Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Un gesto d’amore

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

This entry is part 42 of 53 in the series Vangelo di Marco
Mancavano due giorni alla Pasqua e alla festa degli Azzimi; i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di prendere Gesù con inganno e ucciderlo;  infatti dicevano: «Non durante la festa, perché non vi sia qualche tumulto di popolo». Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso; mentre egli era a tavola entrò una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore; rotto l’alabastro, gli versò l’olio sul capo. Alcuni, indignatisi, dicevano tra di loro: «Perché si è fatto questo spreco d’olio? Si poteva vendere quest’olio per più di trecento denari, e darli ai poveri». Ed erano irritati contro di lei. Ma Gesù disse: «Lasciatela stare! Perché le date noia? Ha fatto un’azione buona verso di me. Poiché i poveri li avete sempre con voi; quando volete, potete far loro del bene; ma me non mi avete per sempre. Lei ha fatto ciò che poteva; ha anticipato l’unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato il vangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei».
(Marco 14:1-9 – La Bibbia)

Indice della serie sul vangelo di Marco


La pasqua era ormai molto vicina e con la festa si avvicinava anche l’ora in cui Gesù avrebbe dato la sua vita per i peccati dell’umanità. Infatti l’autore del vangelo conferma che i capi dei sacerdoti e gli scribi stavano solo aspettando il momento opportuno per prendere Gesù ed ucciderlo.  Nel periodo della Pasqua Gerusalemme era ovviamente piena di pellegrini in ogni angolo e, considerando che molti avevano una buona opinione su Gesù,  i capi dei sacerdoti e gli scribi dovevano essere molto prudenti per non scatenare una reazione tumultuosa, quindi dovevano cercare di attrarlo in un luogo appartato dove poterlo prendere lontano dalle folle.

In mezzo a tanto odio per Gesù,  l’evangelista ci descrive un episodio che mostra un gesto d’amore straordinario.

Quella donna era entrata in casa di Simone il Lebbroso portando con sé  quel vaso di alabastro pieno d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore. Questo significa che non si trattò di un gesto improvvisato ma di un gesto premeditato. Ella era andata in quella casa con l’intenzione di ungere Gesù con quell’olio costosissimo.

Marco non ci fornisce troppi dettagli sull’identità della donna e sulle sue motivazioni, che si possono ricavare dai paralleli negli altri vangeli. Egli si concentrò invece sulle reazioni degli altri invitati e sulla risposta di Gesù.

Di una cosa possiamo essere certi: quella donna amava davvero Gesù al punto che volle mostrare la sua riconoscenza verso di lui in un modo davvero eclatante. Teniamo presente che il valore di quell’olio, trecento denari, era equivalente allo stipendio annuale di un operaio.

Comprendiamo quindi perché gli altri convitati rimasero stupiti di quel gesto. Lo stupore sfociò però nell’indignazione verso quella donna. Perché? Secondo loro si poteva vendere quell’olio e darlo ai poveri, così non sarebbe andato sprecato.

Non sembra un’osservazione sbagliata in un certo senso, infatti aiutare i poveri è certamente un gesto nobile. Tuttavia, Gesù non si fece impressionare da quel commento, ma prese le difese della donna.

Quelle persone si erano indignate verso quella donna per un gesto d’amore, mascherando la propria motivazione con una parvenza di interesse verso i poveri, ma se davvero avevano a cuore i poveri, essi avrebbero potuto utilizzare le proprie risorse in qualunque momento per far loro del bene. Gesù smascherò la loro ipocrisia, infatti cosa impediva loro di utilizzare trecento dei loro denari per sfamare i bisognosi? Avevano proprio bisogno di utilizzare i proventi derivanti dalla vendita dell’olio di quella donna? Ovviamente no.

Gesù sottolineò che quella donna aveva voluto semplicemente fare una buona azione verso di lui, mostrando così la propria riconoscenza. Ovviamente quella donna non poteva sapere che qualche giorno dopo Gesù sarebbe stato ucciso e sarebbe stato deposto in una tomba, ma Gesù lo sapeva bene e vide nel gesto di quella donna proprio l’anticipazione dell’unzione del suo corpo in vista della sepoltura.

In effetti, senza saperlo, quella donna aveva fatto quel gesto proprio nell’ultima occasione possibile e seppe cogliere quell’occasione. I poveri a cui fare del bene ci sarebbero sempre stati, ma pochi giorni dopo Gesù non sarebbe più stato in mezzo a loro. Se gli altri convitati lo avessero saputo, forse avrebbero anche loro fatto un gesto come quello…

Sarebbe fin troppo facile accusare quegli uomini giudicandoli per la loro superficialità, ma prima di farlo credo che dovremmo riflettere un attimo. Noi ci saremmo davvero comportati diversamente? Siamo proprio sicuri? Quante volte di fronte ad un gesto d’amore di un’altra persona non facciamo altro che nutrire sospetti sui suoi presunti secondi fini? Quante volte abbiamo giudicato il modo in cui un’altra persona ha mostrato il suo amore verso il Signore, giudicandolo eccessivo o inappropriato? Quante volte di fronte ad un servizio per il Signore svolto da un’altra persona abbiamo alzato le spallucce pensando che si sarebbe potuto fare di meglio? Il fatto è che un gesto d’amore eclatante può mettere in evidenza la nostra mancanza d’amore e, per reazione, potremmo tendere a sminuirlo in qualche modo.

La storia dimostrò che quella donna aveva fatto la cosa giusta, sfruttando l’ultima occasione per mostrare la sua riconoscenza verso il Signore. E noi siamo sicuri di aver davvero fatto tutto quello che potevamo per onorare il Signore nella nostra vita?

Il gesto di quella donna fu registrato nei vangeli, così da allora, proprio come Gesù aveva detto, in ogni parte del mondo dove il vangelo sarebbe stato predicato, quella donna sarebbe stata ricordata. Ma di quei convitati che si erano indignati, quanti hanno compiuto gesti degni di essere ricordati? E quanti dei nostri gesti nei confronti del Signore sono degni di essere ricordati? 

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