Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

È risorto come aveva detto

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

Questa voce fa parte 64 di 65 nella serie Vangelo di Matteo

(Testo di riferimento: Matteo 28, 1-15 – La Bibbia)

Nello scorso episodio abbiamo lasciato Gesù nella tomba preparata per lui da Giuseppe d’Arimatea. Ma, come sappiamo, egli aveva promesso di risorgere entro il terzo giorno. D’altra parte è proprio la risurrezione a dare un senso a tutta l’opera di Gesù. Ne parliamo in questo episodio 64 della serie sul vangelo di Matteo.

Dopo il sabato, verso l’alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria andarono a vedere il sepolcro. (Matteo 28,1)

Nello scorso episodio avevamo visto che, mentre la maggioranza dei discepoli si era allontanata, erano rimaste alcune donne discepole di Gesù che avevano seguito le vicende della sua morte e della sua sepoltura. Lo scorso episodio si era concluso con alcune donne che erano rimaste sedute di fronte al sepolcro subito dopo la sepoltura di Gesù. Come si evidenzia anche dagli altri vangeli, c’erano diverse donne presenti, ma Matteo si sofferma in particolare su due di loro, Maria Maddalena e quella che chiama l’altra Maria, riferendosi a Maria madre di Giacomo e di Giuseppe come avevamo letto in Matteo 27:56.

Queste donne avevano quindi visto dove Gesù era stato sepolto e avevano intenzione di tornare lì subito dopo il sabato. E così fecero all’alba del primo giorno della settimana, quella che noi oggi chiamiamo domenica. Nel parallelo in Marco 16:1-7, apprendiamo che tra loro c’era anche una certa Salomè e che il loro scopo era quello di ungere con aromi il corpo di Gesù, come si usava fare. Teniamo presente che, secondo il vangelo di Giovanni, Giuseppe d’Arimatea coadiuvato da Nicodemo, un altro discepolo fariseo e membro del sinedrio, avevano già unto il corpo di Gesù (Gv 19:40), ma evidentemente quelle donne sentivano ancora il bisogno di mostrare in quel modo il loro affetto verso il maestro ormai defunto.

Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra. Il suo aspetto era come di folgore e la sua veste bianca come neve.  E, per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte.  (Matteo 28,2-4)

Matteo ci descrive in modo molto sintetico questo evento. L’evangelista Marco nel parallelo in Marco 16:1-7 ci spiega che le donne erano preoccupate perché spostare la pietra di un sepolcro non era un lavoro semplice e, mentre si recavano lì, speravano di trovare qualcuno che potesse farlo per loro. Esse non avevano nemmeno pensato all’eventualità che Gesù potesse non essere più nella tomba e questo ci conferma che i discepoli, nonostante ciò che Gesù aveva detto loro, non avevano mai creduto davvero nella risurrezione.

Ma arrivate sul posto trovarono la pietra già rotolata. Gli eventi che ci sta descrivendo Matteo con il terremoto, l’apertura del sepolcro da parte dell’angelo e lo spavento delle guardie devono essere quindi avvenuti prima che le donne arrivassero al sepolcro.

Ma l’angelo si rivolse alle donne e disse: «Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. E andate presto a dire ai suoi discepoli: “Egli è risuscitato dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, ve l’ho detto». (Matteo 28,5-7)

L’angelo che aveva rotolato la pietra, facendo scappare le guardie per lo spavento, era rimasto lì e si mostrò alle donne. Il messaggio dell’angelo era molto chiaro: Gesù è risorto come aveva detto! Non cercatelo qui perché come egli vi aveva detto presto vi precederà in Galilea dove lo incontrerete. L’angelo le invitò a vedere con i loro occhi il luogo dove Gesù era stato deposto e poi le invitò ad andare dagli altri discepoli a dare la lieta notizia.

Gesù è risorto come aveva detto. È importante sottolineare che Gesù aveva preannunciato questo evento. D’altra parte i Giudei, interpretando in modo corretto le profezie, si aspettavano un Messia che stabilisse un regno eterno. Ma come avrebbe potuto stabilire un regno eterno qualcuno che viene ucciso e rimane in una tomba? Gesù doveva risorgere per essere davvero il Re che regna per sempre, non vi pare?

E quelle se ne andarono in fretta dal sepolcro con spavento e grande gioia e corsero ad annunciarlo ai suoi discepoli. (Matteo 28,8)

Le donne furono spaventate dall’incontro con l’angelo ma allo stesso tempo erano piene di gioia. Il loro maestro aveva mantenuto la sua promessa ed era risorto letteralmente. Era un grande notizia ed esse si affrettarono per andare ad annunciarlo agli altri discepoli.

Il parallelo di Marco 16 ci dice che, prima di andare ad avvisare i discepoli, dopo essere scappate, quelle donne si presero un po’ di tempo per riprendersi dallo spavento e non dissero nulla a nessuno. D’altra parte è comprensibile che fossero titubanti… Non si trattava certamente di un evento usuale quello a cui avevano assistito! Chi avrebbe creduto loro? Esse sapevano che la loro testimonianza sarebbe stata tenuta in poco conto dagli altri. Infatti, all’epoca, nella società giudaica, una donna, sotto l’aspetto giuridico, era molto svantaggiata. Infatti non poteva partecipare attivamente alla vita pubblica e non poteva essere citata come testimone in un tribunale.  Dal brano parallelo di Luca 23:40 apprendiamo che, in effetti, inizialmente gli altri discepoli non credettero a quelle donne: “Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non prestarono fede alle donne.” ci dice Luca.

Ma il Signore non si curò di queste tradizioni umane e scelse proprio delle donne come prime testimoni della risurrezione! Scelse di mostrarsi a loro per prime.

Quand’ecco, Gesù si fece loro incontro, dicendo: «Vi saluto!» Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e l’adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno». (Matteo 28,9-10)

Gesù volle mostrarsi a quelle donne affinché la loro testimonianza fosse ancora più efficace. Un conto è vedere una tomba vuota, altra cosa è vedere Gesù risorto in piedi in mezzo a loro. Quel saluto di Gesù deve aver fatto balzare il cuore nel petto di quelle donne. Chissà quanta gioia avevano provato nel rivederlo, infatti si erano subito prostrate ai suoi piedi. Il loro maestro era proprio lì in mezzo loro, doveva sembrare un sogno!

Gesù confermò quanto aveva detto l’angelo, ovvero la necessità di precederlo in Galilea dove lui si sarebbe mostrato loro. Qualcuno potrebbe chiedersi:”Perché in Galilea?” Personalmente trovo molto significativo che Gesù volesse mostrarsi ai discepoli lì dove tutto era cominciato. Fu in Galilea che Gesù aveva cominciato a chiamare i primi discepoli quando si era trasferito a Capernaum. Lì dove tutto era cominciato, in Galilea, ci sarebbe anche stato il nuovo inizio dei discepoli di Gesù!

Mentre accadeva tutto questo, che fine avevano fatto le guardie che si trovavano al sepolcro? Matteo soddisfa anche questa nostra curiosità:

Mentre quelle andavano, alcuni della guardia vennero in città e riferirono ai capi dei sacerdoti tutte le cose che erano avvenute. Ed essi, radunatisi con gli anziani e tenuto consiglio, diedero una forte somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e lo hanno rubato mentre dormivamo”. E se mai questo viene alle orecchie del governatore, noi lo persuaderemo e vi solleveremo da ogni preoccupazione». Ed essi, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute e quella diceria è stata divulgata tra i Giudei, fino al giorno d’oggi. (Matteo 28,11-15)

Quelle guardie erano al servizio dei capi dei sacerdoti e quindi tornarono da loro per riferire. Ancora una volta la classe dirigente giudaica ebbe un’occasione per riflettere, ma la sprecò. Quelle guardie avevano visto qualcosa di incredibile, ma i capi dei sacerdoti, evidentemente, non credettero loro. Ed è probabile che anche le guardie non fossero sicure di ciò che i propri occhi avevano visto. Rimaneva comunque un problema da risolvere perché il corpo di Gesù non c’era più e ancora una volta preferirono divulgare una menzogna piuttosto che approfondire la questione. D’altra parte, anche se le guardie non avevano visto nessun discepolo di Gesù venire a prendere il corpo, probabilmente i capi dei sacerdoti pensarono che non ci fossero alternative e che le cose fossero per forza andate così.

Erano stati proprio i capi dei sacerdoti e altri notabili giudei a mettere quella guardia speciale per il corpo di Gesù, utilizzando guardie a loro disposizione. Non ci sarebbero quindi stati problemi con il governatore che aveva lasciato ai capi dei sacerdoti gestire ogni cosa. Se qualche voce strana fosse giunta al governatore, i capi dei sacerdoti avrebbero minimizzato la cosa. D’altra parte, a Pilato non interessava nulla di quelle questioni interne alla religione giudaica. Si noti che l’evangelista Matteo riporta che quella diceria del furto del corpo di Gesù si era divulgata tra i Giudei fino al momento in cui lui stava componendo il vangelo, diciamo tra i venti e i quaranta anni dopo, a seconda della datazione più o meno conservativa che viene data al vangelo di Matteo secondo le conoscenze attuali.

In conclusione, Gesù aveva promesso che sarebbe risorto e così fece. Le prime a vederlo risorto furono delle donne e, come molti studiosi affermano, questo particolare conferisce più veridicità al racconto, infatti se i discepoli di Gesù avessero inventato di sana pianta la storia della risurrezione, di certo non avrebbero scelto delle testimoni donne nel loro racconto, perché in quella società avrebbe solo coperto di ridicolo i discepoli di Gesù: “Ma davvero credete che sia risorto perché ve lo hanno detto le vostre donne?”, avrebbero detto gli altri… Ma i vangeli hanno riportato come sono andate le cose senza preoccuparsi di ciò che la gente avrebbe detto.

È risorto proprio come aveva detto. L’angelo aveva sottolineato il fatto che le cose erano andate come Gesù aveva preannunciato. Questo è importante. Molti credono che Gesù sia un personaggio storico, realmente esistito, e hanno un certo rispetto per gli insegnamenti di Gesù, eppure non credono alla risurrezione e non credono nemmeno che Gesù pensasse di poter risorgere. Alcuni pensano che la storia della risurrezione abbia soprattutto un significato spirituale… Ma in quale modo gli insegnamenti del Gesù storico possono essere rilevanti se vengono separati dall’evento della risurrezione che, più di tutti, è quello che ha dato il via a tutto il cristianesimo? In quale modo possiamo pensare che Gesù abbia dato dei buoni insegnamenti se avesse mentito proprio sulla risurrezione?

La risurrezione di Gesù è il perno su cui il cristianesimo si fonda. Un cristianesimo senza risurrezione è un cristianesimo che non ha nemmeno ragione di essere, come Paolo osserva nella sua prima lettera ai Corinzi cap. 15:14-15: “e se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede. “. La risurrezione rende testimonianza del fatto che Gesù di Nazareth è davvero colui che diceva di essere. E se lui è risorto, anche noi risorgeremo un giorno.

Se quelle donne non avessero incontrato Gesù risorto e, se in seguito, non lo avessero fatto gli apostoli e altri a cui Gesù è apparso, tutti loro presto sarebbero tornati alle loro vite, probabilmente delusi, e non esisterebbe nemmeno il cristianesimo come lo conosciamo oggi. Invece l’incontro con il Gesù risorto ha cambiato le loro vite e ha poi cambiato le vite di milioni e milioni di persone da allora fino ad oggi. E tu, che mi dici? Ha cambiato anche la tua vita?

Grazie a tutti. Alla prossima

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