Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Tutti cercano i propri interessi

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

This entry is parte 7 di 13 in the series Lettera ai Filippesi
 Ora spero nel Signore Gesù di mandarvi presto Timoteo per essere io pure incoraggiato nel ricevere vostre notizie. Infatti non ho nessuno di animo pari al suo che abbia sinceramente a cuore quel che vi concerne. Poiché tutti cercano i loro propri interessi, e non quelli di Cristo Gesù. Voi sapete che egli ha dato buona prova di sé, perché ha servito con me la causa del vangelo, come un figlio con il proprio padre. Spero dunque di mandarvelo appena avrò visto come andrà a finire la mia situazione; ma ho fiducia nel Signore di poter venire presto anch’io. Però ho ritenuto necessario mandarvi Epafròdito, mio fratello, mio compagno di lavoro e di lotta, inviatomi da voi per provvedere alle mie necessità; egli aveva un gran desiderio di vedervi tutti ed era preoccupato perché avevate saputo della sua malattia. È stato ammalato, infatti, e ben vicino alla morte; ma Dio ha avuto pietà di lui; e non soltanto di lui, ma anche di me, perché io non avessi dolore su dolore. Perciò ve l’ho mandato con gran premura, affinché vedendolo di nuovo vi rallegriate, e anch’io sia meno afflitto. Accoglietelo dunque nel Signore con ogni gioia e abbiate stima di uomini simili; perché è per l’opera di Cristo che egli è stato molto vicino alla morte, avendo rischiato la propria vita per supplire ai servizi che non potevate rendermi voi stessi.
(Filippesi 2:19-30 – La Bibbia)

Indice della serie sulla Lettera ai Filippesi


Diverse volte ho incontrato persone che mi dicono: “Sono deluso. Non voglio più fare parte di una comunità cristiana, preferisco starmene per conto mio e adorare il Signore per conto mio. Tutti cercano i propri interessi. non c’è amore. Tutti pensano ai fatti loro, non agli interessi di Dio e della comunità!”

Dal brano che abbiamo letto ci rendiamo conto che già ai tempi di Paolo non era facile trovare persone che avevano davvero a cuore l’opera del Signore. Purtroppo già allora gli interessi personali prevalevano sugli interessi dell’opera e questo era causa di problemi all’interno della comunità cristiana. Tuttavia questo brano ci dà una buona notizia perché, anche se pochi, c’erano comunque degli individui che si distinguevano dagli altri, individui da cui anche noi dovremmo prendere esempio! 

Timoteo, ad esempio, aveva mostrato di essere una persona affidabile a cui Paolo poteva affidare degli incarichi sapendo che li avrebbe portati avanti con fedeltà. Egli si stava comportando con Paolo come un figlio con il proprio padre. Timoteo aveva sinceramente a cuore l’opera tra i Filippesi e, non a caso,  stava partecipando alla stesura della lettera insieme a Paolo (Fi 1:1). Così Paolo, in attesa di essere liberato e di poter quindi andare a visitarli presto di persona, era pronto a rimandarlo a Filippi per un certo tempo, forse proprio con questa lettera in mano, in modo che potesse poi portargli notizie incoraggianti inerenti la crescita della comunità. 

Nel frattempo Paolo aveva rimandato ai Filippesi un altro discepolo che si era dimostrato un vero compagno di lavoro e di lotta, un uomo che gli stessi Filippesi gli avevano inviato per provvedere alle sue necessità mentre si trovava in prigione. Anche Epafròdito aveva dato prova di grande valore al punto che Paolo lo indica ai Filippesi come un uomo da imitare, un uomo di cui avere stima. Infatti Epafròdito, proprio mentre si trovava al servizio di Paolo, si era ammalato al punto da essere vicino alla morte. Sì, egli aveva rischiato la vita proprio per servire il suo fratello Paolo per conto dei Filippesi. Come Timoteo, anche Epafròdito non aveva cercato i propri interessi, ma quelli di Gesù Cristo.

In questo brano notiamo quindi che in un mondo in cui la maggioranza non aveva a cuore il servizio per Dio e per il prossimo, c’erano comunque alcuni che eccellevano nell’amore. Pensiamo davvero che questo non sia possibile anche oggi? 

Nelle parole di Paolo notiamo l’affetto profondo che lo legava a Timoteo, a  Epafròdito, ai Filippesi e notiamo la gioia reciproca che tutti loro provavano nel servirsi gli uni gli altri.  Anche se molti non si erano comportati in modo corretto e amorevole con Paolo, come emerge chiaramente in molti passi delle sue lettere, le esperienze negative non hanno mai trasformato Paolo in un uomo cinico, solitario, indifferente.

Per quanto negative possano essere state le nostre esperienze, dovremmo ricordarci che l’isolamento non necessariamente ci protegge dal fare altre cattive esperienze, ma sicuramente ci impedisce di servire gli altri fratelli e sorelle per cui Gesù Cristo ha dato la sua vita!

Che Dio ci guardi da un atteggiamento di superiorità nei confronti degli altri che serve solo come alibi per continuare ad ostentare una spiritualità sterile, che non produce alcun frutto. Anche se fossimo circondati da una maggioranza di persone che pensano solo ai fatti loro, che Dio ci dia di saper scorgere intorno a noi questi Timoteo e quegli Epafròdito che ci sono sempre stati nella storia della chiesa e ci sono ancora oggi.

Non isoliamoci ma cerchiamo dei fratelli o delle sorelle che non cercano i propri interessi e che possano incoraggiare anche noi a cercare la strada del servizio, piuttosto che cercare qualcuno che ci serva. Nei momenti più difficili della mia vita, ne ho sempre trovato almeno uno disposto a fare un pezzo di strada insieme. 

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