Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Pietre viventi

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

This entry is part 5 of 15 in the series 1 lettera di Pietro
Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza,  come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono.  Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Infatti si legge nella Scrittura:
«Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso».
Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata
è diventata la pietra angolare,
 pietra d’inciampo e sasso di ostacolo».
Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati. Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia.
(1 Pietro 2:1-8 – La Bibbia)

Indice della serie sulle lettere di Pietro


Gesù è la pietra angolare sulla quale tutto l’edificio di Dio è costruito.

Per pietra angolare si intende la prima pietra utilizzata nella costruzione di un edificio, quella che , idealmente, sorregge tutta la costruzione. Qui l’apostolo Pietro sta parlando ovviamente di una costruzione spirituale, il popolo di Dio, la comunità formata da tutti coloro che appartengono a Dio perché hanno riposto in Lui la loro fede e sono riconciliati con Lui attraverso il sacrificio di Gesù Cristo.

Non tutti gli uomini hanno riconosciuto che il Signore ha stabilito Gesù Cristo come pietra vivente, scelta e preziosa, per costruire il suo edificio spirituale, infatti molti in Israele l’avevano rifiutata e molti lo fanno ancora oggi in ogni parte del mondo, non comprendendo la grande salvezza che il Signore ha donato agli esseri umani per mezzo di Gesù Cristo. L’apostolo Pietro però osservò che Dio aveva già previsto  che molti avrebbero rifiutato Gesù,  infatti cita il Salmo 118:22 che dice così: “La pietra che i costruttori avevano disprezzata è divenuta la pietra angolare”. Inoltre egli si riferisce anche a Isaia 8:14: “Egli sarà un santuario, ma anche una pietra d’intoppo, un sasso d’inciampo per le due case d’Israele, un laccio e una rete per gli abitanti di Gerusalemme.”

I lettori di Pietro non dovevano quindi stupirsi se molti, anche tra gli Ebrei stessi, avevano rifiutato Gesù. Questo non era un concetto facile da accettare e non lo è ancora oggi per molti. Infatti molti affermano che sia impossibile che un Ebreo abbia rifiutato il suo Messia.  In questo brano invece, come abbiamo visto, Pietro sottolineò che la disubbidienza e l’incredulità di molti  era stata già prevista dal Signore nelle scritture dell’antico testamento, proprio in mezzo al popolo di Israele; in tal senso egli afferma che i disubbidienti erano già stati destinati a fare quella fine, erano destinati a inciampare nella parola, ovvero in Gesù.

Ma l’apostolo Pietro non può fare altro che gioire perché nella scrittura era anche previsto che altri avrebbero confidato in quella pietra angolare preziosa:

Perciò così parla il Signore, DIO: «Ecco, io ho posto come fondamento in Sion una pietra,
una pietra provata, una pietra angolare preziosa, un fondamento solido; chi confiderà in essa non avrà fretta di fuggire. (Isaia 28:16)

Coloro che hanno riposto la loro fede in Gesù Cristo sono pietre viventi dell’edificio di Dio costruito a partire dalla pietra angolare per essere una casa spirituale! Che splendida notizia!

Si noti che l’apostolo Pietro paragona i discepoli, i figli di Dio, coloro che appartengono a tale edificio a sacerdoti che offrono sacrifici spirituali! Sono un sacerdozio regale, sono re perché regneranno con Gesù il Re dei Re e sono sacerdoti. Spesso pensiamo al sacerdozio come qualcosa che appartiene ad una piccola cerchia di persone; questo brano invece getta luce proprio sul fatto che tutti quelli che hanno creduto in Gesù, coloro che appartengono al popolo che Dio si è acquistato con il sacrificio di Gesù, coloro che sono definiti una gente santa, ovvero sono dedicati a Dio, sono messi da parte per il Signore per proclamare “le virtù di colui che li ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa”. Non abbiamo bisogno di altri mediatori se non di Gesù Cristo, il nostro Sommo sacerdote, per rivolgerci a Dio! Oggi  Dio non si aspetta sacerdoti che offrano sacrifici su un altare, ma si aspetta persone che lo amano e parlano di Lui agli altri esaltando le sue virtù, la sua persona e le sue opere meravigliose!

Nel salmo 34 che esprime riconoscenza e lode per la liberazione di Dio, Davide dice: “Provate e vedrete quanto il Signore è buono”.  (Sl 34:8). Se consideriamo ciò che il Signore ha fatto per la nostra salvezza possiamo certamente dire di “aver davvero gustato che il Signore è buono”, e questo ci spinge, come pietre viventi dell’edificio di Dio, ad accostarci sempre più a Gesù, la pietra angolare, per fornire il nostro piccolo contributo alla crescita dell’edificio. La riconoscenza verso il Signore ci spinge a sbarazzarci “di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza”, ovvero di tutto ciò che rovina le nostre relazioni con Dio e con gli altri, per servire Dio e il prossimo. Un bambino appena nato desidera il latte per crescere e, allo stesso modo, noi desideriamo la parola di Dio, desideriamo la preghiera, desideriamo stare vicini al Signore per crescere spiritualmente in vista della nostra salvezza finale, in vista del ritorno di Gesù.

L’apostolo Pietro utilizza un riferimento al capitolo 2 di Osea nel quale Dio dichiarava di essere pronto a mostrare misericordia verso Israele accogliendolo ancora come suo popolo nonostante la sua infedeltà. Con quel riferimento ricorda a tutti i cristiani, Ebrei o appartenenti alle altre nazioni, quale grazia ci ha fatto il Signore facendoci oggetto della sua misericordia e dandoci il privilegio di fare parte del suo popolo.

Infatti, prima di conoscere il Signore, noi eravamo lontani da Lui, seguivamo i nostri pensieri e non avevamo alcun interesse per Dio  e per la sua volontà. Non eravamo parte del suo popolo e non meritavamo alcuna misericordia, eppure Gesù ci ha fatto oggetto della sua misericordia, ci ha amato così tanto da dare la sua vita per noi, affinché potessimo diventare parte del suo popolo e potessimo avere il diritto di essere chiamati “Figli di Dio” (1gv 3:1). Se consideriamo ciò che eravamo e ciò che ora siamo, non possiamo fare altro che esprimere lode e riconoscenza verso il Signore ringraziandolo perché abbiamo l’onore di essere pietre viventi del suo edificio!

1 lettera di Pietro

Una parola vivente Stranieri e pellegrini

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *