- Quale vangelo?
- Un unico messaggio
- Un grande pericolo
- Figli di Abraamo
- Sotto maledizione?
- Legge senza fede?
- Riscattati dalla maledizione
- Dio mantiene le promesse
- La legge e la vita
- Lo scopo della legge
- Siamo schiavi o figli?
- Rapporti incrinati
- Liberi in Cristo
- Quello che conta
- Camminate per lo Spirito
- Giudizio o aiuto?
- Seminare e raccogliere
- Nuove creature
Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.
Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio.Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito.(Galati 5:16-25 – La Bibbia)
Visto che non siamo salvati in base alle nostre opere possiamo fare ciò che vogliamo, senza preoccuparci di nulla?
Questa è normalmente la prima obiezione che si riceve quando si predica la salvezza per grazia mediante la fede. Paolo conosceva bene questo tipo di obiezione e in questa sezione spiega come mai si tratta di un falso problema.
Secondo l’apostolo Paolo, l’uomo senza Dio vive in balìa della sua natura peccaminosa, non può fare altro che lasciarsi condurre dalla propria carne, ovvero dalla propria natura che lo porta verso il peccato in tutte le sue forme. Tale natura ha desideri contrari allo Spirito di Dio e non può produrre in alcun modo qualcosa che sia gradito a Dio, neanche volendo. Di conseguenza egli non ha alcuna eredità nel mondo a venire, non ha alcuna parte nel regno di Dio.
Ma il presupposto di Paolo è che i cristiani siano stati rigenerati da Dio, ovvero abbiano ricevuto in loro la nuova vita che Dio produce attraverso lo Spirito Santo. Per usare le parole di Paolo, essi “vivono per lo Spirito”, di conseguenza è logico aspettarsi anche che essi “camminino per lo Spirito”, ovvero si comportino conformandosi alla volontà di Dio, attraverso l’opera dello Spirito Santo in loro.
È evidente che l’elenco dei peccati che caratterizzano la natura peccaminosa dell’uomo non è esaustivo ma esemplificativo, infatti non vengono neanche citati, ad esempio, l’omicidio o il furto… Lo scopo di Paolo era semplicemente quello di elencare azioni che erano sotto gli occhi di tutti e caratterizzavano l’essere umano lontano da Dio, influenzato da forze spirituali che si oppongono a Dio.
Allo stesso modo nel descrivere il frutto dello Spirito Santo l’apostolo non ha intenzione di fare un elenco esaustivo di ciò che lo Spirito Santo produce nell’uomo, infatti nell’elenco mancano caratteristiche essenziali come la speranza, la pietà o la giustizia, tanto per citare qualche esempio! Nel citare alcune delle caratteristiche che lo Spirito Santo produce nell’uomo, Paolo vuole piuttosto evidenziare che i cristiani, essendo stati resi partecipi della natura divina (2PIetro 1:4), possono agire secondo tale natura. Se essi si lasciano guidare dallo Spirito di Dio, non hanno bisogno di preoccuparsi della legge, d’altra parte se una persona nella sua vita esprime amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine e autocontrollo, quale legge potrebbe condannarlo?
In sostanza una vita trasformata dallo Spirito Santo esprime una nuova natura che può agire secondo i principi che stanno alla base della legge di Dio, non per obbligo ma in base alla spinta interiore che lo Spirito Santo produce.
Anche anche se il cristiano non è salvato per le sue opere, per Paolo era logico aspettarsi che lo Spirito Santo lo trasformasse e lo portasse ad agire in modo diverso da quanto faceva prima della sua conversione. D’altra parte quando il credente si converte e ripone la sua fede in Gesù Cristo, egli si identifica con Cristo nella sua morte e nella sua risurrezione. Non si tratta solo di un concetto teorico in quanto lo Spirito Santo permette poi al credente di vivere davvero una vita nuova vittoriosa sul peccato; ecco perché Paolo afferma che “quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri”. Egli esprime un concetto analogo in questo passaggio nella lettera ai Romani:
“Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; infatti colui che è morto è libero dal peccato. Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui, sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù.” (Romani 6:5-11)
Quindi i Galati non avevano alcuna necessità di farsi circoncidere per sottoporsi alla legge che Dio aveva dato ad Israele, perché essi avevano già lo Spirito Santo in loro che avrebbe prodotto il suo meraviglioso frutto.
Tornando alla domanda iniziale, nessun cristiano che abbia davvero sperimentato la nuova vita che lo Spirito Santo produce nel credente, potrebbe mai pensare di continuare a vivere volontariamente nel peccato perché la sua salvezza non dipende dalle proprie opere. Ci sarebbe qualcosa di perverso nel ragionare in questo modo. Così come la natura peccaminosa nell’uomo senza Dio non gli permette di soddisfare in alcun modo la giustizia di Dio, così la natura divina nell’uomo rigenerato da Dio lo condurrà verso una vita che onora Dio.
Ovviamente tutti peccano e i cristiani non fanno eccezione a questa regola, ma quando un cristiano pecca, il Signore non lascerà che egli rimanga nel suo peccato ma lo aiuterà a rialzarsi. Infatti mentre l’incredulo vive senza problemi nel peccato, quando il credente cede alla propria natura peccaminosa, lo Spirito Santo in lui è rattristato (Ef 4:30) e cerca di condurlo verso il pentimento, così il cristiano non si sentirà a suo agio in quella situazione. Questa è un’esperienza di cui ogni cristiano può testimoniare.
Qualcuno potrebbe però osservare che ci sono dei cristiani che sembrano vivere senza alcun problema nel peccato. Come è possibile? Purtroppo nessuno di noi può conoscere cosa accade dentro un’altra persona e quale sia il suo reale rapporto con Dio. Per quanto ne sappiamo possono anche esserci persone che dicono di essere cristiane ma non hanno mai sperimentato la nuova vita di Cristo in loro.
Ma il Signore conosce ognuno di noi intimamente e sa chi sono coloro che gli appartengono. Nel giorno in cui il Signore giudicherà tutti gli esseri umani, si vedrà chiaramente chi sono i figli di Dio. Tu sarai uno di loro?


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