Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Gesù tra fede e scetticismo

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This entry is part 21 of 65 in the series Vangelo di Matteo

(Testo di riferimento: Matteo 9,18-38 –  La Bibbia)

Ciao a tutti.

nel ventunesimo episodio della serie sul vangelo di Matteo vedremo Gesù alle prese con alcuni casi che noi definiremmo difficili: una bambina morta, una donna che soffriva di emorragia da ben dodici anni, due ciechi e un indemoniato muto.

Cosa hanno in comune tutti questi casi? La fede e la potenza divina di Gesù in grado di operare miracoli straordinari in risposta alla fede.

Siete pronti? Andiamo a cominciare tra un attimo.

 Mentre egli diceva loro queste cose, uno dei capi della sinagoga, avvicinatosi, s’inchinò davanti a lui e gli disse: «Mia figlia è morta or ora; ma vieni, posa la mano su di lei ed ella vivrà». Gesù, alzatosi, lo seguiva con i suoi discepoli. (Matteo 9,18-19)

Uno dei capi della sinagoga si avvicina a Gesù. Il vangelo di Marco ci dà anche il nome di quell’uomo, Iairo o Giairo a seconda delle traduzioni. Era una persona in vista tra il popolo. Anch’egli come altri aveva sentito parlare di Gesù e non sappiamo se in precedenza fosse stato uno scettico. Sappiamo però che quando si trovò alle strette, magari dopo aver tentato invano altre strade, quest’uomo si recò da Gesù.

Se leggiamo il brano parallelo di Marco, ci rendiamo conto del fatto che ci sono differenze tra i due racconti. Questo non deve stupirci, d’altra parte questo episodio, come altri episodi della vita di Gesù, circolava in forma orale in versioni diverse prima che fossero scritti i vangeli. Quando diversi testimoni a distanza di tempo raccontano il medesimo episodio, è normale aspettarsi delle varianti su aspetti secondari o delle omissioni.

Questa non è una debolezza dei vangeli, ma una ricchezza perché testimonia dell’indipendenza di questi scritti tra loro. Anche se Matteo aveva probabilmente a disposizione il vangelo di Marco scritto parecchi anni prima, ispirato da Dio sceglie di dare un taglio diverso al racconto pur mantenendo il senso della storia intatto.

Marco ci fa capire che la bambina non era ancora morta quando Iairo va da Gesù ma muore mentre si erano già messi in viaggio. A quel punto Gesù stimolò Iairo a continuare ad avere fede.

Matteo invece taglia corto, ci fornisce una versione molto più breve e va dritto al punto: Iairo aveva fede anche dopo che sua figlia era morta. Era convinto che Gesù potesse ridarle la vita.

Matteo è interessato a mettere in luce subito la fede di Iairo. Infatti, come vedremo è ciò che Matteo farà in tutte le storie narrate in questa sezione.

D’altra parte Matteo ci dà una versione molto più breve rispetto a Marco anche della guarigione della donna che tocca Gesù mentre lui si sta recando verso la casa di Iairo. Anche in questo caso, Matteo va dritto al punto perché è interessato a mettere in luce la fede della donna e l’apprezzamento di Gesù.

Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell’ora la donna fu guarita. (Matteo 9, 20-22)

Una emorragia non era una malattia letale, ma la perdita continua di sangue era debilitante e inoltre la manteneva in uno stato permanente di impurità rituale, secondo la legge (vedi Le 15:19-33), impedendole di vivere una vita normale in mezzo agli altri. Comprendiamo quindi quanto fosse importante la guarigione per quella donna.

Così quella donna aveva toccato Gesù cercando di non dare nell’occhio. Si noti però la grande fede che ebbe questa donna, convinta di poter guarire anche solo toccando la veste di Gesù.

Gesù poteva guarirla senza dire nulla ma preferì mettere in luce quella guarigione proprio per lodare la fede della donna e anche per permettere agli altri di sapere che finalmente, dopo dodici anni, era guarita, quindi non doveva più essere considerata impura.

Gesù aveva risposto con una guarigione alla fede di quella donna. Ma nel frattempo a casa di Ietro, erano già cominciato il lutto:

Quando Gesù giunse alla casa del capo della sinagoga e vide i suonatori di flauto e la folla che faceva grande strepito, disse loro: «Allontanatevi, perché la bambina non è morta, ma dorme». Ed essi ridevano di lui.  (Matteo 9,23-24)

La gente rideva di Gesù quando egli aveva affermato che la bambina stava solo dormendo, ma Egli sapeva bene cosa stava per fare, sapeva che c’era ancora un futuro per quella piccola creatura!

Il padre di quella bambina aveva mostrato una grande fede e Gesù non lo deluse. Quel giorno non ci fu solo una guarigione ma addirittura ci fu una risurrezione dai morti!

Ma quando la folla fu messa fuori, egli entrò, prese la bambina per la mano ed ella si alzò. E se ne divulgò la fama per tutto quel paese. (Matteo 9, 25-26)

Una bambina che muore e torna in vita non è una notizia che si sente tutti i giorni. Non stupisce quindi che in tutto il paese si parlasse di quell’episodio. Ma come avremo modo di vedere, anche i miracoli più eclatanti , come accadrebbe anche oggi, venivano interpretati nei modi più disparati dalle persone. In mezzo a tanti che rimanevano meravigliati dalle grandi opere di Gesù, ce ne erano altri che nutrivano un certo scetticismo. D’altra parte qualcuno avrà certamente sospettato che Iairo e la sua famiglia fossero d’accordo con Gesù, e che non c’era stata nessuna risurrezione.

Come vedremo, per quanto Gesù continuasse a fare grandi miracoli, si trovava sempre qualcuno che aveva qualcosa da ridire sul suo operato. E questa è una costante che ci accompagnerà per tutto il vangelo.

Ma intanto Gesù andava avanti per la sua strada, operando in risposta a coloro che riponevano la loro fede in lui. Dopo quella donna che era guarita dall’emoraggia e Iairo, furono due ciechi a seguirlo per attirare la sua attenzione:

Come Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono, dicendo ad alta voce: «Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!» Quando egli fu entrato nella casa, quei ciechi si avvicinarono a lui. Gesù disse loro: «Credete voi che io possa far questo?» Essi gli risposero: «Sì, Signore». Allora toccò loro gli occhi dicendo: «Vi sia fatto secondo la vostra fede». E gli occhi loro furono aperti. E Gesù fece loro un severo divieto, dicendo: «Guardate che nessuno lo sappia». Ma quelli, usciti fuori, sparsero la fama di lui per tutto quel paese.(Matteo 9,27-31)

Ancora una volta Gesù è a caccia di persone che ripongano la loro fede in lui. “Credete voi che io possa far questo?” Essi gli risposero: «Sì, Signore». “Vi sia fatto secondo la vostra fede”. E gli occhi loro furono aperti.

Che si tratti di un’emorraggia, di cecità, o addirittura di morte, Gesù è sempre a caccia di persone che ripongano la loro fede in lui.

Come era accaduto in altri casi Gesù comandò loro di non spargere la voce, probabilmente per non attirare le attenzioni delle autorità giudaiche che, come stiamo per vedere, lo avevano già messo nel loro mirino. Ma le sue raccomandazioni non furono seguite. D’altra parte possiamo biasimare quegli uomini? Avevano riottenuto la vista. Voi non sareste subito corsi a dirlo a tutti? Inoltre, una cosa del genere non passa certamente inosservata!

Ma non è finita qui.

Mentre quei ciechi uscivano, gli fu presentato un uomo muto e indemoniato. Scacciato che fu il demonio, il muto parlò. E la folla si meravigliava dicendo: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele». (Matteo 9, 32-33)

Ancora una volta ci sono persone che hanno fede in Gesù. Hanno un amico o parente che era in una condizione davvero difficile. Non solo era muto, ma quella condizione era legata alla presenza di demoni. Allora cosa fanno queste persone? Lo presentano a Gesù. Hanno probabilmente assistito ad altri miracoli di Gesù e sono convinti che Gesù possa fare qualcosa anche per il loro amico. Bello, avere degli amici così, vero?

Non hanno torto. La loro fede venne premiata. Gesù libera quell’uomo ed egli riacquistò la parola.

Un altro miracolo… un altra folla di persone meravigliata, Non si è mai visto niente del genere in Israele.

Ma come, vi anticipavo prima, anche i miracoli più incredibili, oggi come allora, trovano sempre qualche scettico che trova spiegazioni alternative. Solo che in quel caso, furono persone particolarmente importanti in mezzo al popolo a dubitare di Gesù:

Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni con l’aiuto del principe dei demòni».(Matteo 9,32-34)

Era un’accusa pesante quella che quei farisei stavano facendo a Gesù. Più avanti , nel capitolo 12, Matteo ritornerà su questa accusa e riporterà anche una risposta di Gesù piuttosto articolata.

Ci ritorneremo quindi quando arriveremo al capitolo 12, ma intanto registriamo questo scetticismo che animava quei farisei e facciamo una considerazione molto semplice.

Oggi molti scettici affermano di essere pronti a credere in Gesù se egli facesse qualcosa di straordinario davanti ai loro occhi, ma la storia ci mostra che anche mentre Gesù camminava di persona in mezzo al popolo risuscitando i morti, dando la vista ai ciechi e liberando gli indemoniati, c’erano persone che attribuivano queste cose addirittura al principe dei demòni, a Satana.

Oggi probabilmente qualcuno troverebbe altre spiegazioni, ma sono sicuro che di fronte ad un evento, di qualunque natura, ci saranno sempre spiegazioni diverse. Ci saranno sempre coloro che ripongono la loro fede in Gesù e coloro che rimangono nello scetticismo.

Quel giorno, però, coloro che ebbero fede in Gesù, quel capo della sinagoga, quella donna, quei due ciechi, quelle persone che portarono il loro amico indemoniato da Gesù, sapevano bene come erano andate le cose e la loro fede ne era uscita rinforzata.

Quel giorno sicuramente saranno morte altre persone mentre Gesù risuscitava quella bambina e guariva quelle persone, d’altra parte la missione di Gesù non era quella di guarire tutti. Egli era venuto affinché attraverso quei segni comprendessero chi lui fosse, comprendessero che il Regno di Dio stava avanzando e che nemmeno la morte doveva sembrare un avversario così temibile.

Quel giorno una bambina era tornata in vita, ma un giorno quella bambina, magari tanti anni dopo, sarà pur morta di nuovo. Ma c’è una risurrezione che Gesù vuole dare davvero a tutti coloro che ripongono la loro fede in Lui, una risurrezione definitiva, alla fine dei tempi.

Un giorno tutti i morti sentiranno la voce di Gesù, la voce che quella bambina aveva sentito quel giorno, una voce che dirà ad ogni essere umano morto: “Alzati!”.

E i morti ubbidiranno tutti alla voce di Gesù.

Tutti risorgeranno prima o poi.

Ma la domanda che dobbiamo porci è questa: risorgeremo per vivere per sempre o per essere giudicati da Dio ed allontanati definitivamente da Lui?

Oggi è il tempo di riporre la propria fede in Gesù come Iairo, come quella donna, come quei ciechi, come gli amici di quell’indemoniato.

Oppure, anche se mi dispiace che qualcuno faccia questa scelta, possiamo rimanere nello scetticismo, ignorare l’opera di Gesù nel mondo, e ignorare la sua persona, la sua morte, la sua risurrezione. A proposito su questo canale nella nostra serie sulle ragioni della fede cristiana parleremo in futuro anche dei motivi per cui ha senso credere nell’esistenza di Gesù, nella sua morte e nella sua risurrezione come fatti storici. Quindi non dimenticate di iscrivervi al canale se siete interessati a questi argomenti. La mia speranza è sempre quella di vedere qualche scettico che abbraccia la fede.

Ciao a tutti. alla prossima

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