglia musulmana, saresti probabilmente musulmano? Allora la verità dipende dalla famiglia in cui sei nato o dalla chiesa che hai frequentato?

Se poi credi perché lo dice la bibbia, chi ti dice che non siano cose tutte inventate?

Il fatto che tu abbia fatto un’esperienza garantisce che quell’esperienza abbi la sua origine proprio nel Dio cristiano quello di cui parla la bibbia?

Il fatto che Gesù abbia cambiato la tua vita può essere un fatto, ma anche molti adepti di altre religioni affermano che la loro vita sia cambiata.

Ora, intendiamoci, sono un cristiano e sono convinto che l’esperienza soggettiva, l’opera di Dio nel cristiano sia fondamentale. Tuttavia se ci mettiamo nei panni di uno scettico, egli cercherà dei dati oggettivi piuttosto che basarsi sulla nostra esperienza personale. Non possiamo biasimarlo per questo.

Una tipica critica alle religioni è proprio quella di basarsi su esperienze troppo soggettive. E se tutta la nostra testimonianza si basa sulla nostra esperienza, continuiamo a favorire questo equivoco.

Come avevo osservato in un altro video in cui ragionavamo sulla relazione tra fede e ragione è ovvio che ogni cristiano che ha già un rapporto con Dio ha fatto un’esperienza soggettiva, coinvolgente, e Dio stesso, attraverso lo Spirito Santo, lo ha confermato nella sua fede.

Quell’esperienza soggettiva è fondamentale per il cristano, ma quando egli testimonia della sua fede ad altri, se parla solo della sua esperienza, farà ciò che fanno i seguaci di qualunque altra religione. Tutti fanno delle esperienze, vere  o false che siano, provenienti da Dio oppure no. Tutti provano delle emozioni, ma le emozioni non provano nulla.

Ascoltando certe testimonianze cristiane, qualcuno si potrebbe convincere del fatto che alla fin fine le persone credono in Gesù, diventano cristiane perché questo le fa stare bene. Magari una persona si trovava in crisi e, la conversione lo ha aiutato a uscire da quella crisi.

Però attenzione! Se tutta la testimonianza cristiana è basata sul fatto che Gesù ti ha aiutato a risolvere i tuoi problemi, cosa accadrà quando i problemi torneranno? O cosa accadrà quando le tue emozioni cambieranno?

Ricordiamoci che le esperienze possono essere diverse tra un cristiano ed un altro. 

Uno può essere cresciuto in una famiglia cristiana, l’altro no.

Uno dopo la sua conversione ha vissuto un periodo di serenità, l’altro è stato avversato dalla sua famiglia.

Alcuni sono liberi, altri sono perseguitati.

Qualcuno guarisce, qualcuno muore per la malattia.

Quindi? Credo che l’unica risposta davvero sensata alla domanda: “Perché sei cristiano?” possa essere soltanto una: Sono cristiano perché il cristianesimo è vero.

Se qualcosa è vera, non dipende dalle circostanze in cui mi trovo o dalle esperienze che sto facendo. Rimane vera nella libertà e nella persecuzione, nella salute e nella malattia.

Non possiamo scegliere una religione perché funziona o ci fa stare bene.

Ha senso essere cristiani se il cristianesimo è vero.

Una cosa vera rimane tale anche in quei momenti in cui, per qualche ragione, non la senti. Rimane vera anche quando avrai dei problemi. Chi si basa solo sulle emozioni piacevoli rischia di essere deluso quando accadranno eventi che provocheranno  emozioni non piacevoli. Ma quando la fede non è solo basata su un’esperienza soggettiva, ma è sostenuta dalla concretezza dei fatti oggettivi, razionali, non vacillerà.

Ecco perché come cristiani  è importante sapere perché crediamo ciò in cui crediamo.  Il cristianesimo non ha mai incoraggiato una fede cieca e irrazionale.

Pensiamoci un attimo. Cosa significa essere cristiani? Purtroppo l’opinione comune tende a identificare i cristiani come  coloro che sperano che ci sia un aldilà in cui andrà tutto bene ed obbediscono a delle regole morali descritte in un libro chiamato bibbia ed, in particolare, al nuovo testamento che caratterizza il cristianesimo, per poter raggiungere un luogo chiamato paradiso Ma attenzione! E’ proprio così?

Certamente la bibbia ha un ruolo fondamentale per i cristiani e avremo modo di parlarne, ma prima di tutto essere cristiani significa essere discepoli di Gesù, seguaci di Gesù e avere una relazione con il Dio creatore dei cieli e della terra che si è manifestato in carne nella persona di Gesù Cristo. E’ proprio la fede in Gesù a distinguere il cristianesimo dalle altre grandi religioni monoteistiche, l’ebraismo e l’islam.

Quindi qualunque ragionamento intorno alla veridicità del cristianesimo deve partire da un ragionamento intorno alla persona di Gesù, la sua storicità e l’attendibilità dei documenti che ne parlano, non perché siano documenti sacri, attenzione, ma perché sono documenti di interesse storico.

Infatti il nuovo testamento, ovviamente, non esisteva neanche quando nacque il cristianesimo. Quel movimento nacque perché Gesù era una persona reale che i suoi primi discepoli avevano conosciuto e, soprattutto, perché essi furono testimoni di un fatto straordinario perché lo videro morire e poi lo incontrarono di nuovo, diventando testimoni della sua risurrezione! E fu proprio quella la molla che li fece scattare e cominciarono ad andare in giro a parlare di lui prima ai loro connazionali e poi in tutte le parti del mondo che riuscirono a raggiungere. Era un movimento basato su un fatto storico straordinario che aveva sconvolto le vite dei primi discepoli. 

Quelle persone non se ne andavano in giro a parlare solo di regole morali da seguire o insegnamenti del loro maestro illuminato, ma andavano in giro a dire che quel Gesù era morto ed era risorto e lo aveva fatto per un motivo specifico che aveva a che fare con la salvezza dell’umanità. Era un messaggio incredibile!

Credo che vi rendiate conto che il cristianesimo è l’unica religione ad affermare che la persona intorno a cui ruota il proprio culto è morto ed è risorto. 

E’ un messaggio incredibile ancora oggi, ma lo era anche duemila anni fa. Eppure si diffuse velocemente già nell’impero romano ed è giunto fino ai nostri giorni. Perché tanti credettero a questo messaggio? Ma soprattutto è possibile che i discepoli di Gesù inventarono la risurrezione, pur sapendo che neanche i loro connazionali avrebbero mai creduto una cosa del genere? Figuriamoci poi gli stranieri per i quali la risurrezione era pura follia…

Insomma se vogliamo indagare sul cristianesimo dobbiamo cominciare dalla persona di Gesù e dalla risurrezione perché il cristianesimo ruota intorno alla risurrezione di Gesù ed è vero solo se è vera la risurrezione di Gesù.  E’ la risurrezione di Gesù che fornisce  ai cristiani la fiducia nell’aldilà. Essi credono di poter risorgere perché lo ha già fatto Gesù.

Ma ci sono delle basi attendibili per affermare che è esistito un uomo chiamato Gesù di Nazaret che è morto ed è risorto e che, a partire da quell’evento, è nato un movimento di persone che lo adorano come Dio?

Che il cristianesimo esista, è un fatto. Ma come è giunto  fino a noi? Fino a che punto riusciamo a ricostruirne le origini? E Gesù è davvero risorto?

A qualcuno sembrerà assurdo. Che prove storiche abbiamo della risurrezione di Gesù? Certamente Pietro e gli altri apostoli non hanno fatto una foto ricordo con lui dopo la risurrezione… Eppure se indaghiamo vedremo che ci sono alcuni fatti che la maggior parte degli storici, indipendentemente dal fatto che siano cristiani oppure no, riconoscono come reali e conducono ad un punto in cui comunque non è tanto facile trovare un’alternativa al fatto che Gesù sia davvero risorto.

In conclusione: Perché essere cristiani oggi? Perché il cristianesimo è vero. E’ basato sulla vita, la morte e la risurrezione di Gesù, fatti concreti sui quali ragioneremo insieme nei prossimi video. Poi il discorso si allargherà. Se Dio vorrà abbiamo un bel pezzo di strada da fare insieme..

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