Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Il vangelo di Dio

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Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato a essere apostolo, messo a parte per il vangelo di Dio, che egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti; cioè Gesù Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale abbiamo ricevuto grazia e apostolato perché si ottenga l’ubbidienza della fede fra tutti gli stranieri, per il suo nome – fra i quali siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo – a quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati santi, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo.

(Romani 1:1-7 – La Bibbia)

Indice della serie sulla Lettera ai Romani

Chi non ama le buone notizie? In un mondo pieno di sofferenza e violenza, fa sempre piacere ascoltare una buona notizia.

Forse non lo sai ma la parola “vangelo” è la translitterazione di una parola che significa proprio “buona notizia”, e questa lettera che l’apostolo Paolo scrisse ai cristiani di Roma nel primo secolo ha per oggetto proprio la “buona notizia di Dio”, il Vangelo di Dio. Di cosa si tratta?

Paolo in questa introduzione ci dà diverse informazioni su questa buona notizia.

Innanzitutto egli ci dice che il contenuto della buona notizia era già stato promesso da Dio in passato, infatti i profeti di Dio ne avevano già parlato nelle sacre scritture, quello che oggi noi conosciamo generalmente come antico testamento. Quindi questa buona notizia non è una novità inventata da Paolo o dagli altri apostoli ma è qualcosa che Dio aveva già promesso molto tempo prima… In effetti si può dire che questa buona notizia è l’argomento centrale di tutte le scritture, l’argomento intorno al quale ruota tutta la bibbia.

La buona notizia di Dio riguarda suo Figlio. Cosa significa? Chi è questo Figlio di Dio?

Il termine “Figlio di Dio” era stato utilizzato in vari modi nell’antico testamento, ma in questo caso ci si riferisce al Cristo (tr. dal greco) o al Messia (tr. dall’ebraico), un titolo che significa l’Unto e designava un Re molto speciale che era stato promesso a Davide come suo discendente (2 Sa 7:16), uno che secondo diverse profezie dell’antico testamento avrebbe reso stabile per sempre il Regno di Davide. Nel Salmo 2 ci si riferisce al Re scelto da Dio proprio indicandolo come “Figlio di Dio”:

Il SIGNORE mi ha detto: «Tu sei mio figlio, oggi io t’ho generato.
Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra. Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d’argilla». (Salmo 2:7-9)

Questo brano del Salmo 2 verrà ripreso nel nuovo testamento proprio per indicare Gesù (es. Ap 12:5, 19:15).

Nel nuovo testamento il termine “Figlio di Dio” ha assunto poi un significato ancora più ampio indicando proprio la natura divina di Gesù che emerge in diverse parti del nuovo testamento, nel racconto dei vangeli e nella testimonianza dei suoi discepoli che troviamo nel libro degli Atti e nelle lettere. Sarà Giovanni in particolare ad attirare l’attenzione sulla divinità di Gesù nel suo vangelo, nelle sue lettere e in modo particolare nell’Apocalisse.

Una caratteristica importante del Cristo Re sarebbe stato il suo regno eterno, come aveva indicato il profeta Daniele (Da 7:13-14). Coloro che leggevano le scritture si aspettavano quindi che il Messia non sarebbe mai morto, come dissero anche a Gesù contestandolo quando aveva annunciato la sua morte: «Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno; come mai dunque tu dici che il Figlio dell’uomo dev’essere innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo?» (Gv 12:34). Insomma il fatto che Gesù avesse parlato della sua morte era per loro incompatibile con il fatto che potesse essere il Cristo Re che stavano aspettando.

Per questo motivo, anche in questo brano, Paolo sottolinea che Gesù è risorto! Infatti Gesù è un discendente di Davide da un punto di vista umano e la sua risurrezione dai morti conferma proprio che egli è il Cristo, il Figlio di Dio. Se Gesù fosse rimasto nella tomba non sarebbe potuto essere il Cristo perché non avrebbe potuto regnare in eterno. Ma Dio manifestò la sua potenza risuscitandolo dai morti e in questo modo confermò che Gesù era proprio il Cristo promesso, ecco perché Paolo dichiara che Gesù è stato dichiarato figlio di Dio con potenza mediante la risurrezione dai morti.

Paolo era un servo di Dio e un apostolo, ovvero un inviato, un araldo di questo Re dedicato ad annunciare la sua venuta. I Romani sapevano che la nascita di un Re e in particolare di un “Cesare” veniva propagandata dagli araldi del Re per tutto l’impero come una “buona notizia”! A maggior ragione, Gesù, il Re dei Re, aveva i suoi araldi inviati per tutto il mondo a proclamare la sua venuta in questo mondo! E Paolo aveva proprio ricevuto da Dio quell’incarico.

Perché la venuta di Gesù in questo mondo è una buona notizia degna di essere annunciata ovunque? Perché la venuta di Gesù Cristo in questo mondo ha cambiato la storia dell’umanità per sempre! È l’evento che divide in due la storia, infatti Gesù ha inaugurato con la sua risurrezione la nuova creazione di Dio! Come Lui è risorto, così potranno risorgere a vita eterna tutti coloro che ripongono in Lui la loro fede.

L’apostolo Paolo era consapevole del fatto che per mezzo di Gesù aveva ricevuto la grazia di Dio, infatti nel resto della lettera svilupperà in maniera specifica questo concetto. Come vedremo in seguito, l’essere umano è peccatore e ribelle verso Dio ma il Signore nella sua grazia gli ha dato l’opportunità di essere salvato attraverso il sacrificio di Gesù.

Paolo sentiva la responsabilità di essere un apostolo, un inviato di Dio per testimoniare di questa realtà in particolare agli stranieri, a coloro che non erano Ebrei come lui, ma avevano comunque la possibilità di ricevere la grazia di Dio ubbidendo alla fede, ovvero sottomettendosi al piano di Dio per la loro salvezza.

Gesù Cristo il Re è venuto per salvare gli esseri umani e per darci vita eterna! Non è questa la più bella delle notizie? Ma la salvezza non è automatica, siamo chiamati ad ubbidire alla fede, accettando la buona notizia e gli insegnamenti che Gesù ha affidato ai suoi apostoli. Dobbiamo riconoscerlo come Salvatore e Signore, sottomettendoci a Dio per essere riconciliati con Lui e vivere secondo la sua volontà per il resto della nostra vita.

Paolo desiderava che la buona notizia, il vangelo di Dio, potesse toccare il cuore del maggior numero possibile di persone. La chiesa cristiana di Roma non era stata fondata da Paolo, ma egli scrive loro questa lettera proprio perché desiderava recarsi anche nella capitale dell’impero per condividere il vangelo di Dio. Cesare poteva anche imporre la sua pax romana ma c’era un Re di cui Paolo era proclamatore che avrebbe dato a tutto l’impero e tutto il mondo una grazia e una pace che solo il Dio Creatore dell’universo può donare agli esseri umani. Anche tu puoi essere partecipe della sua grazia e della sua pace se hai ubbidito alla fede ricevendo il vangelo di Dio riguardante suo figlio Gesù Cristo.

Lettera ai Romani

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