Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Lo scopo della legge

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Questa voce fa parte 10 di 18 nella serie Lettera ai Galati
Ma prima che venisse la fede eravamo tenuti rinchiusi sotto la custodia della legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede. Ma ora che la fede è venuta, non siamo più sotto precettore; perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. Se siete di Cristo, siete dunque discendenza d’Abraamo, eredi secondo la promessa.
(Galati 3:23-29 – La Bibbia)


Che relazione c’è tra la legge e Cristo?

Come abbiamo visto, il Signore aveva promesso ad Abraamo di benedire tutte le nazioni attraverso la sua progenie e quella progenie è proprio Gesù Cristo. Gli stranieri si appropriavano di quelle benedizioni proprio riponendo la loro fede in Gesù Cristo e l’azione del Signore attraverso lo Spirito Santo in loro confermava che essi non avevano bisogno di diventare Giudei per avere una relazione con Lui e per essere accettati come figli di Dio.

La legge non si contrapponeva alle promesse fatte ad Abraamo ma era stata piuttosto data ad Israele per essere guida del popolo affinché la loro relazione con Dio potesse svilupparsi.  Essa doveva accompagnare Israele nella sua crescita proprio come un precettore si prendeva cura di un bambino.

Nel mondo in cui Paolo viveva, questa figura era generalmente uno schiavo il cui compito era quello di occuparsi dei bambini nelle cose di tutti i giorni su incarico dei genitori, occupandosi anche dell’istruzione dei bambini in prima persona o accompagnandoli presso insegnanti qualificati. Naturalmente questa figura aveva senso finché il bambino non fosse abbastanza grande da poter essere più indipendente.

Utilizzando questa figura Paolo vuole fare comprendere che la legge aveva proprio svolto il compito di guidare Israele per prepararlo ad incontrare il Messia, il Cristo.  Nel momento in cui il Messia fosse giunto,  Israele avrebbe riposto la sua fede in Lui e quest’ultimo avrebbe ristabilito il regno di Israele che sarebbe entrato, per così dire, nella sua maturità nel rapporto con Dio!

Con l’espressione “ora che la fede è venuta” Paolo si riferiva al fatto che Gesù era proprio il Messia promesso,  e quindi l’era della fede nel Messia, ovvero l’era della maturità di Israele era finalmente iniziata. Il regno di Dio aveva cominciato a svilupparsi proprio attraverso quei Giudei che erano diventati discepoli di Gesù e si sarebbe espanso attraverso la predicazione della buona notizia a tutte le nazioni fino al ritorno del Re dei Re! 

Ora, se Cristo era  già venuto e il vangelo veniva già predicato agli stranieri che stavano ricevendo lo Spirito Santo in loro, se gli stranieri, così come i Giudei, stavano riconoscendo Gesù il Messia come loro Salvatore e Signore e  se il Signore attraverso lo Spirito Santo confermava che anche essi erano suoi figli, che bisogno c’era per gli stranieri di farsi circoncidere per diventare Giudei e sottoporsi  alla legge? Se avevano già conosciuto Cristo, non avevano bisogno di un precettore che li conducesse a Cristo.

Attraverso il battesimo i credenti, sia Giudei che stranieri, si erano già “rivestiti di Cristo”, infatti con il battesimo in acqua il credente si identifica proprio con Gesù Cristo nella sua morte e nella sua risurrezione, ovvero riconosce di essere morto con Gesù per cominciare una nuova vita con Lui !  Il battesimo testimonia quindi dell’unione che il credente sperimenta con Cristo, ed è proprio lo Spirito Santo che il Signore dona a coloro che ripongono la loro fede in Gesù a permettere loro di sperimentare questa nuova vita di comunione speciale con Gesù.

La benedizione verso tutte le nazioni nella progenie di Abraamo si era finalmente manifestata in Gesù e non era riservata ad una categoria particolare. Tutti potevano entrare a fare parte della famiglia di Dio attraverso la fede in Gesù Cristo, Giudei o stranieri, maschi e femmine, schiavi e liberi… Tutti coloro che si identificavano con Cristo erano uniti in Lui, parte della stessa famiglia, erano discendenza d’Abraaamo dal punto di vista spirituale.

Che bello sapere che  anche tutti noi proprio ora, riponendo la nostra fede in Gesù, possiamo entrare a fare parte della medesima famiglia di Dio, indipendentemente dalla nazionalità, dal sesso o dallo stato sociale. Il Signore ci accoglie così come siamo e, attraverso il suo Spirito Santo, ci modella, ci trasforma, ci fa crescere sempre di più a immagine di Cristo. A Lui sia la gloria. Amen

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