- Quale vangelo?
- Un unico messaggio
- Un grande pericolo
- Figli di Abraamo
- Sotto maledizione?
- Legge senza fede?
- Riscattati dalla maledizione
- Dio mantiene le promesse
- La legge e la vita
- Lo scopo della legge
- Siamo schiavi o figli?
- Rapporti incrinati
- Liberi in Cristo
- Quello che conta
- Camminate per lo Spirito
- Giudizio o aiuto?
- Seminare e raccogliere
- Nuove creature
Voi non mi faceste torto alcuno; anzi sapete bene che fu a motivo di una malattia che vi evangelizzai la prima volta; e quella mia infermità, che era per voi una prova, voi non la disprezzaste né vi fece ribrezzo; al contrario mi accoglieste come un angelo di Dio, come Cristo Gesù stesso. Dove sono dunque le vostre manifestazioni di gioia? Poiché vi rendo testimonianza che, se fosse stato possibile, vi sareste cavati gli occhi e me li avreste dati. Sono dunque diventato vostro nemico dicendovi la verità? Costoro sono zelanti per voi, ma non per fini onesti; anzi vogliono staccarvi da noi affinché il vostro zelo si volga a loro. Ora è una buona cosa essere in ogni tempo oggetto dello zelo altrui nel bene, e non solo quando sono presente tra di voi. Figli miei, per i quali sono di nuovo in doglie, finché Cristo sia formato in voi, oh, come vorrei essere ora presente tra di voi e cambiare tono, perché sono perplesso a vostro riguardo!
(Galati 4:13-20 – La Bibbia)
Vi è mai capitato di avere una buona relazione con qualcuno e poi, ad un certo punto, il rapporto si incrina per cause indipendenti dalla vostra volontà? Non è mai una situazione piacevole da gestire.
L’apostolo Paolo in questa sezione apre il suo cuore verso i Galati toccando argomenti che lo toccavano in modo particolare. Egli esprime proprio il suo dispiacere per quanto stava avvenendo con i Galati perché era piuttosto evidente che il loro atteggiamento nei suoi confronti era cambiato. Qualcosa si era rotto nel loro rapporto con lui.
Quando Paolo si era recato in quella regione per la prima volta, egli aveva predicato loro il vangelo, ovvero la buona notizia inerente Gesù e la sua opera per l’umanità e in questo brano apprendiamo che egli era infermo quando ciò era avvenuto.
Anche se molti hanno speculato su quale fosse la malattia a cui Paolo fa riferimento, questa informazione non è fondamentale per comprendere il brano. Ciò che conta è invece l’amore con cui i Galati lo avevano accolto, un amore che parlava più di mille parole. Infatti essi non si erano tirati indietro di fronte alla sua malattia, ma si erano presi cura di Paolo accogliendolo come un messaggero inviato da Dio. Paolo ricorda che essi lo avevano accolto come un angelo di Dio, anzi addirittura come Gesù Cristo stesso. Insomma, i Galati erano così gioiosi per aver accolto Gesù Cristo nella loro vita che avrebbero fatto qualunque cosa per coloro che avevano predicato loro quella buona notizia.
A qualcuno potrebbe sembrare esagerato quanto Paolo esprime, ma se ci pensiamo bene l’amore che si esprime verso il fratello o la sorella è proprio uno dei primi segni che accompagnano la conversione, a quei tempi così come oggi. Paolo si riferisce a questo atteggiamento chiamandolo le “vostre manifestazioni di gioia” proprio perché quel comportamento è prodotto dalla gioia che una persona prova per aver ricevuto la buona notizia di Gesù. Leggendo il libro degli Atti troviamo diversi esempi in tal senso. Ad esempio in Atti 16:33-34 leggiamo che il carceriere di Filippi accolse Paolo e Sila in casa sua lavando loro le piaghe e accogliendoli alla sua tavola. Allo stesso modo li aveva accolti in casa Lidia la commerciante di Porpora in Atti 16:15.
Ma in quel momento, a distanza di tempo, Paolo percepiva ostilità da parte dei Galati. Cosa era cambiato? Lui aveva predicato loro la verità allora come continuava a farlo adesso ma essi si erano lasciati influenzare dalle critiche che avevano sentito su di lui. Le loro manifestazioni di gioia erano mutate in inimicizia e disprezzo.
Qualcuno aveva messo in loro il dubbio che Paolo non avesse detto loro tutta la verità. Probabilmente costoro sostenevano che Paolo aveva portato per mano i Galati fino ad un certo punto ma ora essi dovevano affidarsi a guide più esperte se volevano proseguire il cammino e diventare cittadini di serie A nel popolo di Dio, diventando proseliti Giudei attraverso la circoncisione. In sostanza questi agitatori stavano mettendo in cattiva luce Paolo e il suo messaggio e si proponevano come traghettatori verso una spiritualità superiore.
Che tristezza doveva avere Paolo per questa situazione! Ma non dobbiamo pensare che egli fosse solo triste per l’atteggiamento che i Galati stavano avendo nei suoi confronti. Piuttosto egli era preoccupato perché sapeva che essi si stavano affidando alle persone sbagliate che invece di farli crescere li avrebbero trascinati lontano da Cristo! Egli sapeva infatti che lo zelo che muoveva quegli “agitatori” non era genuino, infatti essi non erano mossi dall’amore verso gli altri ma dal desiderio di accrescere il numero dei propri seguaci, di vedere le proprie idee confermate da una larga adesione! E quando lo zelo non deriva dall’amore verso il Signore e verso gli altri ma da qualcos’altro, i risultati non possono che essere disastrosi.
I fatti purtroppo stavano dando ragione a Paolo. Infatti i primi frutti che i Galati stavano mostrando dopo aver cominciato questo “nuovo cammino” non erano buoni. Se in precedenza quando egli era presente in mezzo a loro essi si erano mostrati zelanti, premurosi e affettuosi nei confronti di Paolo, ora essi stavano prendendo le distanze da lui. Quel’amore cristiano che li aveva caratterizzati stava ora lasciando spazio alla maldicenza e al disprezzo verso il loro fratello Paolo che era stato il mezzo attraverso il quale il Signore aveva toccato i loro cuori. Questo, come possiamo immaginare, faceva davvero male… Come avevano dimenticato in fretta ciò che Paolo aveva fatto per loro! Era bastato che passasse un po’ di tempo senza vedersi per dimenticare l’affetto reciproco che li aveva legati?
Paolo si sentiva come una madre che dopo aver partorito provava di nuovo le doglie del parto! Infatti gli sembrava che tutto il lavoro che aveva fatto in precedenza non fosse servito a nulla e invece di vedere i suoi bambini che crescevano verso la maturità gli sembrava che stessero regredendo. In passato Paolo aveva visto l’amore di Cristo in loro, ma ora egli vedeva la necessità di ripartire dall’ABC, affinché l’amore di Cristo fosse di nuovo visibile in mezzo a loro.
L’amore cristiano che avevano mostrato in precedenza aveva lasciato spazio alla presunzione. Credendo di aver fatto grandi passi in avanti dal punto di vista teologico, avevano piuttosto fatto grandi passi all’indietro ed erano diventati incapaci di manifestare la vita di Cristo in loro, il segno di ogni genuina conversione.
Come vedremo in seguito Paolo aveva grande fiducia nel fatto che i Galati avrebbero superato questa fase ed è proprio per questo motivo che stava scrivendo loro. Ma egli sapeva che la cosa migliore sarebbe stata quella di incontrarsi di persona perché certe situazioni tra fratelli non si possono risolvere per iscritto. Egli avrebbe voluto essere lì in mezzo a loro permanifestare le sue perplessità guardandoli negli occhi. Sarebbero stati capaci di dirgli in faccia ciò che ora pensavano di lui?
Questa sezione così personale insegna molto anche a noi. Infatti ciò che stava accadendo fra le chiese della Galazia non è così infrequente anche ai nostri giorni. Quante persone, dopo aver creduto in Cristo, si lasciano influenzare da “agitatori” che mettono in cattiva luce altri fratelli e sorelle per poter accrescere la propria fama e il proprio gruppetto di seguaci? Quante volte ci si insuperbisce pensando di aver scoperto chissà quali verità, allontanandosi invece dalla via maestra e disprezzando i fratelli? Quante volte i rapporti tra fratelli e sorelle si incrinano perché si va dietro alla maldicenza? Quante volte ci dimentichiamo di coloro che ci hanno fatto del bene e li ripaghiamo con il male?
Mi sono sentito diverse volte come Paolo, triste e deluso, ma devo ammettere che altre volte io stesso posso aver rattristato altri. Preghiamo il Signore affinché non possiamo mai più essere causa di profonda tristezza per nessun fratello o sorella, che Dio ci guardi dalla maldicenza e dalla superbia, che Egli guidi le nostre vite affinché l’amore di Cristo sia sempre presente e visibile in mezzo a noi.


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