Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Il sigillo di Dio

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

This entry is part 58 of 82 in the series Atti degli apostoli
Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, dopo aver attraversato le regioni superiori del paese, giunse a Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, ai quali disse: «Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo». Egli disse loro: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni». Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù». Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. Erano in tutto circa dodici uomini.

(Atti 19:1-7 – La Bibbia)

Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Non è facile valutare la salute spirituale di una persona e il suo rapporto con Dio, soprattutto quando ci si conosce poco. Quando qualcuno ci dice di essere un discepolo di Gesù, un cristiano, e di avere un buon rapporto con Dio, in prima battuta non possiamo fare altro che prenderlo in parola. Poi però frequentandosi e conoscendosi meglio può capitare di avere una strana sensazione e ci si può accorgere che c’è qualcosa che merita di essere approfondito, qualcosa che stride con la dichiarazione che inizialmente avevamo preso per buona. Vi è mai capitato?

Paolo deve aver fatto un’esperienza simile ad Efeso con quel gruppetto di circa una dozzina di discepoli.

Come Paolo aveva promesso, era tornato ad Efeso dove già avevano svolto il loro servizio Aquila e Priscilla ed anche Apollo per un certo tempo. Ma Efeso era una città grande e, come accade anche oggi nelle nostre città, le idee circolavano velocemente e non era possibile essere sicuri che le informazioni arrivassero a tutti in maniera completa e corretta. Così non possiamo sapere con certezza quale percorso aveva fatto quel gruppetto di uomini ma il testo lascia intendere che erano diventati discepoli avendo creduto in Gesù.

Non abbiamo motivo di dubitare che fossero credenti sinceri e neppure l’apostolo Paolo mise in dubbio la loro fede, tuttavia Paolo sembrò avere l’impressione che la loro relazione con Dio mancasse di qualcosa di estremamente importante, così chiese loro se avessero ricevuto lo Spirito Santo…

La loro risposta negativa provocò in Paolo una seconda domanda molto interessante: “Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?”. Notiamo la connessione che Paolo fece tra la non ricezione dello Spirito Santo e il battesimo: in sostanza Paolo sospettò che, se non avevano ricevuto lo Spirito Santo probabilmente non erano neanche stati battezzati (immersi) nel nome di Gesù, simbolo dell’unione con lui. In effetti, nonostante fossero sinceri, dalle loro risposte apprendiamo che avevano ricevuto un insegnamento parziale. Probabilmente avevano ricevuto un insegnamento inerente il regno di Dio e lo avevano accolto con gioia ma non avevano ricevuto un insegnamento adeguato circa l’opera di Gesù e lo Spirito Santo, non cogliendo gli sviluppi successivi al ministero di Giovanni Battista. Nel brano precedente avevamo visto che anche Apollo conosceva solo il battesimo di Giovanni ma egli aveva comunque compreso l’opera di Gesù e la insegnava quindi non abbiamo motivo di dubitare che avesse già ricevuto lo Spirito Santo. Ravvisiamo quindi delle differenze nei due casi.

Notiamo che Paolo non disprezzò in alcun modo quelle persone ma si preoccupò invece di colmare le loro lacune, infatti essi accettarono l’insegnamento di Paolo e si fecero battezzare nel nome di Gesù. Avendo compreso in maniera chiara l’opera di Gesù e identificandosi con la sua morte e la sua risurrezione (significato del battesimo in acqua) essi sperimentarono la nuova nascita attraverso l’opera dello Spirito Santo in loro.

Come avvenne in altri casi che abbiamo già analizzato, anche questa volta, vista la situazione particolare, per fugare ogni dubbio il Signore permise che lo Spirito Santo fosse ricevuto da quei discepoli solo quando Paolo impose le sue mani su di loro, cosa che normalmente non era necessaria, inoltre la ricezione dello Spirito Santo fu accompagnata da segni visibili. Così sia Paolo che quei discepoli potevano essere certi che lo Spirito Santo era venuto su di loro proprio in quell’occasione, ed essi poterono vedere subito la differenza che questo faceva nella loro vita. Essi avevano ricevuto il sigillo di Dio che attestava la loro appartenenza al Signore (Ef 1:13).

Nel suo piccolo questo brano ci mostra quanto sia facile la formazione di gruppi che hanno convinzioni sbagliate per mancanza di un insegnamento corretto. Avevamo già visto che anche Apollo fino all’incontro con Aquila e Priscilla, pur insegnando accuratamente le cose relative a Gesù, ignorava che i credenti dovessero essere battezzati nel nome di Gesù, non proprio una mancanza da poco! Allo stesso modo anche questi discepoli che Paolo incontrò ad Efeso avevano conoscenza del solo battesimo di Giovanni e addirittura ignoravano lo Spirito Santo perché semplicemente nessuno aveva spiegato loro queste cose e quindi non se ne erano preoccupati!

L’esperienza mi ha mostrato quanto sia importante comprendere a che punto si trova la persona che ci sta davanti. Ho sbagliato molte volte in tal senso e mi rendo condo che spesso utilizziamo un filtro troppo semplice per stabilire lo stato di salute spirituale della persona che ci sta davanti. Per molti di noi è come se ci fossero solo atei completi o cristiani consacrati, increduli o credenti.

Ma dobbiamo ammettere che talvolta si incontrano persone che sono già molto vicine alla verità anche se hanno fatto un percorso molto diverso dal nostro e hanno bisogno solo di una piccola spinta per completare il loro percorso con il Signore. In quei casi con il nostro atteggiamento rischiamo di allontanarli se li consideriamo semplici increduli.

Come fece Paolo con quei discepoli di Efeso, la nostra responsabilità non è quella di giudicarli perché non sono battezzati e non hanno ricevuto lo Spirito Santo ma piuttosto quella di aiutarli a colmare le loro lacune affinché possano sperimentare la stessa gioia che ci appartiene, la gioia completa della salvezza che solo lo Spirito Santo, il sigillo di Dio, può donare a coloro che sperimentano la nuova vita di Gesù Cristo in loro.

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