Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

La fine è solo l’inizio

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E Paolo rimase due anni interi in una casa da lui presa in affitto, e riceveva tutti quelli che venivano a trovarlo, proclamando il regno di Dio e insegnando le cose relative al Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.

(Atti 28:30-31 – La Bibbia)

Indice della serie sugli Atti degli apostoli

“No dai… Non può finire così!” Quante volte ci siamo ritrovati ad usare questa espressione quando siamo arrivati alla fine di un film o di un libro con l’impressione che la storia si sia interrotta proprio sul più bello lasciandoci un po’ con l’amaro in bocca…

La fine del libro degli atti potrebbe lasciare alcuni con la medesima sensazione. Che ne è stato di Paolo? È stato poi giudicato da Cesare? È stato liberato o è stato condannato?

Ma se ci pensiamo bene il libro degli Atti finisce proprio nel modo migliore.

Infatti il libro era cominciato con Gesù che prima della sua ascensione aveva detto ai discepoli: “riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (At 1:8). In quale modo migliore poteva terminare se non mostrandoci Paolo a Roma, la capitale dell’impero che era stata raggiunta con il vangelo? I discepoli di Gesù avevano portato avanti il suo programma e nel giro di pochi decenni il messaggio a partire da Gerusalemme si era davvero espanso verso le estremità della terra nonostante tutti gli impedimenti che aveva trovato sul suo cammino!

Il libro ci ha mostrato che i discepoli di Gesù sono stati perseguitati fin dal principio ma questo non ha impedito che il messaggio si espandesse sempre di più. Anche il viaggio di Paolo verso Roma era stato pieno di pericoli ma alla fine Paolo era arrivato e l’autore conclude con una scena che ci trasmette una certa serenità e speranza. Infatti Paolo per due anni interi, nonostante fosse agli arresti domiciliari, poté parlare del regno di Dio e del Re dei Re, il Signore Gesù Cristo, senza alcun impedimento!

Il messaggio è forte e chiaro: Paolo era prigioniero ma il vangelo era libero e continuava ad espandersi!

Anche se Paolo è stato un personaggio importante nel libro, il protagonista fin dal principio è stato il Signore Gesù Cristo e il suo programma, un programma che è andato sempre avanti nonostante le difficoltà e non si sarebbe arrestato neanche in seguito, indipendentemente dal destino di Paolo!

Infatti il vangelo ha continuato ad essere predicato a uomini e donne di tutte le nazioni sulla faccia della terra dal primo secolo fino ad ora e ha raggiunto miliardi di persone nel corso del tempo! La fine del libro degli Atti è solo l’inizio dell’opera di Gesù nell’edificazione della sua chiesa, ovvero la comunità di tutti coloro che avrebbero creduto in Lui in ogni luogo e in ogni tempo.

Diversi documenti storici posteriori testimoniano del fatto che Paolo morì martire alcuni anni dopo proprio per mano di Nerone. Ma Paolo non è stato il primo né sarebbe stato l’ultimo martire per il nome di Gesù. La storia è piena di martiri e ancora ai giorni nostri, proprio in questo momento, ci sono uomini e donne che rischiano di essere uccisi proprio perché sono cristiani.

Ma nonostante la persecuzione, il vangelo è giunto fino a noi e continuerà ad essere predicato fino alla fine dell’età presente, fino al giorno in cui il Re dei Re, Gesù il Cristo, tornerà nel suo regno per sconfiggere i suoi nemici e per accogliere coloro che hanno creduto in Lui affinché possano regnare con Lui.

La fine è solo l’inizio. Il vangelo era libero e sarebbe stato predicato in tutto il mondo secondo il programma che Gesù stesso aveva stabilito. A distanza di venti secoli possiamo testimoniare del fatto che le cose sono andate proprio così.

La fine è solo l’inizio. I primi discepoli di Gesù sono stati ambasciatori del Re dei Re portando avanti l’incarico che Gesù aveva affidato loro. Ognuno di noi ha la responsabilità di raccogliere il testimone di Paolo e di tutti i credenti che ci hanno preceduto per continuare a proclamare il regno di Dio e insegnare le cose relative al Signore Gesù il Messia.

In attesa del ritorno del re, siamo proprio noi i suoi ambasciatori, responsabili di far crescere il suo regno, di gettare il seme affinché possa finire in buona terra e portare frutto, continuando quel percorso di espansione verso le estremità della terra proprio come Gesù aveva detto: “Il regno di Dio è simile a un granello di senape, il quale, quando lo si è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma quando è seminato, cresce e diventa più grande di tutti gli ortaggi; e fa dei rami tanto grandi, che all’ombra loro possono ripararsi gli uccelli del cielo.” (Matteo 4:31-32)

Atti degli apostoli

Orecchie che ascoltano

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