- Partecipi della grazia
- Gioia nell’annuncio del vangelo
- Per me il vivere è Cristo
- La gioia dell’unità
- Il sentimento di Gesù
- Testimoni efficaci
- Tutti cercano i propri interessi
- Un mucchio di spazzatura
- Corro verso la mèta
- Facciamo la pace?
- Dall’ansia alla pace
- Posso ogni cosa in Lui
- Sono contento per voi!
Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.
(Filippesi 4:6-9 – La Bibbia)
Indice della serie sulla Lettera ai Filippesi
In alcuni momenti della vita, i tuoi pensieri possono davvero diventare i tuoi peggiori nemici.
A volte sembra proprio che tu non abbia alcun potere su di loro. Cerchi di governarli ma essi continuano a condurti dove non vorresti.
Per tutto il giorno cerchi di dedicarti al tuo lavoro, alla tua famiglia, alla preghiera, al tuo servizio per il Signore, ma non riesci a concentrarti perché, quando meno te l’aspetti, te li ritrovi tra i piedi a reclamare la tua attenzione e a renderti infelice e insoddisfatto.
Viene sera, cerchi di prendere sonno ma essi non hanno alcuna intenzione di lasciarti riposare: si prendono gioco di te, ti raggiungono nel letto e ti costringono a restare sveglio e a girarti per ore.
Lotti, cerchi di dominarli, ma sono come cani sciolti che non hanno padrone; quando pensi di aver messo loro un guinzaglio, te li ritrovi a correre liberi per la mente.
Sei stanco. Non ce la fai più. Le tempie pulsano. E domani ti aspetta un’altra giornata di lavoro…
Come la lingua batte dove il dente duole, pare che i tuoi pensieri sappiano esattamente dove andare a colpire per farti stare più male.
Quando sei preoccupato, tutto diventa pesante e difficile. È come se tu cercassi di alzarti da una sedia alla quale sei legato da fili invisibili.
I versi che abbiamo letto forniscono un antidoto efficace alle preoccupazioni.
L’apostolo Paolo era in carcere quando scrisse queste parole ai Filippesi, eppure in questa lettera manifesta una grande gioia. Come poteva gioire con tutti i problemi che aveva? Qual’era il suo segreto? È un segreto molto semplice: affidarsi a Dio e lasciare che sia Lui ad occuparsene. Questo è l’antidoto contro le preoccupazioni.
Forse fino ad oggi hai pensato all’ansia come qualcosa di inevitabile alla quale non puoi sottrarti. Ma se così fosse, il Signore non ti chiederebbe di non angustiarti di nulla. Devi imparare ad affidare a lui la nave della tua vita; mandagli un “SOS Ansia” e ringrazialo con fiducia per ciò che farà, lasciando che sia Lui a toglierti quell’affanno che ti accompagna giorno dopo giorno.
Come è possibile ringraziare per qualcosa che non si è ancora realizzato? Non è un paradosso, è fede. Non sai ancora cosa farà Dio per i problemi che ti assillano ma per fede sai che Dio ti vuole bene e vuole il meglio per te. È la fede che ti permette di unire la supplica al ringraziamento senza aspettare l’esito delle tue richieste.
E dopo? Goditi la sua pace. Hai rivolto a Lui la tua istanza, sai che la pratica si trova sulla “sua scrivania” e che sta facendo il suo corso. Non hai più bisogno di preoccuparti per cercare delle soluzioni. Non devi più fare nulla se non aspettare di scoprire ciò che il Signore ha preparato per te. I pensieri che prima ti tormentavano ora sono custoditi dalla pace di Dio.
Forse i problemi sono ancora lì, ma il tuo cuore è calmo, sicuro dell’amore di un Padre che si prende cura di te. È una pace che il mondo non può capire e, soprattutto, non può donare, una pace che supera ogni intelligenza.
Forse non sei un credente e ti sarai chiesto come mai, a volte, i credenti riescano ad affrontare con serenità anche situazioni che porterebbero normalmente alla disperazione. Ecco il motivo: essi godono della pace speciale che solo Dio può donare loro in quei momenti.
Se non liberiamo i nostri pensieri dalle preoccupazioni, è difficile indirizzarli verso le cose importanti di cui il Signore vuole che ci occupiamo. Ma quando godiamo della pace che Dio vuole donarci, allora possiamo occuparci delle cose a cui Paolo si riferisce, quelle vere, onorevoli, giuste, pure, amabili, di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode. Ad esempio, se non siamo concentrati sui nostri problemi, possiamo essere di aiuto anche agli altri, possiamo essere un sostegno per coloro che il Signore ci ha messo vicino.
L’apostolo Paolo era proprio un esempio in tal senso infatti, nonostante il carcere, continuava ad essere proiettato verso gli altri preoccupandosi di come poteva essere di aiuto ai Filippesi e di come poteva continuare a predicare il vangelo; il Signore si sarebbe invece occupato dell’evolversi della sua situazione. Ecco perché Paolo poteva dire: “Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi”.
Allora, cosa stai aspettando? Se credi in Dio, confida in Lui. Manda il tuo “SOS Ansia” e lascia che sia Dio ad occuparsi di ciò che ti assilla e a custodire i tuoi pensieri. Passerai dall’ansia alla pace e potrai indirizzare i tuoi pensieri verso le opere buone che Dio ha preparate per te.


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