Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

In missione

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Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a coloro che erano stati con lui, i quali facevano cordoglio e piangevano. Essi, udito che egli viveva ed era stato visto da lei, non lo credettero.
Dopo questo, apparve in modo diverso a due di loro che erano in cammino verso i campi; e questi andarono ad annunciarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero.
Poi apparve agli undici mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l’avevano visto risuscitato. E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno».
Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l’accompagnavano.
(Marco 16:9-20 – La Bibbia)

Indice della serie sul vangelo di Marco

Cosa accadde dopo la risurrezione di Gesù?

Mettendo insieme tutti e quattro i vangeli sappiamo che Gesù passò del tempo con i discepoli prima della sua ascensione e sappiamo che lasciò loro un incarico molto importante, quello di proseguire la predicazione del regno di Dio, confermando che il Re era venuto, era morto e risorto per i peccati dell’umanità e soprattutto un giorno sarebbe tornato!

È noto che questa parte finale del vangelo di Marco ha sempre suscitato perplessità tra gli studiosi perché non sembra inserirsi in modo coerente nel flusso del racconto. D’altra parte si tratta di un brano che manca nei più antichi e migliori manoscritti ed esiste in numerose varianti, quindi molti sospettano che la parte finale del vangelo sia andata persa e  poi conclusa con i versi 9-20 da qualche scriba.

Tuttavia, le informazioni che vi troviamo, se viste nella giusta luce,  sono una conferma di ciò che leggiamo negli altri vangeli e nel libro degli Atti.

Innanzitutto,  troviamo la conferma dell’incredulità dei discepoli quando Maria Maddalena, così come le altre donne, annunciarono loro la risurrezione (vedi Lc 24:11). Anche nella sua conclusione il vangelo ci ricorda l‘incredulità che aveva sempre caratterizzato i discepoli mentre Gesù era con loro. Era davvero difficile per loro credere che Gesù fosse davvero risorto perché ciò esulava dalla loro comprensione delle scritture. Essi al più si aspettavano la risurrezione dei giusti alla fine dei tempi ma non avevano compreso che Gesù sarebbe risorto subito, anche se Egli lo aveva detto. Essi non credettero neppure quando due di loro, di ritorno dai campi, andarono ad annunciare loro che Gesù era apparso loro. Questo potrebbe essere un riferimento ai due discepoli sulla via di Emmaus narrato in Luca 23:13-33.

Gesù stigmatizzò proprio la loro incredulità quando apparve agli undici. Questo è confermato dal brano parallelo di Luca:

 Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!»
Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere uno spirito. Ed egli disse loro:
«Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore? (Luca 24:36-38)

Tuttavia, nonostante tutta l’incredulità dei discepoli, Gesù diede loro l’incarico importante di essere suoi ambasciatori in tutto il mondo.  Quanto amore egli ha avuto nei loro confronti! Egli conosceva le loro debolezze, e anche le nostre, ma sapeva che, potenziati dallo Spirito Santo, sarebbero comunque diventati dei formidabili testimoni del regno di Dio. La conclusione del brano che abbiamo letto conferma infatti che, dopo l’ascensione di Gesù,  essi “se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l’accompagnavano.”

Infatti il libro degli Atti ci conferma che i discepoli, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, avrebbero svolto con grande dedizione la missione che il Signore Gesù aveva affidato loro. Avrebbero predicato il vangelo prima in Gerusalemme, poi spingendosi in Samaria, per andare in seguito nel resto dell’impero romano con lo scopo di raggiungere tutto il mondo conosciuto.

Molti avrebbero creduto alla loro predicazione e, come si legge nel libro degli Atti, in conseguenza della loro fede molti sarebbero stati battezzati, ovvero immersi in acqua, per testimoniare della loro fede in Gesù Cristo e della nuova vita che il Signore dava loro. Il fatto che la fede e il battesimo siano collegati alla salvezza in questo versetto si basa sulla pratica comune nella comunità dei discepoli nel primo secolo, secondo cui la fede in Gesù e il battesimo erano due realtà che andavano di pari passo: coloro che credevano, venivano battezzati per testimoniare del cambiamento che era avvenuto in loro.  Non ha molto senso quindi discutere, sulla base di questo versetto, se il battesimo sia determinante o meno per salvare una persona, perché per i primi credenti era semplicemente parte del medesimo processo e così dovrebbe essere anche oggi nella comunità cristiana.  D’altra parte che la salvezza dipenda dalla fede in Cristo e non da una immersione in acqua è piuttosto ovvio leggendo tutte le scritture nel loro insieme.

Leggendo il libro degli Atti notiamo che la comunità dei  discepoli crebbe velocemente perché “Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati.” (At 2:47).  Che bello pensare a quante persone il Signore ha salvato attraverso la predicazione dei discepoli di Gesù. Allo steso modo però, Gesù aveva sottolineato che coloro che non credono sarebbero stati condannati. Gesù stava quindi sottolineando che la fede nella sua persona e nella sua opera sarebbe stata determinante per la salvezza dell’uomo.

Nel libro degli Atti troviamo anche conferma dei segni che hanno accompagnato i discepoli di Gesù, infatti il Signore permise che i dèmoni venissero scacciati e operò molti miracoli e guarigioni attraverso di loro. Si pensi ad esempio ad At 28:3-5 in cui Paolo sull’isola di Malta fu morso da una vipera senza patire alcun male. Si pensi anche a diversi modi in cui la capacità miracolosa di comunicare in altre lingue fu utilizzato dal Signore. Questi segni miracolosi favorirono la testimonianza dei discepoli e sono una delle ragioni per cui il vangelo si diffuse piuttosto velocemente anche tra popolazioni che erano molto lontane dal Dio d’Israele.

Non è detto che Dio sia costretto ad operare miracoli e ad agire sempre nello stesso in modo in ogni circostanza ed in ogni luogo  come pretendono alcuni, ma allo stesso tempo sono convinto che, quando il Signore lo ritenga opportuno, Egli agisca ancora oggi in modo miracoloso con lo scopo di conquistare delle anime o di confermarle nella fede. Purtroppo nei paesi occidentali dove lo scetticismo domina e il cristianesimo è ormai considerato superato dai più, si sta assistendo ad una regressione della fede e  talvolta anche i credenti sembrano avere dei dubbi sulla capacità di Dio di operare. Non dimentichiamo che anche Gesù non operava volentieri dove incontrava scetticismo (si veda Marco 6:1-6).  Non credo quindi che abbia senso cercare con insistenza miracoli e guarigioni pubbliche come alcuni fanno, ma credo sia sbagliato anche non aspettarsi che Dio, nella sua grazia, possa operare prodigi anche nella nostra vita di tutti i giorni.

Anche noi oggi, se siamo cristiani, dobbiamo considerare con serietà l’incarico che Dio aveva affidato ai suoi discepoli. Anche noi abbiamo la responsabilità di parlare di Gesù,  di ciò che lui ha fatto dando la vita per i peccati dell’umanità, del suo regno eterno e della salvezza eterna che possono avere tutti coloro che credono in Lui.  Tale incarico non riguarda solo coloro che sono missionari in terra straniera, perché anche noi oggi, siamo in missione in un mondo lontano da Dio a partire dai nostri parenti, dai nostri amici, dai nostri colleghi, insomma a partire da tutti coloro che conosciamo. E anche noi, come i primi discepoli, abbiamo bisogno che il Signore operi con potenza nelle nostre vite con il suo Spirito Santo affinché possiamo essere strumenti per portare la sua salvezza ad ogni creatura.

Vangelo di Marco

Egli è risorto!

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