Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Un creato sconvolto

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

Questa voce fa parte 5 di 56 nella serie Lettera ai Romani
Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.

(Romani 1:24-27 – La Bibbia)

Indice della serie sulla Lettera ai Romani

Il punto di vista di Dio è completamente diverso dal nostro. Molto spesso le persone guardano le brutture di questo mondo e si chiedono come possa esserci un Dio buono e giusto…

La bibbia ci offre una tesi opposta. Dio ha creato questo mondo e lo ha affidato all’uomo affinché potesse prendersene cura. Ma l’uomo ha escluso Dio dalla propria esistenza e per questo motivo “Dio li ha abbandonati all’impurità”, “Dio li ha abbandonati a passioni infami”. Ovvero Dio ha lasciato libero l’uomo di seguire il proprio traviamento ma ovviamente l’uomo è responsabile delle sue scelte.

La situazione attuale non è quindi stata causata da Dio ma è piuttosto la dimostrazione che l’uomo senza Dio, e in balìa di se stesso, non può fare altro che autodistruggere sé stesso e il resto del creato. L’uomo, abbandonato a sé stesso, ha seguito i desideri del proprio cuore ed è andato di male in peggio.

Qualcuno potrebbe stupirsi del fatto che come esempio di traviamento dell’uomo Paolo si soffermi in particolare sul rapporto omosessuale. Infatti ci sono peccati ben più evidenti e gravi di questo, ad esempio l’omicidio o il furto o tante altre forme di violenza.

Questa osservazione è assolutamente pertinente e facciamo bene a riflettere sul motivo per cui Paolo ha scelto proprio questo peccato per illustrare l’allontanamento dell’uomo da Dio.

Intanto osserviamo che la connessione tra idolatria e deviazioni sessuali che a noi potrebbe sembrare oscura, era piuttosto evidente ai tempi di Paolo dal momento che spesso le religioni pagane erano caratterizzate da prostituzione sacra e sessualità promiscua etero e omosessuale. Ma le deviazioni sessuali non erano certamente l’unica conseguenza dell’idolatria dell’uomo…

Forse Paolo era omofobo e considerava questo peccato più disgustoso di altri? Non credo. Credo invece che sia opportuno riflettere sul fatto che la sessualità, la complementarietà dell’uomo e della donna emergono subito nella prime pagine della bibbia, nello stesso atto creativo di Dio: “Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.“( Ge 1:27). Inoltre subito dopo lì benedì e diede loro il primo comandamento, il primo compito che erano responsabili di portare avanti: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». (Ge 1:28)

Nel brano che stiamo prendendo in considerazione ha quindi senso che Paolo si riferisca all’omosessualità proprio come l’esempio più rappresentativo della ribellione dell’uomo all’ordine che Dio ha stabilito nella creazione. Se l’umanità cessa di portare avanti la relazione naturale tra uomo e donna, viene meno la conservazione stessa del genere umano. In quale modo l’uomo potrebbe dimostrare meglio il suo disprezzo per il proprio creatore? È come se Paolo volesse farci capire che se l’uomo si è traviato su questo aspetto possiamo solo immaginare il suo traviamento in tutto il resto della sua vita. Non si tratta necessariamente del peccato più grave ma certamente del peccato che rappresenta in maniera più evidente il ribaltamento dell’ordine creazionale.

Questo brano quindi non ha tanto lo scopo di stigmatizzare il peccato di omosessualità rispetto ad altri peccati e di puntare il dito verso il singolo che commette questo peccato. Piuttosto ha lo scopo di mostrare l’effetto del peccato sull’umanità che porta a ribaltare l’ordine creazionale a partire dagli elementi di base che Dio ha creato, maschio e femmina, offrendo un esempio lampante di un problema di ribellione che riguarda tutti gli esseri umani.

Le malattie trasmissibili attraverso la sessualità erano già piuttosto note e diffuse a quel tempo anche perché non c’erano mezzi preservativi per impedirne la diffusione. Paolo nella sua conclusione sembra quindi riferirsi a questo aspetto quando dice che in seguito al rapporto omosessuale gli uomini ricevevano “in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.” Di nuovo, questo non implica che, ai tempi di Paolo, tutti coloro che praticavano l’omosessualità si ammalassero, ma Paolo concluse la sezione con questa frase per attirare la nostra attenzione sul fatto che il peccato, qualunque esso sia, ha sempre delle conseguenze che prima o poi si manifesteranno.

In conclusione, viviamo in un creato sconvolto dal peccato perché Dio ha lasciato che l’uomo seguisse la sua strada. Questo ha portato l’uomo ad allontanarsi sempre di più da Dio ribellandosi all’ordine di Dio anche negli aspetti più basilari che riguardano la conservazione stessa del genere umano, il rapporto tra uomo e donna. Ma questa è solo la punta dell’iceberg, infatti il peccato è un problema serio che riguarda tutti noi e si manifesta in varie forme che prima o poi portano comunque al medesimo risultato, la morte.

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