Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Il nostro poco può essere molto!

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This entry is part 33 of 65 in the series Vangelo di Matteo

(Testo di riferimento: Matteo 14,13-21 – 15,32-39 – 16,1-12 – La Bibbia)

 Pensiamo di avere poco? Gesù è in grado di utilizzarlo per fare grandi cose.

Ne parliamo in questo trentatreesimo episodio della serie sul vangelo di Matteo.

Udito ciò, Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in disparte; le folle, saputolo, lo seguirono a piedi dalle città. Gesù, smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne guarì gli ammalati. (Matteo 14,13-14)

Gesù aveva appena perso colui che lui stesso aveva definito come il più grande tra i nati di donna, Giovanni il Battista. Si era ritirato in un luogo deserto probabilmente per pregare e riflettere. Ma non ebbe molto tempo per stare da solo e si ritrovò subito circondato da una gran folla.

Gesù avrebbe potuto dire: “Dai, lasciatemi un po’ da solo. Abbiate un po’ di rispetto. Ho appena perso un amico!”. Forse noi avremmo detto così, ma Gesù invece ne ebbe compassione e ne guarì gli ammalati.

Gesù era pronto a rinunciare al suo riposo, ai suoi diritti, per continuare ad insegnare a quelle persone che avevano bisogno di ascoltare le sue parole e di essere guariti!  La sua compassione per loro aveva prevalso sulla sua stanchezza.

Gli apostoli però cominciavano a spazientirsi. Le ore passavano e probabilmente cominciavano ad avere fame oltre a sentire la stanchezza.

Facendosi sera, i suoi discepoli si avvicinarono a lui e gli dissero: «Il luogo è deserto e l’ora è già passata; lascia dunque andare la folla nei villaggi a comprarsi da mangiare».  (Matteo 14,15)

Quella dei discepoli sembra una proposta ragionevole, vero? Ma Gesù, nella sua compassione, decise di rendere memorabile quella giornata per tutte quelle persone.

Ma Gesù disse loro: «Non hanno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare!» (Matteo 14,16)

“Date loro voi da mangiare” disse Gesù ai suoi discepoli. Essi erano confusi. Come potevano comprare cibo per tutte quelle persone? Sarebbe stato molto costoso…

Essi gli risposero: «Non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci». Egli disse: «Portatemeli qua». Dopo aver ordinato alla folla di accomodarsi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi verso il cielo, rese grazie; poi, spezzati i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono e furono sazi; e si portarono via, dei pezzi avanzati, dodici ceste piene. E quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, oltre alle donne e ai bambini. (Matteo 14,17-21)

Gesù quel giorno mostrò la sua potenza creatrice. Colui per mezzo del quale ogni cosa era stata creata (vedi Gv 1:3, Col 1:16) non poteva provvedere pane e pesci per tutte quelle persone?

Così, con cinque pani e due pesci sfamò tutta quella gente e gli avanzi superarono il materiale di partenza, a dimostrazione del fatto che Gesù aveva davvero moltiplicato i pani e i pesci iniziali.

Quel giorno i discepoli misero cinque pani e due pesci nelle mani del loro maestro e con quel poco che avevano Gesù fu in grado di sfamare tutta quella folla. I discepoli avevano imparato la lezione? Qualche tempo dopo Matteo ci riporta un episodio analogo:

Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse: «Io ho pietà di questa folla; perché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare; non voglio rimandarli digiuni, affinché non vengano meno per strada». I discepoli gli dissero: «Dove potremmo trovare, in un luogo deserto, tanti pani da saziare una così gran folla?» Gesù chiese loro: «Quanti pani avete?» Essi risposero: «Sette, e pochi pesciolini». Allora egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra. Poi prese i sette pani e i pesci; e, dopo aver reso grazie, li spezzò e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. E tutti mangiarono e furono saziati; e, dei pezzi avanzati, si raccolsero sette panieri pieni. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini. E Gesù, dopo aver congedato la folla, salì nella barca e andò al paese di Magadan. (Matteo 15, 32-39)

Quando si vuole che i propri studenti acquisiscano bene una lezione, talvolta è necessario ripetere alcuni concetti.

Gesù tra le sue priorità aveva certamente quella di preparare i suoi discepoli  attraverso i quali il vangelo si sarebbe espanso dopo la sua morte e la sua risurrezione, e questi episodi avevano una grande importanza per la loro preparazione. 

Ancora una volta Gesù si era trovato in mezzo ad una folla che lo ascoltava volentieri. Addirittura questa volta molte persone erano rimaste tre giorni con Gesù senza avere cibo da consumare. Come già era accaduto in precedenza Gesù mostrò la sua compassione verso di loro… poteva forse mandarli a casa a stomaco vuoto con il rischio che venissero meno per strada?

A questo punto i discepoli avrebbero dovuto ricordarsi quanto era avvenuto in precedenza e si sarebbero dovuti aspettare un miracolo da parte di Gesù, invece la loro risposta dimostrò che non avevano assimilato bene la lezione: “Dove potremmo trovare, in un luogo deserto, tanti pani da saziare una così gran folla?”?

Gesù non si arrese e si preparò a ripetere la lezione. “Quanti pani avete?”  Con questa sua domanda Gesù mise ancora una volta in evidenza il fatto che, anche se si trovavano in mezzo al deserto, anche se avevano poco pane, comunque poteva essere utile e poteva essere utilizzato. Anche poco, messo nelle sue mani, poteva bastare per fare del bene a tutte quelle persone. E ancora una volta Gesù moltiplicò quei pani e quei pesci per saziare quella folla.

Questa volta i discepoli avevano imparato la lezione?  L’occasione per scoprirlo ce lo fornisce il brano successivo.

I farisei e i sadducei si avvicinarono a lui per metterlo alla prova e gli chiesero di mostrare loro un segno dal cielo. Ma egli rispose: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia!” e la mattina dite: “Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo!” L’aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non riuscite a discernerli? Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona». E, lasciatili, se ne andò. I discepoli, passati all’altra riva, si erano dimenticati di prendere dei pani. E Gesù disse loro: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ed essi ragionavano tra di loro e dicevano: «Egli parla così, perché non abbiamo preso dei pani». (Matteo 16,1-7)

Alcuni farisei chiesero a Gesù un segno dal cielo per dimostrare che Lui era il Messia. Ma come? Chiedevano ancora un segno nonostante tutto ciò che Gesù aveva già compiuto in mezzo a loro? Come potevano essere così increduli? Come già avevamo visto in altre occasioni, Gesù si rifiutò di accontentare chi gli chiedeva miracoli con aria di sfida e incredulità.

Quell’episodio fornì a Gesù l’occasione di ribadire ai suoi discepoli che dovevano guardarsi dal lievito dei farisei e dei sadducei. Cosa intendeva dire con questa espressione?

Quella del lievito era una metafora comune tra i Giudei per indicare un’influenza corruttrice che poteva fare danni nella vita di una persona. Come il lievito, usato in piccole quantità, era in grado di fare lievitare una gran quantità di pasta, così un’influenza negativa nella vita di una persona o di un intero popolo può fare grandi danni. Come abbiamo visto molti farisei erano increduli nei confronti di Gesù, ma essi erano persone che godevano di grande considerazione tra i Giudei ed avevano una grande influenza nella società. Anche i sadducei erano più interessati al potere che al Regno di Dio. Gesù sapeva che la classe dirigente giudaica sarebbe stata in prima fila nel rifiutarlo come Messia e stava quindi mettendo in guardia i suoi discepoli da costoro.

Cosa avevano capito i discepoli di tutto ciò? Nulla. Essi pensavano che Gesù li stesse sgridando perché non avevano abbastanza pane.

Ma Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché discutete tra di voi del fatto di non aver pane? Non capite ancora? Non vi ricordate dei cinque pani dei cinquemila uomini e quante ceste ne portaste via? Né dei sette pani dei quattromila uomini e quanti panieri ne portaste via? Come mai non capite che non è di pani che io vi parlavo? Ma guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora capirono che non aveva loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei. (Matteo 16,8-12)

“Non capite ancora?”  I discepoli avevano visto Gesù in più di una occasione moltiplicare pani e pesci per saziare diverse migliaia di persone, eppure pensavano che Gesù potesse essere preoccupato perché essi non avevano pane con loro.

Come mai non capite che non è di pani che io vi parlavo?

Era chiaro che i discepoli non avevano ancora assimilato bene la lezione.  Non avevano ancora capito ciò che Gesù era in grado di fare anche con il poco che loro avevano. Nonostante l’evidenza, nonostante le cose viste e udite, essi non avevano ancora capito con chi avevano a che fare. Ma quel giorno Gesù aveva aggiunto un altro tassello alla loro preparazione. Dopo la sua morte e la sua risurrezione tutti questi tasselli sarebbero tornati alla mente dei discepoli i quali avrebbero poi avuto un quadro completo che avrebbe permesso loro di riconoscere anche la divinità di Gesù.

In questo episodio abbiamo visto la grande compassione di Gesù che non si preoccupava della sua stanchezza, della sua privacy, dei suoi diritti, ma aveva compassione della gente e si prendeva cura di loro spiritualmente ma anche materialmente. Di fronte all’opportunità di predicare il vangelo siamo pronti a rinunciare alla nostra comodità, siamo pronti ad avere compassione dedicando del tempo agli altri  anche se lo toglieremo a noi stessi?

Abbiamo anche visto che i discepoli, nonostante tutto, non avevano ancora capito bene chi era Gesù e cosa poteva fare. Ma non dobbiamo essere troppo frettolosi nel giudicarli. In fondo  noi non siamo tanto diversi da loro. Quante volte Dio ha mostrato la sua potenza nella nostra vita eppure, alla prima occasione in cui le cose sono andate diversamente da quanto ci aspettavamo, abbiamo dubitato e ci siamo chiesti perché Dio non intervenisse?

Quante volte pensiamo di avere poco, pensiamo di essere pochi, pensiamo di non avere il talento necessario, e crediamo di non poter avere alcun impatto sulle persone intorno a noi?  Ricordiamoci che qualunque cosa abbiamo, per poco che possa sembrarci, se lo mettiamo con fede nelle mani di Gesù, Egli con la sua potenza lo potrà usare per compiere imprese che noi non possiamo nemmeno immaginare.

Noi esseri umani dimentichiamo in fretta le benedizioni di Dio e ciò che Egli è in grado di fare nella nostra vita.  “Non capite ancora?”. Prendiamo per noi stessi questa domanda di Gesù e ricordiamocene quando ci troveremo in situazioni in cui il dubbio potrebbe insinuarsi nella nostra vita.

Grazie a tutti. Alla prossima

Vangelo di Matteo

Gesù il Messia rifiutato Non abbiate paura

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