Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Il regno di Dio è vicino

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

This entry is part 3 of 53 in the series Vangelo di Marco
Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo». Mentre passava lungo il mare di Galilea, egli vide Simone e Andrea, fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini». Essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. Poi, andando un po’ più oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello, che anch’essi in barca rassettavano le reti; e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se ne andarono dietro a lui.
(Marco 1:14-20 – La Bibbia)

Indice della serie sul vangelo di Marco


 

Il ministero di Gesù stava entrando in una nuova fase. Il suo araldo Giovanni, mandato davanti a lui per preparare il popolo ad incontrare il Re era stato messo in prigione e a quel punto il Re stesso continuò a predicare il ravvedimento in vista del regno di Dio, predicando il vangelo, ovvero la buona notizia di Dio.

Quando oggi ci riferiamo al vangelo, pensiamo subito ad annunciare la morte e la risurrezione di Gesù, ma ovviamente Gesù non poteva ancora parlare di queste cose che, come vedremo in seguito, risultavano incomprensibili anche ai suoi più vicini collaboratori. A quale vangelo dovevano credere le persone a cui Gesù predicava? In cosa consisteva il vangelo di Dio, ovvero la buona notizia di Dio annunciata da Gesù?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo considerare che possiamo parlare di regno di Dio, o regno dei cieli come viene chiamato in altri brani dei vangeli, quando è Dio a governare, a regnare, in modo diretto sul creato. Se leggiamo la bibbia ci rendiamo conto che il Regno di Dio sul creato è una realtà già nel giardino dell’Eden con il Signore che affida all’uomo, creato a sua immagine, la responsabilità di governare:

Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra» (Genesi 1:28)

Sappiamo però che l’uomo disubbidì a Dio e fu cacciato dall’Eden, istigato dal serpente che non era un semplice animale ma un essere spirituale poi conosciuto come Satana (vedi Ap 12:9, Ap 20:2) che si ribellò a Dio trascinando con sé l’umanità. Da quel momento in poi l’uomo continua a governare questo mondo ma, come tutti possono osservare, non lo sta facendo in comunione con Dio ma piuttosto influenzato da quelle medesime potenze spirituali che lo hanno spinto a peccare. Ecco perché nella bibbia il termine “mondo” è spesso utilizzato in modo negativo riferendosi proprio ad un sistema che si oppone a Dio ed è influenzato da forze spirituali malvagie (Ef 6:12).

Il resto della bibbia ci mostra il piano di Dio per ristabilire il suo Regno trionfando sulle forze spirituali ribelli. In mezzo ad un mondo idolatra, egli scelse Abramo e da esso trasse diverse nazioni tra cui Israele, il popolo che egli scelse per essere la luce delle nazioni proprio attraverso il suo Messia (vedi Isaia 42:6, 49:6). Il Messia avrebbe regnato con giustizia ristabilendo proprio il regno di Dio cominciando da Israele per estenderlo alle altre nazioni (Vedi Isaia 60:3).

Così leggendo che Gesù annunciava l’imminenza del regno di Dio, la nostra mente ci porta subito a questo brano di Isaia che introduce proprio il Messia:

Quanto sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone notizie, che annuncia la pace, che è araldo di notizie liete, che annuncia la salvezza, che dice a Sion:«Il tuo Dio regna!» (Isaia 52:7)

Ogni pio Israelita attendeva il regno di Dio che finalmente avrebbe spazzato via l’idolatria dei popoli circostanti stabilendo un mondo nuovo in cui avrebbe regnato la giustizia e la pace.

Non ci stupisce quindi di leggere alla fine della Bibbia, in Apocalisse, di nuovi cieli e nuova terra con una terminologia che ricorda l’Eden, il giardino di Dio. Alla fine dei tempi il Signore ristabilirà ancora il suo regno trionfando su tutti i suoi nemici.

Noi oggi sappiamo che sulla croce Gesù ha già trionfato sui suoi nemici nel mondo spirituale (Col 2:15), quindi ha inaugurato il suo regno e noi credenti ne facciamo parte  (Col 1:13). Essendo cittadini di quel regno (Fil 3:20), siamo suoi ambasciatori nel mondo ostile (2 Cor 5:20) mentre attendiamo il ritorno del Re dei Re per entrare nell’era a venire quando ci saranno nuovi cieli e nuova terra (2 Pietro 3:13, Ap 21:1).

Ma in quel momento storico, Gesù stava mettendo le basi del regno di Dio e, nel predicare questa buona notizia Gesù coinvolse subito alcuni uomini che collaborassero con lui nell’annunciare che il piano di Dio per il ristabilimento di una nuova creazione stava entrando nel vivo.

Da quanto leggiamo, entrambe le coppie di fratelli, Andrea e Simone, Giacomo e Giovanni, avevano un’attività famigliare molto ben avviata. Attraverso la testimonianza degli altri vangeli sappiamo che ci furono diverse interazioni tra loro e Gesù, ma Marco ci trasmette semplicemente il fatto che essi furono pronti ad abbandonare la loro attività per seguire Gesù, mettendo da parte la loro professione, probabilmente la cosa più importante della loro vita, pur di unirsi a Gesù. Gesù promise loro una pesca ben più fruttuosa, infatti li avrebbe utilizzati per “pescare uomini” ovvero per attirare uomini nel regno di Dio.  C’era forse qualcosa di paragonabile a questo meraviglioso incarico?

Nel leggere questi versetti non posso fare a meno di chiedermi quanto sia importante per ognuno di noi il regno di Dio. Siamo disposti a seguire Gesù mettendo da parte anche le cose che fino ad oggi ci sono sembrate le più importanti della nostra vita? Dalla risposta che diamo a questa domanda comprendiamo quanto il regno di Dio sia importante per ognuno di noi.

Vangelo di Marco

Il Figlio di Dio L’autorità di Gesù

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