Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Giustificati per grazia!

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This entry is part 12 of 56 in the series Lettera ai Romani
Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono – infatti non c’è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù.
(Romani 3:21-26 – La Bibbia)

Indice della serie sulla Lettera ai Romani

Se nessuno può reclamare la propria giustizia davanti a Dio per mezzo delle proprie opere, quale speranza può esserci per l’uomo?

Nella sezione precedente avevamo visto che il Giusto Giudice ha pronunciato una sentenza di colpevolezza per tutti gli esseri umani, ma grazie a Dio c’è una via d’uscita, c’è ancora una possibilità di essere assolti!

Tutti gli uomini sono peccatori e colpevoli, ma Paolo ha una buona notizia per tutti noi! Infatti Dio ha rivelato la sua giustizia, ovvero il modo in cui Lui stesso mette a posto le cose, risolvendo il problema del peccato per tutti gli uomini, indipendentemente dal fatto che hanno ricevuto la legge oppure no.

La soluzione di Dio non era una novità assoluta, bensì era il metodo che Dio stesso aveva rivelato già nella legge stessa e proclamato attraverso tutti i suoi profeti! Infatti leggendo l’antico testamento ci rendiamo conto del fatto che nessun Ebreo poteva pensare di restare in piedi di fronte al giudizio di Dio per mezzo delle proprie opere. C’era sempre stato un solo metodo per essere dichiarati giusti davanti a Dio, ovvero riconoscere il proprio peccato e cercare il perdono di Dio attraverso la sua grazia. La stessa legge prevedeva infatti dei sacrifici per il peccato che ricordavano agli Ebrei la loro condizione di peccato e il loro bisogno di essere graziati da Dio. Chiunque avesse offerto quei sacrifici in modo meccanico, come era accaduto nella storia di Israele, senza prestare attenzione a ciò che faceva, non poteva pensare di essere perdonato da Dio, come il Signore aveva denunciato attraverso i suoi profeti; ad esempio in Isaia 1:11 leggiamo: “«Che m’importa dei vostri numerosi sacrifici?», dice il SIGNORE; «io sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di bestie ingrassate; il sangue dei tori, degli agnelli e dei capri, io non lo gradisco»”.

Ma Paolo vuole attirare la nostra attenzione sul fatto che la legge e i profeti puntavano anche ad un modo definitivo in cui Dio avrebbe manifestato la sua giustizia, attraverso un sacrificio definitivo per tutti gli uomini: Gesù stesso.

Se da una parte tutti hanno peccato e sono degni di condanna, dall’altra tutti possono essere giustificati gratuitamente per la grazia di Dio se credono in ciò che Gesù Cristo ha fatto per loro!

La condanna per il peccato è la morte e Dio ha dimostrato la sua giustizia applicando la sentenza di morte. Ma come nell’antico testamento venivano offerti animali che rappresentavano la vita di chi li offriva, così ora Dio aveva prestabilito che fosse offerto un sacrifico definitivo in cambio della vita di ogni essere umano.

Così come il sommo sacerdote entrava nel luogo santissimo nel tabernacolo una volta all’anno con il sangue delle vittime sacrificali, così Gesù ha offerto se stesso una sola volta e per sempre (Eb 9:12) presentandosi al Padre come un sacrificio propiziatorio, un sacrificio che distoglie l’ira di Dio da noi. Ecco quindi il senso profondo del sacrificio volontario di Gesù sulla croce… Gesù ha pagato per il nostro peccato, una vita è stata data al nostro posto, quindi giustizia è stata fatta, e allo stesso tempo noi siamo redenti, ovvero liberi dalla colpa e dalla condanna che gravava su di noi.
Dio è stato paziente e tollerante con l’uomo e non ha subito eseguito la condanna a morte definitiva per il peccato dell’uomo. Se Dio avesse agito così con gli esseri umani, nessuno di noi, con la legge o senza legge, sarebbe stato assolto dal Giusto Giudice!
Ora però la condanna in Gesù è stata eseguita. Dio è giusto condannando il peccato e allo stesso tempo è amorevole nei confronti dei peccatori giustificando coloro che hanno fede in Gesù. La giustizia di Dio e il suo amore si incontrano perfettamente sulla croce in Gesù il Messia! Questa sì che è una buona notizia!

Improvvisamente tutto è chiaro, vero? La croce di Cristo è l’evento centrale della storia umana. In Gesù il Messia, Dio ha provveduto per i peccati commessi nel passato, anche ai tempi dell’antico testamento, così come quelli che saranno commessi in futuro fino al giudizio finale. I sacrifici offerti nell’antico testamento erano figura del sacrificio definitivo che Gesù ha fatto una volta per tutte e in futuro non c’è più bisogno di offrire sacrifici a Dio per il proprio peccato perché Gesù lo ha già fatto una volta per tutte!

Avete notato la parola “gratuitamente”? Il Signore non vuole che ci infliggiamo delle punizioni nel tempo presente per scontare i nostri peccati né vuole che passiamo parte dell’eternità in un luogo in cui espiamo i nostri peccati per poi poter accedere al paradiso! Queste sono solo invenzioni degli uomini che negano ciò che questi versetti insegnano in modo molto chiaro. Il Signore vuole invece che accettiamo per fede ciò che Gesù ha fatto per noi perché egli vuole giustificarci gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Se non lo hai mai fatto, confessa ora a Dio il tuo peccato e ricevi gratuitamente la grazia di Dio e la vita eterna che Dio vuole darti. Sì, unisciti anche tu a coloro che possono dire: “Grazie Signore perché sono giustificato solo per la tua grazia!”.

Lettera ai Romani

Nessun giusto Il Dio di tutti i popoli

Commenti

  1. Avatar Emanuele De Maria
    Emanuele De Maria

    buongorno , sono Emanuele, , finalmente da questa spiegazione ho quasi capito il significato del sacrificio di Gesu’ per noi, infatti noi credenti cattolici abbiamo appreso l’insegnamento che “Gesu’ è morto per noi”, in maniera meccanica, come imparare una poesia a memoria senza capirne il nesso, era una domanda che mi ero sempre fatto. Le lettere di san Paolo, come la Bibbia hanno bisogno di qualcuno che ti possa suggerire l’esatto significato di quelle parole scritte, infatti a volte la celebrazione Eucaristica diventa un momento difficile da seguire perchè non si capiscono le parole delle letture, quindi le istituzioni ecclesiastiche dovrebbero trovare un modo per aprire la nostra mente alla parola di Dio

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