Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Una parola vivente

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

This entry is part 4 of 15 in the series 1 lettera di Pietro
Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore, perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio.  Infatti,
«ogni carne è come l’erba, e ogni sua gloria come il fiore dell’erba. L’erba diventa secca e il fiore cade;
ma la parola del Signore rimane in eterno». E questa è la parola della Buona Notizia che vi è stata annunciata.
(1 Pietro 1:22-25 – La Bibbia)

Indice della serie sulle lettere di Pietro


La conversione di una persona produce effetti visibili?

Nella sezione precedente Pietro aveva stimolato i credenti ad avere un atteggiamento di riverenza e ubbidienza verso Dio  stimolati dalla riconoscenza per la grande salvezza ricevuta in Gesù Cristo, un atteggiamento che dovrebbe essere favorito dalla presenza dello Spirito Santo nella vita del cristiano.

D’altra parte, quando Dio purifica le nostre vite attraverso la rigenerazione, attraverso l’opera dello Spirito Santo nelle nostre vite, è logico aspettarsi che ci siano degli effetti concreti e visibili.

Uno dei primi effetti della presenza dell’unico vero Dio nella vita di una persona, è l’amore sincero verso i fratelli e le sorelle in fede: “Amatevi intensamente a vicenda di vero cuore”. 

Si noti l’insistenza di Pietro sul ruolo della parola di Dio nel processo di conversione, simile ad un seme che penetra nel cuore, germoglia e porta un frutto. Pietro insistette su questo punto perché la divina origine della parola di Dio e il suo carattere permanente è una garanzia del fatto che la nuova vita nel cuore del credente non sia solo frutto di uno sforzo umano! Una vera conversione è frutto dell’opera di Dio e della sua parola nel cuore dell’uomo, non una semplice adesione formale e intellettuale ad una religione!  Come già visto in precedenza i cristiani possono essere dei figli obbedienti (1 Pietro 1:14) non tanto perché sono delle brave persone che si sforzano di compiere opere buone ma proprio perché in loro è stata seminata la parola di Dio, un seme incorruttibile, un seme che non è soggetto a degrado o cambiamento ma è permanente e produce buoni frutti.

La parola di Dio è quindi una parola vivente, non solo un insieme di precetti ma una parola che ha in sé la capacità di produrre  una nuova vita nel cuore dell’uomo. Proprio in virtù della nuova vita che procede da Dio, i credenti hanno ricevuto la dignità di essere chiamati “Figli di Dio” e possono rivolgersi a Dio come loro Padre! (vedi 1 Gv 3:1)

A sostegno delle proprie affermazioni, Pietro fece riferimento ad un concetto descritto in Isaia:

Una voce dice: «Grida!» E si risponde: «Che griderò?» «Grida che ogni carne è come l’erba
e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo.  L’erba si secca, il fiore appassisce
quando il soffio del SIGNORE vi passa sopra; certo, il popolo è come l’erba.
L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura per sempre». (Isaia 40:6-8)

In questo modo Pietro applica  l’annuncio fatto ai tempi di Isaia ai suoi lettori. Tale annuncio era inserito in un contesto profetico in cui Israele doveva prepararsi ad incontrare il Messia (Is 40:3).  Queste parole parlano della fragilità e della temporaneità della vita umana in contrapposizione al carattere permanente della parola di Dio.  Ma Pietro evidenzia che ora quella parola vivente e permanente era stata seminata nel loro cuore attraverso  l’annuncio del vangelo, della buona notizia inerente Gesù Cristo. Di conseguenza ciò che era temporaneo lascia spazio a ciò che è eterno. Attraverso la rigenerazione, la nuova nascita, il Signore dona vita eterna all’uomo!

La comunità dei discepoli di Gesù è quindi formata da persone che hanno ricevuto vita eterna attraverso il seme della parola di Dio in loro e il primo effetto è proprio l’amore fraterno che si manifesta tra di loro. Come si manifesta questo amore fraterno? Nel servizio reciproco, secondo l’esempio che aveva lasciato Gesù. D’altra parte Gesù aveva detto ai suoi discepoli:” Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.” (Gv 13:34). Ma quella sera stessa aveva lasciato loro un esempio pratico di amore lavando i piedi ai propri discepoli e poi invitandoli a fare altrettanto (Gv 13:5-17).

Spesso a questo proposito sorge un equivoco. Infatti non è infrequente incontrare perone che si lamentano perché gli altri credenti non mostrano loro amore…   Non dimentichiamo che Gesù non ha passato il tempo a lamentarsi perché non è stato servito e riverito, ma ha speso la sua vita per servire gli altri. Chi si lamenta perché non si sente abbastanza amato, dovrebbe piuttosto chiedersi se sta davvero mostrando amore e se sta davvero servendo gli altri.  Quando la parola vivente e permanente di Dio viene seminata e germoglia nel cuore di un essere umano non produce lamentele, ma produce amore e servizio.

 

1 lettera di Pietro

Una salvezza preziosa Pietre viventi

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