Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Non capite ancora?

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This entry is part 22 of 53 in the series Vangelo di Marco
In quei giorni c’era di nuovo una folla grandissima, e poiché non avevano da mangiare, Gesù, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «Io ho pietà di questa gente; poiché da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. Se li rimando a casa digiuni, verranno meno per strada; perché alcuni di loro sono venuti da lontano». I suoi discepoli gli risposero: «Come si potrebbe mai saziarli di pane qui, in un deserto?» Egli domandò loro: «Quanti pani avete?» Essi dissero: «Sette». Egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra; e presi i sette pani, dopo aver reso grazie, li spezzò e diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla; ed essi li distribuirono.  Avevano anche pochi pesciolini; ed egli, dopo aver detto la benedizione, comandò di distribuire anche quelli. Tutti mangiarono e furono saziati; e dei pezzi avanzati si raccolsero sette panieri. Erano circa quattromila persone. Poi Gesù li congedò.E, subito, salito sulla barca con i suoi discepoli, andò dalle parti di Dalmanuta.
Allora vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli, per metterlo alla prova, un segno dal cielo. Ma egli, dopo aver sospirato nel suo spirito, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: nessun segno sarà dato a questa generazione». E, lasciatili, salì di nuovo sulla barca e passò all’altra riva. I discepoli avevano nella barca solo un pane, perché avevano dimenticato di prenderne degli altri. Egli li ammoniva dicendo: «Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!» Ed essi si dicevano gli uni agli altri: «È perché non abbiamo pane». Gesù se ne accorse e disse loro: «Perché state a discutere del non aver pane? Non riflettete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate?  Quando io spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi raccoglieste?» Essi dissero: «Dodici». «Quando spezzai i sette pani per i quattromila, quanti panieri pieni di pezzi raccoglieste?» Essi risposero: «Sette».  E diceva loro: «Non capite ancora?»
(Marco 8:1-21 – La Bibbia)

Indice della serie sul vangelo di Marco


Quando si vuole che i propri studenti acquisiscano bene una lezione, talvolta è necessario ripetere alcuni concetti.

Gesù tra le sue priorità aveva certamente quella di preparare i suoi discepoli  attraverso i quali il vangelo si espanderà dopo la sua morte e la sua risurrezione, e questi episodi avevano una grande importanza per la loro preparazione. 

Ancora una volta Gesù si era trovato in mezzo ad una folla che lo ascoltava volentieri. Addirittura questa volta molte persone erano rimaste tre giorni con Gesù senza avere cibo da consumare. Come già era accaduto in precedenza Gesù mostrò la sua sensibilità verso di loro… poteva forse mandarli a casa a stomaco vuoto con il rischio che venissero meno per strada?

A questo punto i discepoli avrebbero dovuto ricordarsi quanto era avvenuto in precedenza e si sarebbero dovuti aspettare un miracolo da parte di Gesù, invece la loro risposta dimostrò che non avevano assimilato bene la lezione: “Come si potrebbe mai saziarli di pane qui, in un deserto”?

Gesù non si arrese e si preparò a ripetere la lezione. “Quanti pani avete?”  Con questa sua domanda Gesù mise ancora una volta in evidenza il fatto che, anche se si trovavano in mezzo al deserto, anche se avevano poco pane, comunque poteva essere utile e poteva essere utilizzato. Anche poco, messo nelle sue mani, poteva bastare per fare del bene a tutte quelle persone. E ancora una volta Gesù moltiplicò quei pani e quei pesci per saziare quella folla.

Questa volta i discepoli avevano imparato la lezione?  L’occasione per scoprirlo ce lo fornisce l’episodio successivo.

Alcuni farisei chiesero a Gesù un segno dal cielo per dimostrare che Lui era il Messia. Gesù sospirò nel suo spirito. Ma come? Chiedevano ancora un segno nonostante tutto ciò che Gesù aveva già compiuto in mezzo a loro? Come potevano essere così increduli? Come già avevamo visto in altre occasioni Gesù si rifiutò di accontentare chi gli chiedeva miracoli con aria di sfida e incredulità.

L’episodio con i farisei fornì a Gesù l’occasione di ribadire ai suoi discepoli che dovevano guardarsi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode. Cosa intendeva dire con questa espressione?

Quella del lievito era una metafora comune tra i Giudei per indicare un’influenza corruttrice che poteva fare danni nella vita di una persona. Come il lievito era in grado di fare gonfiare una gran quantità di pasta, così un’influenza negativa nella vita di una persona o di un intero popolo poteva fare grandi danni. Come abbiamo visto molti farisei erano increduli nei confronti di Gesù, ma essi erano persone che godevano di grande considerazione tra i Giudei ed avevano una grande influenza nella società. Così anche Erode stava portando avanti la sua agenda politica per essere apprezzato come re dei Giudei ma si stava opponendo al vero regno di Dio, avendo anche ucciso Giovanni Battista (Mc 6:14-29). Gesù sapeva che la classe dirigente giudaica sarebbe stata in prima fila nel rifiutarlo come Messia e stava quindi mettendo in guardia i suoi discepoli da costoro.

Cosa avevano capito i discepoli di tutto ciò? Nulla. Essi pensavano che Gesù li stesse sgridando perché non avevano abbastanza pane.

“Non riflettete e non capite ancora?”  I discepoli avevano visto miracoli, avevano visto Gesù in più di una occasione moltiplicare pani e pesci per saziare diverse migliaia di persone, eppure pensavano che Gesù potesse essere preoccupato perché essi avevano un solo pane con loro.

Era chiaro che i discepoli non avevano ancora assimilato bene la lezione.  Nonostante tutto il tempo passato con Gesù, essi non dimostravano di essere molto più avanti nella fede rispetto ai farisei che avevano incontrato poche ore prima.

“Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite?” In sostanza, parafrasando Isaia 6:10, Gesù stava chiedendo ai propri discepoli se in fondo non erano come tutti gli altri e nonostante l’evidenza, nonostante le cose viste e udite, essi non avevano ancora capito con chi avevano a che fare. Egli aveva già dimostrato la sua potenza in varie occasioni, quindi non potevano pensare che la penuria di pane potesse essere un problema.  E diceva loro:” Non capite ancora?”

Era evidente che fino a quel momento non avevano ancora capito del tutto con chi avevano a che fare. Ma quel giorno Gesù aveva aggiunto un altro tassello alla loro preparazione. Dopo la sua morte e la sua risurrezione tutti questi tasselli torneranno alla mente dei discepoli i quali avranno poi un quadro completo che permetterà loro di riconoscere anche la divinità di Gesù.

Non dobbiamo essere troppo frettolosi nel giudicare i discepoli di Gesù. In fondo  noi non siamo tanto diversi da loro. Quante volte Dio ha mostrato la sua potenza nella nostra vita eppure, alla prima occasione in cui le cose sono andate diversamente da quanto ci aspettavamo, abbiamo dubitato e ci siamo chiesti perché Dio non intervenisse? Noi esseri umani dimentichiamo in fretta le benedizioni di Dio e talvolta non siamo in grado di discernere l’azione di Dio nella nostra vita, abbiamo occhi e non vediamo, abbiamo orecchie eppure non udiamo.  “Non capite ancora?”. Prendiamo per noi stessi questa domanda di Gesù e ricordiamocene quando ci troveremo in situazioni in cui il dubbio potrebbe insinuarsi nella nostra vita.

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Commenti

Una risposta a “Non capite ancora?”

  1. Avatar Felice Pastrone
    Felice Pastrone

    Caro Omar, ringrazio il Signore per averti messo in cuore questo messaggio “in questo momento” per me molto difficile,
    Prega per me e per la mia famiglia, affinché Il Signore ci dia quella forza che solo Lui sa dare.

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