Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Operazione a cuore aperto

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

This entry is part 46 of 82 in the series Atti degli apostoli
Perciò, salpando da Troas, puntammo diritto su Samotracia, e il giorno seguente su Neapolis; di là ci recammo a Filippi, che è colonia romana e la città più importante di quella regione della Macedonia; e restammo in quella città alcuni giorni.
Il sabato andammo fuori dalla porta, lungo il fiume, dove pensavamo vi fosse un luogo di preghiera; e sedutici parlavamo alle donne là riunite. Una donna della città di Tiatiri, commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare. Il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo. Dopo che fu battezzata con la sua famiglia, ci pregò dicendo: «Se avete giudicato ch’io sia fedele al Signore, entrate in casa mia, e alloggiatevi». E ci costrinse ad accettare.

(Atti 16:11-15 – La Bibbia)

Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Come si diventa cristiani? Ci sono riti particolari che fanno di noi un cristiano?

Oggi non è infrequente incontrare persone che si dicono cristiane senza sapere neanche il perché. Molti si dicono cristiani perché in qualche modo i loro genitori li hanno iniziati a questa religione da piccoli e poi non si sono più fatti molte domande in proposito. Pochi riflettono sul fatto che dietro la parola “cristiano”, più che alcuni riti particolari, dovrebbe esserci una “conversione”, un momento in cui comincia una relazione vera con Cristo; di conseguenza, pochi coltivano questa relazione. In questo brano abbiamo proprio un esempio di conversione, una relazione con Gesù Cristo che comincia ascoltando il vangelo.

Come avevamo visto in precedenza, Dio aveva voluto che Paolo e i suoi compagni di viaggio si recassero in Macedonia per predicare il vangelo e ora cominciamo a vedere i frutti di quel viaggio.

Erano giunti a Filippi, la città più importante di quella regione della Macedonia dove restarono qualche giorno prima che arrivasse il sabato, il giorno in cui si aspettavano di poter cominciare a lavorare soprattutto tra gli Ebrei, come era loro abitudine.

Ma, con nostra grande sorpresa, scopriamo che a Filippi non era nemmeno presente una sinagoga ufficiale! Probabilmente la comunità ebraica del luogo era molto esigua e nel luogo di preghiera indicato sembra che non fosse nemmeno presente un rabbino che guidasse gli incontri del sabato. Non possiamo esserne certi ma il testo non ci dice nulla a riguardo.

L’autore ci descrive invece l’uditorio come formato da un gruppo di donne. Forse erano donne ebree che però avevano mariti stranieri, come nel caso della mamma di Timoteo.

Il racconto però si concentra su Lidia, una di loro che non era nemmeno ebrea infatti viene indicata come timorata di Dio, il termine che si usava per indicare una donna che, pur non essendo ancora una proselita giudea a tutti gli effetti, credeva nel Dio rivelato nelle scritture ebraiche e quindi cercava di conoscerlo meglio.

Lidia aveva già fatto un passo importante perché in un mondo che era per lo più idolatra, lei aveva trovato nell’ebraismo qualcosa che la attraeva, avvicinandosi quindi al Dio vivente e vero, il Creatore dei cieli e della terra.

Lidia aveva la grande opportunità di ascoltare la buona notizia di Gesù, il Messia di cui probabilmente aveva sentito parlare e, da quanto ci dice il testo, ella colse l’occasione e ascoltava con attenzione ciò che Paolo diceva.

Ecco un punto importante di questo brano. Ciò che accadde dopo è infatti frutto di quella disposizione del cuore. Quella donna temeva Dio ed era quindi sinceramente alla ricerca della verità, motivo per cui ascoltava le parole di Paolo. Il testo non ce lo dice ma è possibile che Dio avesse mandato Paolo in Macedonia proprio per rispondere alle preghiere di quella donna! Quando una persona cerca il Signore con tutto il suo cuore, il Signore si fa trovare.

E infatti il Signore fece la sua parte d è bella l’espressione che troviamo nel testo: “il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo”. Così da una parte quella donna era timorata di Dio e cercava Dio con sincerità e dall’altra Dio stesso operò nel suo cuore perché potesse comprendere il vangelo.

Ho incontrato alcune persone che dicono di cercare Dio ma non ascoltano davvero. Alcuni lo cercano solo in maniera intellettuale e critica ma non si dispongono ad ascoltare davvero la sua voce.

Ma come si giunge alla fede se non si ascolta ciò che Dio vuole dirci? E come potremo ascoltare la parola di Dio se essa non viene annunciata da coloro che hanno già creduto, come fece Paolo in questa occasione? Dio ha scelto di salvare gli uomini proprio attraverso quella che Paolo definì la “pazzia della predicazione”. Ed è per questo motivo che i cristiani predicano il vangelo, convinti che attraverso la predicazione biblica, Dio possa aprire i cuori di coloro che lo cercano e ascoltano con attenzione.

Quando la parola di Dio incontra un cuore ben disposto, che sta cercando la verità, come quello di Lidia, lo Spirito di Dio agisce e porta il peccatore a comprendere il suo piano di salvezza in Gesù Cristo e lo conduce a piegarsi di fronte a Dio per confessare il suo peccato e ricevere la vita nuova che solo Gesù Cristo può donare. Il credente che pone la sua fede in Cristo, viene rigenerato, ovvero il suo spirito viene trasformato dallo Spirito di Dio ed egli è in grado di essere in comunione con Dio.

Ecco come si diventa cristiani! Ecco cos’è la conversione! Non è una semplice adesione intellettuale ad una religione ma è un’operazione a cuore aperto che Dio compie dentro coloro che lo stanno cercando e si dispongono ad ascoltare.

La conversione non passa inosservata. Infatti, quando avviene una rigenerazione nel cuore del credente, i frutti non tardano a manifestarsi. La conversione di Lidia fu infatti immediatamente visibile nella sua disposizione a servire Paolo e i suoi compagni ospitandoli in casa sua. Inoltre ella coinvolse subito la sua famiglia e anche loro credettero al punto che furono battezzati.

Affinché possiamo definirci davvero cristiani deve esserci stata nella nostra vita un’operazione a cuore aperto. Dobbiamo cercare Dio, ascoltare la sua parola e disporci a riceverla affinché il Signore possa parlare al nostro cuore e possa trasformarci.

Affinché questo possa avvenire, noi che siamo già cristiani non dobbiamo stancarci di predicare il vangelo con cura, evitando di adulterare il messaggio, spinti dal semplice desiderio di vedere persone che aderiscono ad una religione e predicando invece quella parola di Dio che tocca i cuori e trasforma le vite!

Quando le cose vanno in questo modo, come nella vita di Lidia, lo Spirito Santo non tarderà a manifestare il proprio frutto e avremo ancora la gioia di assistere a tante operazioni a cuore aperto.

Atti degli apostoli

Quando Dio chiude una porta Doppio gioco

Commenti

  1. Avatar Franco Liotti
    Franco Liotti

    Fratello, grazie per questo biblicissimo incoraggiamento. Il Signore continui a benedirti.
    Franco

    1. Avatar Omar Stroppiana

      Grazie sempre per il tuo incoraggiamento

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