Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

L’uomo non ha scuse

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

This entry is part 4 of 56 in the series Lettera ai Romani
L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

(Romani 1:18-23 – La Bibbia)

Indice della serie sulla Lettera ai Romani

L’ingiustizia domina in questo mondo. Qualcosa non funziona in questo mondo e la cosa è evidente a tutti, sia a chi crede in Dio sia a chi non ci crede. Tuttavia credenti e non credenti hanno una visione completamente diversa circa le cause e la soluzione dell’ingiustizia in questo mondo.

L’apostolo Paolo ha spiegato che il vangelo rivela la giustizia di Dio, e in particolare il piano di Dio per ristabilire la giustizia. In questo brano, ci illustra il punto di vista di Dio sulla situazione attuale in cui versa questo mondo: è l’uomo stesso che con il suo peccato ha soffocato la verità con l’ingiustizia.

Dio ha creato un mondo funzionalmente perfetto, come viene sottolineato più volte nel libro della Genesi con la frase “Dio vide che questo era buono“. Ma il peccato ha cambiato tutto, ha rovinato tutto.

L’uomo è stato creato ad immagine di Dio e avrebbe dovuto vivere in comunione con Dio, riconoscendolo come creatore e lodandolo per le sue opere. Ma il peccato ha reso l’uomo cieco impedendogli di avere una relazione con Dio.

L’effetto del peccato sull’uomo è stato devastante, infatti la sua mente è ottenebrata, non ha più quella sensibilità che gli permette di discernere la verità. Dall’antichità fino ad oggi il posto di Dio è stato preso da idoli, dalle forze impersonali della natura, da teorie stravaganti sulle origini dell’universo. L’uomo non è più in grado di riconoscere la mano di Dio nel creato di cui egli stesso fa parte. La sapienza dell’uomo non gli permette di sovrastare l’effetto del peccato sulla sua mente. Il peccato è come una malattia degenerativa che lo porta inesorabilmente verso la morte senza che egli possa farci nulla.

Insomma è come se l’uomo avesse perso la bussola che può indicargli la strada giusta da percorrere e Paolo nel resto della lettera indicherà proprio il modo in cui l’uomo può recuperare la bussola.

Il problema è che l’uomo, proprio a causa del peccato, non si rende conto della sua condizione e non ha un punto di vista univoco sulle cause e sulla soluzione del problema. Nel corso dei secoli sono proliferate le filosofie, le religioni, le teorie; è stato detto tutto e il contrario di tutto. Ma qual’è la verità? Nessuno sembra più in grado di ricostruirla.

Gli uomini del passato adoravano idoli muti e l’uomo moderno si prende gioco di loro, ma in fondo egli continua ad adorare idoli che prendono il posto di Dio, cercando di dare un senso alla propria vita attraverso soldi, sesso, successo, intrattenimento.

Per ristabilire la giustizia Dio deve fare piazza pulita. Dio ama l’uomo e quindi non può permettergli di continuare ad autodistruggersi per sempre. Per questo il Signore giudicherà questo mondo manifestando la sua ira. L’ira di Dio non è dunque l’azione di un Dio capriccioso e crudeleche vuole vendicarsi nei confronti dell’uomo, ma piuttosto il mezzo con cui un Dio che ama la sua creatura è costretto ad intervenire per mettere fine agli effetti devastanti del peccato per poi ripartire con un’umanità redenta, dotata di un corpo nuovo che non si corrompe più e destinata a vivere nella nuova creazione (Ap 21:1).

L’uomo non ha scuse. Dio lo ha posto in un creato meraviglioso e lo ha fatto a sua immagine permettendogli di conoscerlo e di relazionarsi con lui, ma l’uomo ha preferito seguire la propria strada dando inizio ad una spirale di distruzione nella quale sta trascinando con sé tutta la creazione (Ro 8:22).

Oggi l’uomo continua ad essere ottimista sul suo futuro, pensando che in qualche modo risolverà i suoi problemi, ma il Signore sa che il peccato è una malattia che porta inevitabilmente alla morte e l’unica speranza per gli esseri umani è che Dio, manifestando la sua ira, ad un certo punto metta un limite alla loro insensatezza.

Lettera ai Romani

La potenza del vangelo Un creato sconvolto

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *