Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Un residuo fedele

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Dico dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? No di certo! Perché anch’io sono israelita, della discendenza di Abraamo, della tribù di Beniamino. Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha preconosciuto. Non sapete ciò che la Scrittura dice a proposito di Elia? Come si rivolse a Dio contro Israele, dicendo: «Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demolito i tuoi altari, io sono rimasto solo e vogliono la mia vita»? Ma che cosa gli rispose la voce divina? «Mi sono riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal». Così anche al presente, c’è un residuo eletto per grazia. Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia. Che dunque? Quello che Israele cerca, non lo ha ottenuto; mentre lo hanno ottenuto gli eletti; e gli altri sono stati induriti, com’è scritto: «Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchie per non udire, fino a questo giorno». E Davide dice: «La loro mensa sia per loro una trappola, una rete, un inciampo e una retribuzione. Siano gli occhi loro oscurati perché non vedano e rendi curva la loro schiena per sempre».
(Romani 11:1-10 – La Bibbia)

Indice della serie sulla Lettera ai Romani

Il rifiuto del Messia da parte di molti in Israele determinava un cambiamento nel piano di Dio? Dio avrebbe rigettato il suo popolo?

L’apostolo Paolo ha  dimostrato nelle sezioni precedenti che Dio aveva già previsto e annunciato attraverso Mosè e i profeti l’avvicinamento di coloro che erano lontani da Lui, fra le nazioni che non avevano ricevuto la sua legge, ma l’avvicinamento di costoro non significa certamente un ripudio del popolo di Israele da parte di Dio.

Infatti era evidente che molti in Israele avevano risposto affermativamente alla chiamata di Dio. D’altra parte, come l’apostolo Paolo osserva, egli era proprio uno di questi!

Il Signore aveva scelto Israele nei tempi antichi e aveva stabilito un rapporto con loro diverso da quello che aveva stabilito con ogni altra nazione. Anzi Israele era l’unica nazione che Dio stesso aveva formato per essere di benedizione a tutte le altre nazioni a partire dalla discendenza di Giacobbe attraverso la quale avrebbe attuato la promessa fatta ad Abramo: “Tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce” (Ge 22:18).  Quindi la nazione di Israele era stata scelta da Dio addirittura prima che esistesse come nazione… Si poteva pensare che Dio ora avesse completamente dimenticato la nazione che lui stesso aveva formato? Non aveva più nessun significato per lui?

L’apostolo Paolo fa notare che ciò che stava accadendo ai suoi tempi, ovvero l’indurimento nei confronti della parola di Dio da parte di molti suoi connazionali, si era già verificato diverse volte nel passato. In particolare egli ricorda ai suoi lettori la situazione terribile in cui si trovava il popolo di Israele ai tempi di Elia che aveva addirittura pensato di essere rimasto l’unico uomo ancora fedele a Dio in Israele. Ma il Signore lo aveva rassicurato rivelandogli che c’erano almeno altri settemila uomini che come lui non si erano abbandonati all’idolatria (1Re 19:14-18).

Così anche al presente, nel momento in cui Paolo scriveva, c’era un residuo di Israeliti che avevano creduto in Gesù come Messia ed erano certamente ben più di settemila visto che tremila Giudei si erano già convertiti nel solo giorno di Pentecoste, quel primo giorno di annuncio pubblico del vangelo di Gesù  da parte degli apostoli (At 2:41)!

Anche se molti in Israele avevano creduto di poter raggiungere la giustizia di Dio attraverso le proprie opere (At 9:32), grazie a Dio c’era un residuo di Giudei che si erano avvicinati a Dio nel modo giusto confidando nella grazia di Dio rivelata attraverso Gesù Cristo. All’interno del popolo di Israele c’era quindi un residuo eletto (ovvero scelto) per grazia, non per opere,  un residuo fedele che aveva risposto alla chiamata di Dio adempiendo il piano di Dio per il suo popolo.  Grazie a quel residuo, Israele con il suo Messia era comunque stato luce delle nazioni come Dio aveva stabilito. L’elezione di Israele non era quindi finita nel vuoto come molti potevano pensare ma aveva raggiunto il suo obiettivo!

Purtroppo era vero che gran parte del popolo aveva rifiutato la parola di Dio come era accaduto anche nei tempi antichi.  Ad esempio, sia ai tempi di Mosé che ai tempi di Isaia il Signore aveva fatto grandi opere in mezzo al popolo eppure la maggioranza non aveva risposto in maniera adeguata come il Signore aveva prontamente denunciato:

…ma, fino a questo giorno, il SIGNORE non vi ha dato un cuore per comprendere, né occhi per vedere, né orecchi per udire. (Deuteronomio 29:3)

È il SIGNORE che ha sparso su di voi uno spirito di torpore; ha chiuso i vostri occhi, i profeti, ha velato i vostri capi, i veggenti. (Isaia 29:10)

Qualcuno di fronte a questi versetti potrebbe obiettare: ” Ma com’è possibile che Dio non volesse farsi comprendere dal suo popolo?” In realtà se si considera la storia di Israele fino ad Isaia si comprende che le cose non stanno proprio così…  Si noti infatti che il Signore seguì con Israele lo stesso principio adottato con il faraone in Egitto. Il faraone aveva indurito il suo cuore e Dio, continuando a sfidarlo con le sue opere potenti, lo aveva reso sempre più duro (si legga il commento a Romani 9:17 qui).  Allo stesso modo Israele si era ribellato al Signore già subito dopo l’uscita dall’Egitto eppure il Signore aveva continuato ad operare in mezzo a loro; ma di fronte all’opera di Dio i cuori ribelli erano rimasti insensibili. Così Dio aveva agito sempre nella storia di Israele, continuando ad operare in mezzo a loro e sopportando la  ribellione dei più.  Dio aveva sempre mandato dei profeti ad avvertire il suo popolo, ma i più li avevano ignorati diventando sempre più duri. A quel punto, ai tempi di Isaia, il popolo era ormai pronto per il giudizio di Dio. Anche se si fossero rivolti ai loro veggenti avrebbero ascoltato solo bugie perché Dio non avrebbe parlato loro, così la loro unica possibilità era quella di ascoltare Isaia. Ma Dio sapeva che essi non lo avrebbero ascoltato, e aveva annunciato ad Isaia che  la sua predicazione  avrebbe solo reso i loro cuori sempre più ostinati e ribelli:

«Va’, e di’ a questo popolo: “Ascoltate, sì, ma senza capire; guardate, sì, ma senza discernere!” Rendi insensibile il cuore di questo popolo, rendigli duri gli orecchi, e chiudigli gli occhi, in modo che non veda con i suoi occhi, non oda con i suoi orecchi, non intenda con il cuore, non si converta e non sia guarito!» (Isaia 6:9-10)

C’è quindi una certa ironia in questi versetti. Il Signore voleva certamente che il suo popolo lo ascoltasse, ma ormai erano talmente duri che il messaggio di Isaia li avrebbe solo resi più ostinati, cosa che puntualmente avvenne. Se ci pensiamo bene, accade sempre così: il messaggio del Vangelo può salvare chi ha un cuore attento per ascoltare ma non fa altro che indurire chi persiste nella sua ribellione.

L’altro brano citato da Paolo, il salmo 69, è un salmo in cui Davide chiede al Signore di intervenire in suo favore facendo giustizia nei confronti di coloro che lo perseguitavano e attentavano alla sua vita senza motivo. Citando questo brano Paolo vuole quindi indicare che i suoi fratelli Giudei che stavano rifiutando Gesù il Messia, discendente di Davide, si stavano comportando da ribelli proprio come coloro che avevano maltrattato Davide, attirando su di loro la medesima condanna. Dio non stava quindi rigettando  il suo popolo ma avrebbe comunque fatto giustizia condannando i ribelli, anche se appartenenti al popolo di Israele.

Paolo ha quindi dimostrato che ciò che stava accadendo ai suoi tempi era già accaduto in passato e non c’era da stupirsi. Come nei tempi antichi, anche al presente alcuni si erano sottomessi a Dio e altri si erano ribellati. Tuttavia Dio non avrebbe rigettato il suo popolo per colpa dei ribelli, ma avrebbe continuato a mantenere le sue promesse realizzandole attraverso quel residuo fedele che mai è mancato nella storia di Israele.

Se ai tempi di Elia Dio non aveva ripiudato il suo popolo perché c’erano settemila uomini che gli erano rimasti fedeli, Paolo era certo che non lo avrebbe fatto neanche in futuro. Dio mantiene le sue promesse e mostra il suo amore verso il suo popolo anche se rimane solo un residuo fedele.

Lettera ai Romani

Vicini e lontani Quando Israele si rialzerà

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