- Il vangelo di Dio
- Non vedo l’ora di incontrarti
- La potenza del vangelo
- L’uomo non ha scuse
- Un creato sconvolto
- In balìa di se stesso
- Il giusto giudizio di Dio
- Nessun favoritismo
- Un segno sul cuore
- Dio resta fedele
- Nessun giusto
- Giustificati per grazia!
- Il Dio di tutti i popoli
- Figli di Abramo
- Eredi delle promesse
- Fermi nella grazia
- Saremo salvati!
- Grazie a quell’uno!
- Grazia sovrabbondante
- Morto e risorto con Gesù
- Liberati dal peccato
- Due strade, due destinazioni
- Lo spirito e la lettera
- Faccia a faccia con il peccato
- Me infelice! Chi mi libererà?
- Lo Spirito che libera
- Quando c’è lo Spirito di Dio
- Siamo figli ed eredi!
- In attesa della gloria
- Chi ci separerà da Dio?
- Una grande tristezza
- Il proponimento di Dio
- Il vasaio e l’argilla
- Il resto sarà salvato
- L’obiettivo della legge
- La legge e la fede
- Vicini e lontani
- Un residuo fedele
- Quando Israele si rialzerà
- Bontà e severità di Dio
- Misericordia per tutti
- A Lui sia la gloria
- Una mente trasformata
- Una comunità che funziona
- Un antidoto al male
- A ciascuno il dovuto
- Il giorno è vicino!
- Non disprezzare l’altro
- Libero di scandalizzare?
- Sei davvero forte?
- Uniti nella lode
- Un servizio prezioso
- Lavoriamo insieme!
- Un saluto a tutti i santi
- Occhio al veleno!
- Il mio vangelo
Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie! Infatti «chi ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio?» Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.
(Romani 11:33-36- La Bibbia)
Indice della serie sulla Lettera ai Romani
Quando si arriva in cima ad una vetta dopo essersi arrampicati per alcune ore non si può fare a meno di fermarsi un po’ per godersi il panorama.
Paolo nella sua trattazione fino alla fine di questo capitolo ha dovuto presentare ragionamenti piuttosto elaborati per mostrare il modo in cui Dio ha sviluppato il suo piano per redimere l’umanità ribelle. In particolare nei capitoli 9-11 si è soffermato su una questione che gli stava molto a cuore, infatti il rifiuto di Gesù il Messia da parte di molti suoi connazionali era una ferita che gli causava molto dolore. Ma egli non voleva che i suoi lettori non Ebrei arrivassero alla conclusione che Dio avesse rigettato Israele come popolo e così, con molta pazienza, ha illustrato il piano di Dio anche per Israele e il modo in cui Dio ha sempre mantenuto fede al proprio patto rinnovando le sue promesse al residuo fedele che non era mai mancato nella storia di Israele dai tempi di Mosè fino a quel momento. Aveva poi messo in guardia gli stranieri dall’insuperbirsi nei confronti dei Giudei, invitandoli a ricordare che tutti siamo peccatori bisognosi della misericordia di Dio e che Egli mostra la sua misericordia verso i Giudei che si convertono nello stesso modo in cui la mostra ai gentili.
A questo punto, come diverse volte accade nelle lettere di Paolo, l’apostolo sente una spinta interiore a fermarsi un attimo per glorificare Dio. E così dovremmo fare anche noi.
Se infatti consideriamo il piano di Dio per la salvezza dell’umanità non possiamo fare a meno di esclamare con Paolo: “Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza (ovvero conoscenza) di Dio!”
Il piano di Dio supera la nostra immaginazione. Anzi, la storia stessa di Israele dimostra che gli uomini tendono a fraintendere le intenzioni di Dio. Dio aveva scelto Israele per essere luce delle nazioni e Israele aveva invece finito per prendere le distanze dai gentili! Al tempo opportuno Dio si era manifestato in Gesù il Messia il quale era morto per i peccati di ogni essere umano, Giudeo o gentile, infatti, a differenza di quanto pensano gli esseri umani, nessuno potrebbe mai essere giusto davanti a Dio per i propri meriti. Dio aveva poi riaffermato con forza il suo piano originale di inclusione degli stranieri non lasciando alcun dubbio agli apostoli quando aveva mandato il suo Spirito Santo anche sugli stranieri incirconcisi (At 10)! Ma questo aveva ancora di più alimentato la frattura tra i Giudei che avevano creduto in Gesù e quelli che lo avevano rifiutato. Eppure, come Paolo aveva illustrato, Dio non si sarebbe arreso e, attraverso l’inclusione dei gentili, avrebbe raggiunto ancora il popolo di Israele con la sua grazia e misericordia.
Difficile per noi esseri umani concepire un piano di questo genere vero? Le vie di Dio non sono le nostre vie e i suoi pensieri non sono i nostri pensieri. Rimaniamo meravigliati e non possiamo fare altro che inchinarci di fronte alla sua saggezza.
Chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio? In queste frasi Paolo esprime concetti presenti in diversi brani delle scritture come Isaia 40:13-14 e Giobbe 41. In particolare in Gb 41:3 il Signore afferma:
Chi mi ha anticipato qualcosa perché io glielo debba rendere? Sotto tutti i cieli, ogni cosa è mia. (Gb 41:3)
Ed è proprio su questo concetto che Paolo si sofferma per concludere questa sezione. Dio è il Creatore di ogni cosa, ogni cosa è sua. Ogni cosa proviene da lui, è stata creata per mezzo di lui ed in vista di lui!
Noi esseri umani pensiamo di essere al centro dell’universo e che tutto ruoti intorno a noi ma dobbiamo invece prendere atto di una realtà molto diversa e dare gloria a Dio riconoscendo che tutto ruota intorno a Lui! Noi esistiamo perché egli lo ha voluto in modo che potessimo relazionarci con lui. Egli conosce ognuno di noi nei minimi dettagli e ci conosceva già quando non eravamo nemmeno nei pensieri dei nostri genitori. La nostra vita sembra non avere un senso ed essere destinata a finire con la morte ma Egli vuole invece che troviamo proprio in Lui un senso alla nostra vita perché Egli vuole darci la vita eterna ed è per questo che ha un piano così meraviglioso per la salvezza degli esseri umani, un piano che Paolo ha spiegato in maniera dettagliata proprio in questa lettera ai Romani.
Nel considerare quanto Dio ci ha amati non possiamo fare altro che unirci all’apostolo Paolo nell’affermare: “A lui sia la gloria in eterno.” Amen.


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