- Una eredità incorruttibile
- Esultiamo nella salvezza!
- Una salvezza preziosa
- Una parola vivente
- Pietre viventi
- Stranieri e pellegrini
- Coraggio nell’esempio di Gesù
- Ornamento e onore
- Meglio fare il bene
- Trionfo sulle tenebre
- Il tempo che resta
- Soprattutto
- Quale sarà la fine?
- Rivestitevi di umiltà
- Resistete nella grazia
Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate. Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi.
(1 Pietro 1:1-6 – La Bibbia)
Indice della serie sulle lettere di Pietro
La prima lettera di Pietro è stata scritta soprattutto per incoraggiare i credenti a perseverare nella fede anche nella sofferenza, in particolare quella causata dalla persecuzione.
La sofferenza poteva creare dei dubbi nei credenti. “Se abbiamo fede in Dio, perché ci succede questo? Dio non dovrebbe proteggerci?” Queste sono le tipiche domande che potrebbe farsi anche oggi un credente che soffre nonostante la sua fedeltà verso il Signore.
La lettera è indirizzata a persone che vivevano come stranieri in località che appartenevano all’Asia minore. Anche se la parola diàspora o dispersione è normalmente un termine associato ai Giudei che vivevano fuori da Israele, dai contenuti della lettera si pensa che essa sia indirizzata, non solo a giudei, ma a credenti di ogni nazionalità che vivevano come dispersi e come forestieri perché vivevano in mezzo a una popolazione di increduli e spesso venivano perseguitati e oppressi. Essi vivevano in questo mondo come stranieri e pellegrini (vedi 1 Pietro 2:11).
L’apostolo si rivolge ai suoi destinatari chiamandoli eletti, ovvero “scelti”. È un’espressione che troviamo molte volte nel nuovo testamento per riferirsi ai credenti come coloro che sono stati scelti da Dio per appartenergli, per essere suo popolo. Essi sono coloro che hanno riposto la loro fede in Gesù. A questo proposito si noti che nel versetto 2 troviamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, coinvolti nella salvezza. Il Padre, nella sua prescienza, nella sua predeterminazione, già prima della fondazione del mondo, come Pietro scrive in 1Pietro 1:20, aveva stabilito il modo in cui i suoi eletti sarebbero stati salvati. Essi sarebbero stati santificati, quindi messi da parte per appartenergli, attraverso lo Spirito Santo che avrebbe agito in loro trasformando le loro vite affinché essi potessero ubbidire a Dio. Inoltre essi sarebbero stati cosparsi del sangue del Figlio, ovvero avrebbero goduto dei benefici derivanti dal sacrificio di Gesù Cristo per loro.
L’apostolo salutò i suoi destinatari con la tipica espressione “Grazia e pace vi siano moltiplicate”. Ma quale pace? Quale grazia? Alcuni di loro stavano soffrendo proprio da quando erano diventati credenti. A maggior ragione l’apostolo voleva confermarli nella loro fede. Essi erano oggetto della grazia di Dio e avrebbero goduto della pace che solo lui può donare e, nonostante le difficoltà, nonostante la loro condizione di pellegrini in terra straniera, i cristiani potevano gioire perché essi, e non coloro che li perseguitavano, erano quelli che Dio aveva scelto. A dispetto delle apparenze, coloro che sembravano gli individui più deboli nella società erano invece proprio quelli che Dio approvava!
Pietro sapeva che, nella sofferenza e nella persecuzione, era bene ricordarsi ciò che Dio aveva fatto. Pertanto egli benedice il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua misericordia aveva fatto grandi cose per tutti loro.
Innanzitutto, nella sua grande misericordia, li aveva fatti rinascere, dando loro nuova vita e una nuova speranza. Infatti gli uomini potevano anche far loro del male ma nessuno poteva privarli della loro eredità. Dio li avrebbe custoditi ed essi si sarebbero appropriati dell’eredità che il Signore aveva in serbo per loro. L’uso dei termini “incorruttibile, senza macchia e inalterabile” rende proprio l’idea di qualcosa che nessuno poteva mettere in discussione in alcun modo.
La risurrezione di Gesù Cristo dai morti era la conferma delle promesse di Dio. Proprio perché il Signore aveva risuscitato Gesù, essi potevano essere certi che anche la loro risurrezione sarebbe sta garantita (vedi 1 Corinzi 15). Gli uomini potevano anche togliere loro la vita, ma nessuno poteva togliere loro la speranza della risurrezione e la vita eterna!
In mezzo a tante sofferenze, qualcuno poteva nutrire dei dubbi, ma Pietro mette in evidenza che la loro eredità è conservata in cielo, un modo per indicare che è Dio stesso colui che la conserva per loro. Chi avrebbe potuto rapirli dalla sua mano? (Gv 10:28)
Essi avrebbero dovuto vivere sotto la custodia di Dio, protetti dalla sua potenza, fermi nella loro fede, in attesa della fase finale della loro salvezza. Dio li avrebbe custoditi proprio attraverso la fede che sarebbe stato il mezzo attraverso il quale la loro speranza non sarebbe mai venuta meno in attesa del ritorno di Gesù. Nel nuovo testamento l’espressione “ultimi tempi” è utilizzata per riferirsi al periodo compreso tra la prima venuta di Gesù e il suo ritorno. Quei credenti dovevano avere fiducia perché un giorno il Signore Gesù sarebbe ritornato e allora la loro salvezza si sarebbe rivelata in modo completo e visibile.
Anche se molti di noi non vivono nella persecuzione, è possibile che stiamo comunque passando attraverso la sofferenza. La lettura di questa lettera di Pietro sarà di grande incoraggiamento per tutti noi aiutandoci a rimanere fermi nella fede, sapendo che, qualunque cosa accada, la nostra eredità è custodita da Dio e nessuno potrà mai portarcela via.

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