- Un incarico importante
- Con il naso all’insù
- Il dodicesimo uomo
- Il soffio di Dio
- L’inizio degli ultimi giorni
- Gesù, Cristo e Signore
- Che dobbiamo fare?
- Quelli che venivano salvati
- Nel nome di Gesù
- Il principe della vita
- Conflitto di interessi
- Nelle mani di Dio
- Tra sincerità e ipocrisia
- Le parole di questa vita
- E se fosse da Dio?
- I magnifici sette
- Faccia d’angelo
- La storia è maestra di vita
- Viva il vitello d’oro!
- Come i vostri padri
- Il dado è tratto
- La vera potenza di Dio
- Ravvediti!
- Va’ dove ti porta lo Spirito
- L’incontro che cambia la vita
- Il persecutore perseguitato
- Fede in azione
- Un incontro voluto da Dio
- Un dono senza confini
- Oltre la tradizione
- La prima volta dei cristiani
- Lezione di aiuto pratico
- La caduta di un “dio”
- Oltre ogni aspettativa
- La voce dello Spirito
- Azione di disturbo
- La promessa adempiuta
- Di fronte ad una scelta
- Dalle stelle alle stalle
- Un tempo di ristoro
- Nessuna discriminazione
- Una lettera consolante
- Punti di vista diversi
- Una saggezza che viene da Dio
- Quando Dio chiude una porta
- Operazione a cuore aperto
- Doppio gioco
- Una vita che parla
- Cittadini del cielo con i piedi per terra
- Non avere fretta
- Il mondo sottosopra!
- Come stanno le cose?
- Il dio sconosciuto
- Dio non è lontano da noi
- Continua a parlare
- Cristiani fuorilegge?
- Istruzione o distruzione?
- Il sigillo di Dio
- Una parola potente
- Una sfida per la società
- Un momento drammatico
- Passare il testimone
- Pronto a tutto
- Niente di vero
- Posso parlare?
- Una nuova creatura
- Lo strumento giusto
- Tutto secondo i piani
- Un agguato sventato
- Coscienza pulita e false accuse
- Una decisione rimandata
- Mi appello a Cesare
- Quali accuse?
- Testimone della risurrezione
- Un bel desiderio
- Un viaggio difficile
- Te l’avevo detto
- Sani e salvi
- La potenza di Dio in azione
- La gioia di essere fratelli
- Orecchie che ascoltano
- La fine è solo l’inizio
Dopo questi fatti Paolo si mise in animo di andare a Gerusalemme, passando per la Macedonia e per l’Acaia. «Dopo essere stato là», diceva, «bisogna che io veda anche Roma». Mandati in Macedonia due dei suoi aiutanti, Timoteo ed Erasto, egli si fermò ancora per qualche tempo in Asia.
In quel periodo vi fu un gran tumulto a proposito della nuova Via. Perché un tale, di nome Demetrio, orefice, che faceva tempietti di Diana in argento, procurava non poco guadagno agli artigiani. Riuniti questi e gli altri che esercitavano il medesimo mestiere, disse: «Uomini, voi sapete che da questo lavoro proviene la nostra prosperità; e voi vedete e udite che questo Paolo ha persuaso e sviato molta gente non solo a Efeso, ma in quasi tutta l’Asia, dicendo che quelli costruiti con le mani, non sono dèi. Non solo vi è pericolo che questo ramo della nostra arte cada in discredito, ma che anche il tempio della grande dea Diana non conti più, e che sia perfino privata della sua maestà colei che tutta l’Asia e il mondo adorano».
Essi, udite queste cose, accesi di sdegno, si misero a gridare: «Grande è la Diana degli Efesini!» E tutta la città fu piena di confusione; e trascinando con sé a forza Gaio e Aristarco, macedoni, compagni di viaggio di Paolo, si precipitarono tutti d’accordo verso il teatro. Paolo voleva presentarsi al popolo, ma i discepoli glielo impedirono. Anche alcuni magistrati dell’Asia, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro. Intanto, chi gridava una cosa, chi un’altra; infatti l’assemblea era confusa; e i più non sapevano per quale motivo si fossero riuniti. Dalla folla fecero uscire Alessandro, che i Giudei spingevano avanti. E Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva tenere un discorso di difesa davanti al popolo. Ma quando si accorsero che era ebreo, tutti, per quasi due ore, si misero a gridare in coro: «Grande è la Diana degli Efesini!»
Allora il segretario, calmata la folla, disse: «Uomini di Efeso, c’è forse qualcuno che non sappia che la città degli Efesini è la custode del tempio della grande Diana e della sua immagine caduta dal cielo? Queste cose sono incontestabili; perciò dovete calmarvi e non fare nulla in modo precipitoso; voi infatti avete condotto qua questi uomini, i quali non sono né sacrileghi, né bestemmiatori della nostra dea. Se dunque Demetrio e gli artigiani che sono con lui hanno qualcosa contro qualcuno, ci sono i tribunali e ci sono i proconsoli: si facciano citare gli uni e gli altri. Se poi volete ottenere qualcos’altro, la questione si risolverà in un’assemblea regolare. Infatti corriamo il rischio di essere accusati di sedizione per la riunione di oggi, non essendovi ragione alcuna con la quale poter giustificare questo tumulto». Detto questo, sciolse l’assemblea.
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(Atti 19:21-41 – La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
Immaginiamo di essere circondati da migliaia e migliaia di persone che alzano la voce e gridano contro di noi. Come ci sentiremmo? Credo che il solo pensiero basti a terrorizzarci.
Quel giorno ad Efeso Gaio e Aristarco, macedoni, compagni di viaggio di Paolo fecero questa terribile esperienza. Furono trascinati nel teatro di Efeso che era enorme e poteva contenere fino a circa 24000 persone, paragonabile quindi ad uno stadio di calcio dei nostri tempi…
Dovettero sopportare una folla inferocita che urlava “Grande è la Diana degli Efesini!”. Alessandro un ebreo che voleva tenere un discorso in difesa dei discepoli, proprio perché era ebreo, e quindi considerato affine a coloro che avevano portato quegli insegnamenti ad Efeso, scatenò ancora di più le ire dei presenti. Addirittura continuarono a gridare «Grande è la Diana degli Efesini!» per circa due ore consecutive impedendo ogni possibilità di replica. La confusione era tale che molti non sapevano neanche perché si erano recati nel teatro ma avevano seguito la folla e si erano uniti al coro!
Paolo aveva già annunciato la sua intenzione di andare a Gerusalemme, passando per la Macedonia e per l’Acaia manifestando anche la sua ambizione di arrivare fino a Roma. Aveva già mandato Timoteo ed Erasto in avanscoperta in Macedonia e al più presto sarebbe partito anche lui. Tuttavia, quando scoppiò il tumulto egli voleva manifestarsi al popolo e cogliere l’occasione di parlare del vangelo come aveva già fatto durante quei due anni. Avere davanti un uditorio così vasto dovette sembrare a Paolo un’occasione da non perdere e questo la dice lunga sullo zelo che animava Paolo. Ma percepiamo la pericolosità della situazione proprio dal fatto che i discepoli glielo impedirono. Molti di loro erano abitanti del luogo e conoscevano bene di cosa erano capaci i loro concittadini! Addirittura alcuni magistrati dell’Asia, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro. Probabilmente, e a ragione, temevano per la sua incolumità.
Come mai un tumulto di queste proporzioni? Cosa aveva acceso la folla in questo modo? Come spesso accade, dietro la religione ci sono i veri interessi dell’uomo che spesso sono di natura economica. Finché si tratta di idee astratte non ci sono grossi problemi ma quando gli uomini vengono toccati nelle loro tasche allora cominciano i guai…
Per capire l’importanza che il culto di Diana aveva ad Efeso, consideriamo che la dea che i Romani chiamavano Diana era conosciuta dai greci come Artemide e il suo tempio ad Efeso era una delle sette meraviglie del mondo antico. La prima pietra posta sopra l’entrata si diceva fosse caduta dal cielo, quindi era probabilmente un meteorite. A quella pietra probabilmente si riferì il segretario nel calmare la folla, quando disse: “Uomini di Efeso, c’è forse qualcuno che non sappia che la città degli Efesini è la custode del tempio della grande Diana e della sua immagine caduta dal cielo?”. Immagini di Artemide erano diffuse per tutta la città e gli archeologi ne hanno trovate parecchie. Quindi l’economia della città in qualche modo ruotava intorno al culto di Artemide (Diana).
L’accusa di Demetrio era chiara: i discepoli di Gesù stavano causando danni all’economia locale! Infatti se la gente si fosse convertita a questa “Nuova via” che i cristiani proponevano, essi non avrebbero più mostrato interesse verso idoli costruiti dalle mani dell’uomo e verso i templi costruiti in loro onore. Cosa ne sarebbe stato dell’economia locale? Se il tempio della grande dea Diana non fosse contato più nulla, anche i loro guadagni sarebbero svaniti.
L’uomo moderno tende a pensare alla religione come a qualcosa che riguarda la sfera personale ma il discorso di Demetrio apre i nostri occhi su una realtà molto diversa. Infatti l’idolatria ad Efeso era interconnessa all’economia locale e alla società e quindi i discepoli di Gesù venivano accusati di essere persone molto pericolose per la società di Efeso. Il messaggio del vangelo non era solo un messaggio che proponeva alle persone di adorare un Dio diverso ma era un messaggio che trasformava le vite delle persone e aveva una diretta influenza sul funzionamento della società!
Il discorso del segretario è interessante perché evidenzia il fatto che i discepoli di Gesù non erano né sacrileghi, né bestemmiatori della dea Diana. Il segretario giudicò quindi non valida l’assemblea che si era formata e aveva invitato i querelanti a rivolgersi ad un tribunale per un’assemblea regolare.
La strategia missionaria dei discepoli di Gesù evidentemente non prevedeva di andare in giro per la città a parlare male della dea Diana, anche perché questo avrebbe solo acceso d’ira gli abitanti di Efeso. L’effetto denunciato da Demetrio era piuttosto un effetto collaterale del messaggio positivo del vangelo. Erano i cambiamenti prodotti dal vangelo negli individui ad avere un effetto sull’economia che era basata sugli idoli!
Questo ci insegna molto sul modo in cui come discepoli di Gesù dovremmo influire sulla società con il messaggio del vangelo. Oggi nelle nostre città non è diffuso il culto della dea Diana eppure la nostra società è comunque afflitta dai suoi problemi e dai suoi idoli che la caratterizzano. Il culto del denaro e del successo, la ricerca del potere, un’esistenza che ruota intorno al desiderio di apparire e di mostrare, un approccio consumistico al sesso, una religiosità che non si basa su un rapporto vero con Dio… Queste ed altre cose caratterizzano la nostra società e il messaggio del vangelo ha la potenza per trasformare le vite di singoli individui in modo che si abbiano effetti positivi sulla società.
Non risolveremo i problemi semplicemente limitandoci a dire che certe cose non si dovrebbero fare e magari sperando che ci governi qualcuno che abbia idee più vicine alle nostre. Il messaggio del vangelo può fare molto di più quando penetra nell’intimo delle persone. Demetrio l’orefice in fondolo aveva capito molto bene e per questo aveva percepito il pericolo a sua f fonte di guadagno.
Come discepoli di Gesù possiamo avere un impatto sulla nostra società cominciando noi stessi a cambiare e insegnando ai nostri figli a fare altrettanto. Se crediamo che la famiglia sia in pericolo, viviamo noi stessi come famiglie esemplari che funzionano e insegniamo ai nostri figli a fare altrettanto perché quello sarà il miglior regalo che possiamo fare alla società del futuro. Se crediamo che la ricerca del successo e dell’apparire sia un male per la società, cominciamo noi stessi a non essere schiavi di quelle cose.
E così via…
Se i figli di Dio vivono il loro rapporto con Dio in ogni aspetto della loro vita la luce che emergerà dalla loro vita si contrapporrà in maniera naturale alle tenebre, costituendo una sfida per la società. E, come accadde ad Efeso, anche se i cristiani non fanno nulla di illegale e degno di biasimo, saranno le tenebre stesse a sentirsi sfidate e ad essere infastidite dal messaggio del vangelo, e cercheranno ogni scusa per attaccarli e perseguitarli. Accade sempre così da duemila anni a questa parte… Quando questo non avviene, dovremmo chiederci se la nostra luce sia un po’ troppo attenuata.


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