- Quale vangelo?
- Un unico messaggio
- Un grande pericolo
- Figli di Abraamo
- Sotto maledizione?
- Legge senza fede?
- Riscattati dalla maledizione
- Dio mantiene le promesse
- La legge e la vita
- Lo scopo della legge
- Siamo schiavi o figli?
- Rapporti incrinati
- Liberi in Cristo
- Quello che conta
- Camminate per lo Spirito
- Giudizio o aiuto?
- Seminare e raccogliere
- Nuove creature
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»), affinché la benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù, e ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso.
(Galati 3:13-14 – La Bibbia)
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge. Paolo stava dando una buonissima notizia ai suoi connazionali Giudei.
Come abbiamo appreso in precedenza la maledizione della legge consisteva nelle conseguenze negative a cui Israele era andato incontro per non aver rispettato i termini del Patto con Dio.
La conseguenza più evidente era sotto gli occhi di tutti, infatti Israele era sottoposto al governo di Roma e da ormai diversi secoli non c’era più un re discendente di Davide che governasse su di loro. Secondo quanto avevano detto i profeti, un giorno Dio avrebbe ristabilito la casa di Davide attraverso un suo discendente che sarebbe stato di nuovo unto Re e avrebbe riportato Israele alla preminenza sulle altre nazioni. Questo testo ci ricorda che quell’Unto (questo è il significato della parola Messia o Cristo), quel discendente di Davide è proprio Gesù. Ha quindi senso che Paolo lo indichi come Colui che aveva riscattato Israele dalla maledizione della legge. Ma in quale senso egli è addirittura divenuto maledizione?
Morendo volontariamente sulla croce, Gesù aveva preso su se stesso le conseguenze della ribellione di Israele e, più in generale, le conseguenze del peccato dell’umanità. In questo senso egli aveva preso su di sé la maledizione prevista dalla legge, aveva pagato lui una volta per tutte per i peccati del proprio popolo come indicato in questo brano di Isaia:
Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce e sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato se stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli. (Is 53:11-12)
Paolo vide un parallelo con Deuteronomio 21:23 che si riferiva proprio alla maledizione e alla vergogna che accompagnava il cadavere di una persona che aveva commesso un delitto passibile della pena di morte e che veniva poi esposto su un albero. Gesù non aveva fatto nulla di male, eppure aveva pagato con la morte ed era stato esposto al pubblico ludibrio come se avesse commesso il peggiore dei delitti!
Così Gesù aveva compiuto la sua missione riscattando dalla maledizione della legge tutti gli Israeliti che avevano creduto in lui ma non si era limitato a questo. Infatti l’opera di Cristo si era estesa anche alle altre nazioni secondo quanto il signore aveva annunciato proprio ad Isaia:
Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d’Israele; voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra». (Is 49:6)
Ecco perché Paolo continuava ad insistere su quanto fosse inutile per uno straniero aderire al Giudaismo tramite la circoncisione. Gesù aveva dato la sua vita sia per i circoncisi che per gli incirconcisi, la portata della sua opera era internazionale!
Infatti uno degli effetti dell’opera di Cristo è quella che Paolo ricorda alla fine del brano: “affinché la benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù, e ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso.”
Il cerchio si chiude. Infatti Dio aveva chiamato Abraamo giustificandolo per fede ben prima che Israele esistesse come popolo e quindi ben prima della legge. Poi Israele come popolo era stato utilizzato da Dio per portare la sua luce agli altri popoli fino alla venuta della luce per eccellenza, ovvero il Messia. A quel punto Gesù aveva completato l’opera dando la sua vita per tutti i peccati degli uomini, Giudei e stranieri, concedendo anche agli stranieri che riponevano la loro fede in Lui di ricevere lo Spirito Santo, diventando partecipi della benedizione di Abraamo, giustificati per fede proprio come lui.
Ringraziamo il Signore perché anche noi, a distanza di duemila anni dalla morte di Gesù sulla croce, possiamo essere giustificati da Dio riponendo la nostra fede nella persona e nell’opera di Gesù.
Se gli Israeliti erano caduti sotto la maledizione della legge non rispettando il Patto che Dio aveva fatto con loro, tutte le altre nazioni erano in una condizione ancora peggiore! Infatti Israele è stato per moltissimo tempo l’unico popolo che adorava l’unico vero Dio Creatore dei cieli e della terra in un mondo idolatra. Dio si è servito di Israele per tenere la sua luce accesa nel mondo antico fino alla manifestazione della luce di Cristo che si è estesa in modo straordinario su tutta la terra dal primo secolo fino ad oggi.
Se la luce di Cristo ha raggiunto anche te, se anche tu hai riconosciuto che Dio non perdona i tuoi peccati per i tuoi meriti ma perché Gesù Cristo ha dato la sua vita al tuo posto, confessalo a Dio riponendo in Lui la tua fede. Egli stesso attraverso l’opera dello Spirito Santo in te ti confermerà che ti accoglie come un figlio (Ro 8:16).
Non avere paura di tornare a casa. Il Padre ti sta già aspettando sulla soglia per abbracciarti.


Lascia un commento