- Una eredità incorruttibile
- Esultiamo nella salvezza!
- Una salvezza preziosa
- Una parola vivente
- Pietre viventi
- Stranieri e pellegrini
- Coraggio nell’esempio di Gesù
- Ornamento e onore
- Meglio fare il bene
- Trionfo sulle tenebre
- Il tempo che resta
- Soprattutto
- Quale sarà la fine?
- Rivestitevi di umiltà
- Resistete nella grazia
Esorto dunque gli anziani che sono tra di voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che deve essere manifestata: pascete il gregge di Dio che è tra di voi, sorvegliandolo, non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo; non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge. E quando apparirà il supremo pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce. Così anche voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. E tutti rivestitevi di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili.
Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.(1 Pietro 5,1-7 – La Bibbia)
Indice della serie sul vangelo di Marco
Nella comunità cristiana sono presenti anziani e giovani, non sono presenti comandanti e sottoposti.
Come è logico immaginare, gli anziani erano normalmente persone con più esperienza nella fede che svolgevano un compito di guida, di insegnamento e di cura degli altri. Pietro si rivolge a loro in primo luogo presentandosi come uno di loro, uno che era stato testimone oculare della vita e delle sofferenze di Cristo ma anche della risurrezione! Avendo visto Gesù Cristo risorto, Pietro aveva avuto la dimostrazione pratica della gloria di cui tutti coloro che avevano riposto la loro fede in Gesù sarebbero stati partecipi. La speranza della risurrezione era il carburante della vita cristiana!
Pietro esortò gli anziani a svolgere bene il loro compito di sorveglianti del gregge, ovvero di pastori che svolgono un compito di cura, di protezione dai pericoli, di nutrimento del gregge di Dio. Pietro sottolineò che tale compito andava svolto di buon animo, ovvero per amore delle pecore, non per amore del prestigio o del denaro. Aiutare e curare gli altri richiedeva inoltre grande dedizione, era pertanto necessario che gli anziani svolgessero quel compito volenterosamente. Se lo avessero svolto per obbligo, difficilmente sarebbero riusciti ad essere efficaci verso il gregge che era affidato loro. Infine gli anziani dovevano ricordarsi che erano al servizio degli altri, non al comando! Era quindi essenziale che svolgessero il compito di guida attraverso l’esempio personale, non con la prepotenza.
Tutti questi aspetti sarebbero stati importanti per essere davvero di aiuto agli altri e coloro che si fossero comportati così, avrebbero ricevuto un premio da parte del Signore Gesù, il supremo pastore, quando sarebbe tornato.
A questo punto Pietro rivolse la sua esortazione ai giovani invitandoli a sottomettersi agli anziani, ovvero a seguire i loro insegnamenti e la loro guida.
È chiaro che quando gli anziani guidano volenterosamente, per amore del gregge e attraverso l’esempio, è più facile per i giovani seguirli. Allo stesso modo, se i giovani non creano difficoltà agli anziani ma cercano di aiutarli nel loro compito, gli anziani svolgeranno il loro compito ancora meglio.
Insomma ognuno doveva fare la sua parte. La superbia e i personalismi dovevano fare spazio all’umiltà e al bene della collettività.
Riferendosi al testo di Proverbi 3,34, Pietro ricordò a tutti i suoi lettori che Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili. Era quindi necessario che tutti, anziani e giovani, si sottomettessero a Dio, si umiliassero sotto la sua mano, rinunciando ai propri interessi per servire gli altri. D’altra parte, quando l’uomo si umilia davanti al Signore, sarà Dio a rialzare la sua testa, ma se l’uomo si insuperbisce, Dio dovrà abbassarlo per rimetterlo al suo posto.
Questo atteggiamento umile doveva guidare la vita della comunità e i problemi dovevano essere affrontati insieme, non cercando di prevalere gli uni sugli altri, ma cercando insieme il Signore in preghiera, gettando su di Lui ogni preoccupazione, perché il Signore si sarebbe preso cura di una comunità che si umiliava davanti a Lui in quel modo.
Queste semplici indicazioni sono ovviamente fondamentali anche per noi oggi. Nella comunità cristiana c’è bisogno che tutti, anziani o giovani, persone con più esperienza e persone appena convertite, remino insieme nella stessa direzione, con umiltà. È triste vedere anziani che vogliono farsi seguire alzando la voce e maltrattando il gregge. Ma è altresì triste vedere giovani che non hanno alcun rispetto per coloro che hanno più esperienza nella fede. Dobbiamo imparare tutti a rivestirci di umiltà. L’umiltà, il servizio reciproco, la sottomissione all’unico supremo pastore… Queste sono le cose che devono caratterizzare la comunità cristiana affinché sia ancora oggi una luce in un mondo che è sempre più lontano da Dio e sempre più avvolto dalle tenebre.


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