Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Seminare e raccogliere

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This entry is parte 17 di 18 in the series Lettera ai Galati
 Chi viene istruito nella parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce.
Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna. Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai fratelli in fede.
(Galati 6:6-10 – La Bibbia)


Quali sono le nostre priorità? Quali sono le cose a cui teniamo di più?

Ognuno di noi può rispondere in modo diverso a queste domande ma la risposta che daremo ci dice molto sul nostro rapporto con Dio e su quanto davvero il Signore sia al primo posto nella nostra vita.

D’altra parte, anche Gesù aveva osservato: “Dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore. “ (Ma 16:21). È infatti normale che i nostri pensieri vadano più facilmente alle cose a cui teniamo di più ed è altrettanto normale che investiamo più tempo, energie e denaro dove pensiamo che ne valga la pena.

In questo brano l’apostolo Paolo esorta proprio i suoi interlocutori a considerare dove stavano investendo di più. Se stavano investendo in cose che davano soddisfazione alla carne, ovvero alla loro natura peccaminosa, da quell’investimento non avrebbero tratto nulla di buono. Infatti l’uomo stesso è soggetto a decadimento, ovvero a corruzione, e tutto ciò che non ha un valore eterno è destinato a finire nella tomba con noi. Per quanto nella vita si possano accumulare ricchezze, un giorno lasceremo tutto.

Invece seminare per lo Spirito, ovvero investire nel regno di Dio facendosi un tesoro eterno costituito dal premio che il Signore darà a coloro che lo hanno servito con fedeltà è un investimento di cui godremo i frutti per l’eternità.

A questo proposito ricordiamoci che noi non ci appropriamo della vita eterna in base alle nostre opere ma in base a ciò che Gesù Cristo ha fatto, dando la sua vita per noi sulla croce. Non dobbiamo quindi pensare che l’apostolo Paolo stia parlando di opere che ci fanno guadagnare la vita eterna. Egli vuole però farci capire che ciò che facciamo non passa inosservato agli occhi di Dio ma riceverà una ricompensa.

A volte potremmo essere stanchi di fare il bene perché abbiamo l’impressione di essere ripagati con il male. Non stanchiamoci, non scoraggiamoci, infatti se facciamo il bene, mieteremo a suo tempo perché Dio è fedele.

È scritto che Dio non si dimenticherà neanche di un singolo bicchiere d’acqua dato ad una persona assetata:

E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio (Ma 10:42)

Non lasciamoci quindi ingannare dalle apparenze perché non ci si può beffare di Dio: quello che l’uomo avrà seminato quello pure mieterà.

Ecco perché l’apostolo Paolo esorta i suoi lettori a prendersi cura di coloro che stavano lavorando per il regno di Dio ed erano particolarmente impegnati nel condividere con loro la parola di Dio. I Galati avevano agito proprio in quel modo con l’apostolo Paolo quando egli era stato in mezzo a loro per predicare il vangelo (Ga 4:13-15). Aiutare in modo pratico chi sta spendendo il proprio tempo per il Signore è un modo per collaborare per il regno di Dio.

A volte diamo per scontato che ci sia qualcuno che ci serva, qualcuno che ci prepari da mangiare, qualcuno che ci predichi la parola. Diamo tutto per scontato e spesso non ringraziamo neanche Dio per i doni che ci fa, per le persone che ci ha messo al fianco, persone che dedicano del tempo e, a volte anche del denaro, per farci del bene e per farci crescere nella nostra conoscenza di Dio.

I credenti sono chiamati a fare del bene a tutti, soprattutto ai fratelli in fede perché questi ultimi condividono la medesima speranza e spesso svolgono un servizio nei nostri confronti. Rispondere con riconoscenza al fratello che ci serve significa fare la nostra parte nel regno di Dio, significa seminare per raccogliere a suo tempo. D’altra parte chi semina vento raccoglie tempesta (Os 8:7) quindi se seminiamo disprezzo verso i fratelli non possiamo certamente aspettarci di raccogliere nulla di buono. 

Stiamo però lontani da chi pretende di ricevere qualcosa per aver fatto del bene. Infatti oggigiorno ci sono molti che dicono di servire il Signore ma in realtà sono più interessati ad accrescere il proprio conto in banca. I veri fratelli servono gratuitamente non pretendendo nulla da nessuno. Impariamo quindi a discernere chi serve per amore e chi serve per vile denaro.  Risponderemo con amore a chi ci serve con amore.

Se daremo poca importanza al regno di Dio nella nostra vita, se non cercheremo le cose che hanno un valore eterno, se penseremo che non valga la pena investire tempo e denaro nelle cose di Dio, aiutando il prossimo e i fratelli in fede, allora investiremo altrove e raccoglieremo altrove. Certamente raccoglieremo nelle nostre belle case, nelle nostre belle automobili, nei nostri divertimenti, ma non raccoglieremo nulla che ci accompagnerà nell’eternità. Ne sarà valsa la pena? 

Lettera ai Galati

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Commenti

Una risposta a “Seminare e raccogliere”

  1. Avatar Giuseppe
    Giuseppe

    Mi chiedo spesso se tutti gli sforzi per migliorare il mio lavoro, sono ascoltati dal Signore o sono da egli visti come ricerca di mammona. Il mio cuore non è nel lavoro ma questo mi serve e, nonostante non mi manchi di che vivere, questo proviene per lo più da elemosine. Mi sento umiliato e a 62 anni ho un’apparenza da ricco ma sono da sempre in miseria. Mia moglie, che teneva nascosti soldi e personalità, mi ha lasciato davvero povero per andare con un altro e i miei figli, spesso, non riconoscono i miei sforzi. Certo il mio cuore non è neanche lì ma negli ultimi anni sento il Signore lontano. Continuerò, comunque a seguirlo

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