Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Chiedete e vi sarà dato?

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This entry is part 15 of 65 in the series Vangelo di Matteo

(Testo di riferimento: Matteo 7,7-14 –  La Bibbia)

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Queste parole di Gesù sembrano rendere la vita molto semplice, vero? Tuttavia, non dobbiamo pensare che si tratti di una ricetta per ottenere tutto ciò che vogliamo. Infatti Dio non è il genio della lampada pronto a soddisfare ogni nostro desiderio… Ne parliamo tra un attimo. Intanto iscrivetevi al canale se non lo avete ancora fatto e non dimenticate di attivare la campanella per essere avvisati di tutti gli aggiornamenti del canale.

«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa.  (Matteo 7:7)

Come dicevo, queste parole potrebbero far pensare che Dio sia una specie di genio della lampada pronto a soddisfare ogni nostro deisderio, ma ovviamente non è così.

Infatti Gesù stesso, poco prima di andare sulla croce, si sarebbe trovato a pregare affinché quel calice potesse passare oltre lui, tuttavia aggiunse: “Non la mia, ma la tua volontà sia fatta.” (Lc 22,42, Mt 26,39) L’esempio di Gesù è la dimostrazione che esistono preghiere la cui risposta da parte di Dio potrebbe non essere quella che noi avremmo voluto. E allora? Che senso hanno queste parole di Gesù: “«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa“?

Una prima osservazione da fare su queste parole è che non hanno un’applicazione generica, ma riguardano il rapporto tra Dio e l’uomo, come si comprende dal resto del brano che leggeremo tra un attimo.

In precedenza, durante questo sermone, Gesù aveva già parlato della preghiera e, nel commentare il cosiddetto “Padre Nostro”, avevamo osservato che si trattava di un modello di preghiera che evidenziava un rapporto tra il discepolo e Dio, come tra un figlio e un padre. Il discepolo in quella preghiera dimostra il suo interesse per l’onore del padre, per il suo regno, per la sua volontà e dimostra dipendenza da Dio per le cose necessarie alla sua protezione e al suo sostentamento quotidiano spirituale e materiale.

Qualunque richiesta fatta a Dio ha quindi senso solo se è inserita in questo rapporto Padre-Figlio. Gesù ritorna sul tema della preghiera invitando ad essere costanti, a non stancarsi, a non desistere, perché Dio accoglie le preghiere dei suoi figli. Ma la premessa sottintesa è appunto quella di aver sviluppato un rapporto con Dio come quello di un figlio con il proprio padre, un figlio che prima di tutto vuole che la volontà del Padre sia fatta. Lo si comprende da come prosegue il brano:

Qual è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!(Matteo 7,8-11) 

Questa spiegazione di Gesù è logica. Se tra noi e Dio c’è un rapporto come quello che c’è tra un figlio e un padre, dobbiamo accostarci a Lui con la medesima fiducia con cui un figlio si accosta ad un padre.

Gesù voleva che i suoi discepoli avessero quel tipo di rapporto con Dio. Essi avevano ascoltato un sermone che li sfidava ad esercitare una giustizia che superasse quella dei farisei, ma ciò sarebbe stato possibile solo se avessero cercato la guida di Dio in ogni cosa.

Si tratta quindi di un brano con il quale Gesù vuole incoraggiare i propri discepoli a sviluppare il proprio rapporto con il padre. Consolidando il proprio rapporto con il Padre, i discepoli impareranno a sottoporre a Dio tutta la loro vita, onorandolo e cercando la sua volontà e gli esporranno le loro richieste con la fiducia che Dio risponderà nel modo migliore per loro, proprio come un Padre farebbe con il proprio figlio.

Attenzione però! Dio darà cose buone a coloro che gliele domandano, ma non è detto che Dio farà sempre esattamente ciò che abbiamo chiesto. Ricordate la preghiera di Gesù a cui accennavo all’inizio, quando nel Getsemani avrebbe chiesto al Padre, se possibile di passare oltre lui quel calice? Gesù aveva aggiunto: “non la mia, ma la tua volontà sia fatta.” E infatti, in quel caso, Gesù aveva dovuto affrontare la croce. In quel caso,la realizzazione di un bene più grande, ovvero la salvezza dell’umanità, sarebbe passato per la sofferenza di Gesù. L’esempio di Gesù ci ricorda quindi che la risposta di Dio può essere diversa da ciò che noi vorremmo in prima battuta, tuttavia nel suo piano, possiamo essere certi che egli ha in vista qualcosa di buono per noi, qualcosa che può essere un bene più grande.

Il padre darà cose buone a quelli che gliele domandano, ma non necessariamente tutto ciò che loro vogliono. Si tratta quindi anche di imparare a chiedere cose in sintonia con la sua volontà, con la fiducia che Egli agirà comunque per il nostro bene. “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”, sono parole che non invitano a sbizzarrirsi nelle proprie richieste, ma piuttosto invitano a fidarsi di Dio e nel suo sostegno in ogni situazione, proprio quando le cose non vanno come noi vorremmo.

D’altra parte nel sermone sul monte, fino a quel momento, Gesù aveva posto i suoi discepoli di fronte a sfide impegnative, sfide che potevano sembrare impossibili ai loro occhi. Ed è proprio in quel contesto che queste parole di Gesù diventano estremamente incoraggianti. Se essi cercavano in loro stessi le risorse per piacere a Dio, non sarebbero riusciti a realizzare lo standard elevato che Gesù aveva posto loro davanti, ma queste parole di Gesù li esortavano a cercare in Dio stesso l’aiuto necessario per riuscirci.

Infatti, nel brano parallelo di Luca 11:13 leggiamo: “Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”. Come abbiamo già detto in altre occasioni, è logico pensare che Gesù abbia impartito lezioni analoghe in vari momenti, con alcune differenze. Nel brano di Luca l’accento è posto sulla richiesta dello Spirito Santo, che è una cosa buona per eccellenza!

Il contesto di Luca è molto specifico, e la richiesta riguarda lo Spirito Santo, ovvero una richiesta che è certamente nella volontà di Dio, una richiesta fondamentale nel rapporto tra l’uomo e Dio. Questo ci fa capire che quando Gesù stava invitando i suoi discepoli a chiedere per ricevere, a cercare per trovare, a bussare per vedere una porta aperta, si riferiva in particolar modo a richieste che avevano a che fare con un desiderio di migliorare il proprio rapporto con Dio. Quel tipo di richiesta sarà sempre accolta dal Signore perché è nella sua volontà.

Come applicazione di questo brano, infatti, quando parlo di Gesù a qualcuno che è dubbioso, lo invito a cercare sinceramente Dio con la certezza che egli si farà trovare da chi lo cerca, perché sono sicuro che Dio si farà trovare da chi lo cerca sinceramente, aprirà a chi bussa alla sua porta.

Ma dobbiamo anche ammettere che a volte ci saranno nella nostra vita altri tipi di richieste che non otterranno la risposta che avremmo voluto. Ci saranno casi in cui la volontà di Dio sarà diversa dalla nostra. Ci saranno casi in cui non capiremo neanche perché Dio abbia agito così.

Ci saranno casi in cui abbiamo pregato per noi stessi o per una persona cara, e la risposta di Dio è stata negativa. In quei casi, come figli non perderemmo la nostra fiducia nel nostro Padre celeste. Se la nostra esperienza con lui in passatoci ha mostrato che Egli ci vuole bene, dubiteremo del suo amore per noi quando la sua risposta non ci piacerà? Non dimentichiamoci di Giobbe quando disse: “Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo di accettare il male?”

Impariamo a sviluppare il nostro rapporto con il Signore, sviluppiamo la nostra vita di preghiera, entriamo sempre di più in sintonia con il padre e sono sicuro che impareremo sempre di più a chiedere cose buone che egli sarà ben contento di darci. E, man mano, che il nostro rapporto con Lui diventerà sempre più profondo, egli ci aiuterà anche a prepararci per quei momenti in cui la sua risposta sarà negativa. Prima o poi accadrà che la volontà di Dio possa condurci in situazioni che avremmo preferito evitare. Ma è proprio in quei momenti che ci ricorderemo del bene che abbiamo ricevuto dal nostro Padre celeste nel passato e saremmo pronti a bere il calice che ci ha posto davanti dicendo, come Gesù: “Non la mia, ma la tua volontà sia fatta.”

Qual’è la vostra esperienza in proposito? Avete sperimentato risposte positive di Dio? Avete anche sperimentato risposte negative? In entrambi i casi, ciò come ha influito sul vostro rapporto con Lui? Potete parlarmene nei commenti che leggo sempre con attenzione e dai quali imparo sempre qualcosa di utile.

Grazie a tutti. Alla prossima.

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Commenti

  1. Avatar Oriano Zampolini
    Oriano Zampolini

    Il trucco di tutto il contesto Dio e noi sta nel penultimo capoverso del suo articolo. E cioè secondo come opera la nostra mente. L’aspetto è tutto inserito e inerente alla nostra psicologia, in quella costruiamo chissà che cosa…

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