Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Cosa contamina l’uomo?

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Questa voce fa parte 35 di 65 nella serie Vangelo di Matteo

(Testo di riferimento: Matteo 15,1-20 – La Bibbia)

Cosa contamina l’uomo? Cosa conta di più davanti a Dio? È più importante lavarsi le mani prima di mangiare o onorare i propri genitori?

In questo trentacinquesimo episodio del vangelo di Matteo, Gesù smaschera l’ipocrisia di alcuni farisei e scribi , mettendo in evidenza le loro contraddizioni.

Allora vennero a Gesù da Gerusalemme dei farisei e degli scribi, e gli dissero:  «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo». (Matteo 15, 1-2)

Tutte le culture del mondo hanno le proprie tradizioni. In linea di principio non c’è nulla di male a seguire delle tradizioni.

In questo caso, ad esempio, la tradizione di lavarsi le mani prima di mangiare era tutto sommato positiva in sé.  Gesù non era certamente contrario a lavarsi le mani prima di mangiare!  Si tratta di un’azione che, per motivi di igiene e non per motivi religiosi,  molti di noi praticano regolarmente anche nella nostra cultura moderna.

Quindi che problema c’è? Il problema nasce quando qualcuno pensa che la propria tradizione, in ambito religioso, sia normativa per tutti, come se fosse qualcosa che Dio stesso ha ordinato. Anzi, la propria tradizione diventa il riferimento con cui interpretare anche la legge di Dio! Dalla risposta di Gesù comprendiamo che i farisei e gli scribi avevano proprio quel tipo di problema:

Ma egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? Dio, infatti, ha detto: “Onora tuo padre e tua madre“; e: “Chi maledice padre o madre sia punito con la morte“. Voi, invece, dite: “Se uno dice a suo padre o a sua madre: ‘Quello con cui potrei assisterti è dato in offerta a Dio’, egli non è più obbligato a onorare suo padre o sua madre”. Così avete annullato la parola di Dio a motivo della vostra tradizione. Ipocriti! Ben profetizzò Isaia di voi quando disse:  “Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il loro cuore è lontano da me.  Invano mi rendono il loro culto,
insegnando dottrine che sono precetti d’uomini”».
(Matteo 15,3-9)

La risposta di Gesù mette in evidenza la contraddizione dei suoi interlocutori, ma soprattutto pone una domanda a cui tutti, noi compresi, siamo chiamati a rispondere: a chi spetta  l’autorità di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato? Potevano i Farisei imporre delle norme che si affiancavano alla legge e che diventavano obbligatorie per tutti i Giudei? 

Ai tempi di Gesù i Giudei erano molto influenzati dalla tradizione farisaica che aveva stabilito delle norme che, pur non essendo parte della legge mosaica, erano di fatto considerate da tutti sullo stesso piano della legge stessa. 

Ma, come Gesù fece notare, in alcuni casi le tradizioni dei Farisei erano diventate più importanti della legge stessa! La legge stabiliva delle regole per la purità rituale ma la tradizione orale dei Farisei in alcuni casi finiva con l’avere la priorità sulla legge stessa.

Ecco perché, a partire dalla domanda dei Farisei, Gesù li chiamò “ipocriti” e allargò il discorso citando Isaia 29:13:

Il Signore ha detto: «Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra,
mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini…

Gesù voleva mettere in evidenza  un concetto molto semplice:  occorre distinguere tra un comandamento di Dio e un comandamento che è solo una tradizione umana! Il timore di Dio doveva portare le perone ad avere rispetto per Dio e a mostrare tale rispetto nell’ubbidienza ai suoi comandamenti, ma le persone religiose ai tempi di Isaia osservavano alcune regole e onoravano Dio con le labbra ma non avevano un vero timore di Dio, non erano mossi da amore verso il Signore nelle cose che facevano. Gesù aveva l’impressione che la stessa cosa stesse accadendo anche ai suoi tempi.

Quando la tradizione prevale sul comandamento di Dio,  allora sono gli uomini ad avere l’autorità ultima di stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non Dio! Purtroppo, come Gesù mise in evidenza, i Farisei si erano spinti oltre e alcune loro regole stabilivano delle scuse per annullare ciò che invece diceva la legge. C’erano molte situazioni in cui ciò accadeva e, a titolo di esempio Gesù citò la regola farisaica secondo cui una persona che avesse offerto a Dio, ovvero al tempio, ciò che serviva per aiutare i genitori, era esonerato dall’aiutare economicamente i genitori! Questa era un’assurdità, infatti una persona che davvero avesse temuto il Signore avrebbe compreso che l’amore verso i genitori era più importante anche di un’offerta fatta al tempio.  Rispettando la regola farisaica pensando di fare bene si finiva quindi per non onorare Dio!

Sostanzialmente Gesù non disprezzava le tradizioni dei farisei ma li invitava ad utilizzare il buon senso per evitare di diventare schiavi di quelle tradizioni.

A quel punto Gesù approfittò dell’occasione per spiegare a tutti che sono ben altre le cose di cui avrebbero dovuto preoccuparsi se volevano piacere a Dio:

Chiamata a sé la folla, disse loro: «Ascoltate e intendete: non quello che entra nella bocca contamina l’uomo; ma è quello che esce dalla bocca, che contamina l’uomo!» (Matteo 15, 10-11)

Sono ben altre le cose che contaminano l’uomo, non certo accostarsi al cibo con mani non perfettamente pulite. Non sono le cose che entrano nell’uomo quelle che lo contaminano, ma piuttosto quelle che escono da lui!

Credo che sia piuttosto intuitivo per il lettore moderno comprendere queste parole di Gesù, ma non era altrettanto facile per i discepoli di Gesù, abituati alla tradizione farisaica. Infatti i discepoli di Gesù erano rimasti piuttosto stupiti della sua risposta.

Allora i suoi discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Sai che i farisei, quando hanno udito questo discorso, ne sono rimasti scandalizzati?» (Matteo 15,12)

Poveri discepoli! Dobbiamo comprenderli… Essi erano preoccupati perché la risposta di Gesù era risultata piuttosto indigesta ai farisei. Ed essi sapevano che i farisei erano tra le perone più importanti in mezzo al popolo e, se Gesù avesse voluto essere accettato come Messia, avrebbe dovuto cercare di non indispettirli!

Ma la risposta di Gesù fu lapidaria:

Egli rispose loro: «Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata. Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; ora se un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso». (Matteo 15, 13-14)

Qui Gesù non lascia molto spazio all’immaginazione e all’interpretazione. Non si può certo dire che cercava di essere diplomatico con i farisei per ingraziarseli. Anzi, questa dichiarazione è piuttosto dura. Li chiama “ciechi, guide di ciechi” e “piante che il padre Mio non ha piantate”, lasciando intendere che il fatto che essi fossero guide del popolo avrebbe portato l’intero popolo al disastro proprio perché essi non erano stati messi lì da Dio e quindi non servivano Dio.

Penso che per noi sia difficile immaginare ciò che dovette passare nella mente dei discepoli ascoltando le parole di Gesù. Gesù stava dicendo loro che le persone che fino a quel momento essi avevano considerato le migliori, le più religiose, le più vicine a Dio, erano in realtà quelle che avrebbero portato Israele alla rovina!

D’altra parte se le guide stesse del popolo innalzavano la propria tradizione al di sopra della legge di Dio, non ci si poteva aspettare nulla di buono.

I discepoli volevano capire meglio come stavano le cose. Se la tradizione farisaica non era ciò che contava, allora cosa contava davvero?

Pietro allora gli disse: «Spiegaci la parabola». E Gesù disse: «Anche voi siete ancora incapaci di comprendere? Non capite che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è poi espulso nella latrina?  (Matteo 15, 16-17)

Ripeto quanto ho già detto. Consideriamo che i discepoli di Gesù vivevano in una società in cui le a tradizione farisaica era considerata la più autorevole nell’interpretazione della legge, quindi erano rimasti piuttosto confusi dalle parole di Gesù.

Cosa intendeva davvero Gesù? Se il cibo costituiva ciò che entrava nell’uomo, ciò che usciva dall’uomo poteva essere inteso come materiale di rifiuto dell’organismo? Probabilmente questo fu ciò che passò per la mente dei discepoli.

«Neanche voi siete capaci di comprendere?» Gesù comprese evidentemente a cosa stavano pensando i discepoli. Quindi in modo esplicito chiarì che il cibo viene ingerito e poi i residui vanno ovviamente nella latrina, ma egli non si stava riferendo a quelle cose quando parlava di ciò che esce dall’uomo!

Infatti il cibo non può contaminare l’uomo né quando entra né  quando esce! Quindi mangiare con mani non lavate non contamina l’uomo, non rende l’uomo impuro.

C’è qualcosa di ben più profondo che invece può contaminare l’uomo ed è ciò che entra nel suo cuore, ovvero nella sua mente, nel suo intimo.

Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo». (Matteo 15, 18-20)

Ciò che contamina l’uomo ha un’origine diversa. Mentre i Farisei erano interessati alla forma, alla pulizia delle mani come espressione di purificazione, Gesù era interessato ad un tipo di purificazione molto più profonda. Essi si sarebbero dovuti preoccupare di ciò che era presente nel loro cuore,  nella loro mente, di ciò che li portava ad agire male nei confronti del prossimo e nei confronti di Dio.  È il cuore dell’uomo che ha bisogno di essere purificato, infatti ciò che contamina davvero l’uomo è il peccato che abita dentro di lui e lo spinge verso il male, verso pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimoninze, diffamazioni, e chi più ne ha più ne metta…  perché ovviamente Gesù non fa una lista esaustiva di tutto ciò che la mente umana può concepire.

È un episodio che può insegnare molto anche a noi oggi. Si possono fare tante cose per abitudine, per tradizione, perché le fanno tutti, senza avere una vera convinzione, senza che il proprio cuore sia mosso da un vero amore verso Dio. Si può onorare Dio con le labbra ed avere un cuore molto lontano da Lui.

Possiamo anche seguire delle tradizioni religiose senza avere un rapporto reale con Dio. Possiamo ad esempio recarci in luoghi religiosi per abitudine, partecipare a riti particolari in momenti speciali della nostra vita, e magari anche recitare delle preghiere, e poi possiamo ignorare Dio durante tutto il resto della nostra vita. 

Forse, come i Farisei, potremmo sentirci a posto per aver praticato alcuni riti in modo preciso, ma il Signore Gesù ci ricorda che non saranno i nostri riti, per buoni che possano sembrarci, a renderci puri davanti a Dio. Dio vuole che sia puro il nostro cuore, vuole essere presente in ogni momento della nostra vita, non solo durante i nostri riti religiosi.

Tutta la nostra vita dovrebbe onorare Dio ed essere espressione di ciò che si trova nel nostro intimo, nel nostro cuore. Ricordiamoci che per gli antichi il cuore era proprio legato alla mente, alla ragione. Dio vuole che il nostro cuore cambi, quindi il nostro modo di pensare cambi. Dio vuole mettere dentro di noi il buon senso di comprendere quali siano le cose davvero importanti per relazionarci con Lui.

Quegli scribi e quei farisei si scaldavano molto per dettagli come il lavaggio delle mani prima di mangiare, ma poi erano insensibili verso i propri genitori! E noi? A che punto ci porta la nostra religione? A quale grado di insensibilità e ipocrisia ci conduce?

Ciò che contamina l’uomo si trova dentro di lui. Il Signore Gesù è venuto proprio per risolvere alla radice il problema del’uomo, dando la sua vita per noi affinché i nostri peccati siano perdonati. Egli vuole trasformare il nostro cuore con lo Spirito Santo affinché possiamo essere nuove creature e possiamo vivere una vita che lo onori.

E tu, hai già sperimentato la vita nuova che solo Dio può donarti? O pensi che basti solo rispettare qualche rito qua e là?

Riflettici.

Grazie a tutti. Alla prossima

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