Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

La gioia di essere fratelli

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

Questa voce fa parte 80 di 82 nella serie Atti degli apostoli
Tre mesi dopo, ci imbarcammo su una nave alessandrina, recante l’insegna di Castore e Polluce, la quale aveva svernato nell’isola. Approdati a Siracusa, vi restammo tre giorni. Di là, costeggiando, arrivammo a Reggio. Il giorno seguente si levò un vento di scirocco, e in due giorni giungemmo a Pozzuoli. Qui trovammo dei fratelli, e fummo pregati di rimanere presso di loro sette giorni. E dunque giungemmo a Roma. Or i fratelli, avute nostre notizie, di là ci vennero incontro sino al Foro Appio e alle Tre Taverne; e Paolo, quando li vide, ringraziò Dio e si fece coraggio.
E quando entrammo a Roma, a Paolo fu concesso di abitare per suo conto con un soldato di guardia.

(Atti 28:11-16 – La Bibbia)

Indice della serie sugli Atti degli apostoli

“Nessun posto è bello come casa mia” diceva Dorothy Gale nel famoso film “Il mago di Oz”. Come darle torto? Normalmente, quando si è costretti ad allontanarsi da casa per periodi più o meno lunghi, non si vede l’ora di tornarci, soprattutto se a casa abbiamo delle persone che ci aspettano, persone alle quali vogliamo bene.

Questo è vero per tutti, anche per un cristiano ovviamente. Tuttavia se avete incontrato un cristiano che, trovandosi lontano da casa sua, ha comunque avuto il privilegio di trovare dei fratelli e delle sorelle che condividono la sua fede, egli vi dirà che è facile sentirsi a casa in ogni parte del mondo quando ti trovi in mezzo a veri discepoli di Gesù.

Paolo aveva fatto un lungo viaggio, pieno di difficoltà, ma finalmente era arrivato in Italia. Dopo due tappe veloci a Siracusa e Reggio era giunto a Pozzuoli.

Anche se il porto principale per chi si recava a Roma era Ostia, poteva capitare che alcune navi si fermassero a Pozzuoli se il porto di Ostia era pieno o inaccessibile per qualche ragione. A quel punto i viaggiatori potevano proseguire verso Roma via terra. Tuttavia prima di intraprendere il viaggio verso Roma il centurione aveva permesso che tutta la compagnia si fermasse una settimana a Pozzuoli e questo permise a Paolo di passare del tempo con alcuni fratelli del luogo.

Fratelli. Anche a distanza di migliaia di chilometri da Gerusalemme, in Italia, c’erano fratelli che condividevano la stessa fede di Paolo. Il vangelo nel giro di pochi decenni si era già espanso in maniera straordinaria. Paolo probabilmente non li conosceva prima di quel momento ma c’era la fede che li univa e questo bastava a renderli così famigliari. Chissà quale gioia ebbe Paolo quando si ritrovò in mezzo a loro!

Ma il Signore aveva riservato per Paolo una gioia ancora più grande! Infatti il Signore aveva messo nel cuore dei fratelli di Roma il pensiero di andare incontro a Paolo fino al Foro Appio e alle Tre Taverne, almeno cinquanta chilometri da Roma! Che accoglienza straordinaria aveva trovato Paolo da parte di quei fratelli che lui desiderava vedere da molti anni! Infatti nella sua lettera ai Romani, scritta qualche anno prima leggiamo:

Infatti desidero vivamente vedervi per comunicarvi qualche dono, affinché siate fortificati; o meglio, perché quando sarò tra di voi ci confortiamo a vicenda mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io. Non voglio che ignoriate, fratelli, che molte volte mi sono proposto di recarmi da voi (ma finora ne sono stato impedito) per avere qualche frutto anche tra di voi, come fra le altre nazioni. (Romani 1:11-13)

Sì, finalmente il Signore gli aveva permesso di realizzare il suo grande desiderio di incontrare quei fratelli e loro, con grande premura, gli erano andati incontro per parecchi chilometri per incontrarlo! Non ci stupisce la nota dell’autore che ci informa del fatto che quando li vide, Paolo ringraziò Dio e si fece coraggio. Dio era stato buono con Paolo ed egli si era sentito a casa anche a Roma perché anche lì c’erano fratelli e sorelle che gli volevano un gran bene anche se non lo conoscevano di persona!

Quando aveva scritto la lettera ai Romani Paolo non aveva idea di quali circostanze lo avrebbero portato a Roma e non poteva sapere quanto avrebbe avuto bisogno di conforto da parte della chiesa di Roma, ma il Signore sapeva bene quanto sarebbero risultate vere le sue parole quando lo ispirò nello scrivere “perché quando sarò tra di voi ci confortiamo a vicenda mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.”! Sì, l’apostolo Paolo avrebbe dato il suo contributo alla chiesa di Roma attraverso il suo insegnamento ma allo stesso tempo stava ricevendo molto da parte loro in uno dei momenti più difficili della sua vita, quando si accingeva ad essere giudicato di fronte al tribunale di Cesare.

Paolo aveva ringraziato Dio per quei fratelli che il Signore gli aveva dato lì a Roma, e noi quante volte ci ricordiamo di ringraziare il Signore per i fratelli che ci ha messo accanto? Quanto abbiamo bisogno di riscoprire il valore della fratellanza in Cristo… Quanto abbiamo bisogno di sentirci a casa in mezzo ad altri discepoli di Gesù come noi!

Se vi capita di incontrare dei credenti che vivono in zone dove incontrano raramente una persona che condivida la loro fede in Gesù, vedrete quale gioia esprimeranno quando un fratello o una sorella in Cristo capitano dalle loro parti. Molti di noi, che invece viviamo circondati da molti altri cristiani, quasi quasi non apprezziamo neanche il fratello o la sorella che Dio ci ha messo vicino mentre siamo portati ad evidenziarne ogni singolo difetto.

Spero che non sia necessario che il Signore ci porti a fare un’esperienza terribile come quella dell’apostolo Paolo per imparare a ringraziare Dio per i fratelli che ci ha dato. Che Dio ci dia di provare la gioia della comunione fraterna che ci permette di sentirci a casa ovunque ci siano discepoli di Gesù.

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