Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Vai via Gesù!

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Questa voce fa parte 14 di 53 nella serie Vangelo di Marco
Giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo,  il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percotendosi con delle pietre. Quando vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti  e a gran voce disse: «Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi». Gesù, infatti, gli diceva: «Spirito immondo, esci da quest’uomo!» Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti». E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese. C’era là un gran branco di porci che pascolava sul monte. I demòni lo pregarono dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi». Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare. E quelli che li custodivano fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna; la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. Vennero da Gesù e videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono. Quelli che avevano visto raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi cominciarono a pregare Gesù che se ne andasse via dai loro confini. Com’egli saliva sulla barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. Gesù non glielo permise, ma gli disse: «Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te». Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano.
(Marco 5:1-20 – La Bibbia)

Indice della serie sul vangelo di Marco


Il ministero di Gesù aveva già incontrato una certa opposizione tra i Giudei. Come sarebbero andate le cose in una regione in cui invece prevaleva una popolazione pagana?

Lo scopriamo in questo brano, infatti Gesù si trovava nel paese dei Geraseni nella regione della Decapoli. La Decapoli era infatti un insieme di dieci città ad est del Giordano fondate durante il periodo ellenistico, collocate presso la frontiera orientale dell’impero romano, fra le attuali Giordania, Siria ed Israele. Tali città erano state fondate da colonizzatori greci che si erano mescolati alla popolazione semita ed erano diventate nel tempo centri per la diffusione della cultura greco-romana in quelle zone.

Che la religione ebraica non prevalesse in quella zona è confermato anche dall’allevamento di porci, animali che gli Ebrei non allevavano perché erano considerati impuri e quindi non commestibili per la legge che Dio aveva dato loro attraverso Mosè.

Leggendo questo brano si rimane colpiti dalla quantità di demoni che abitavano in quel pover’uomo e dalla triste condizione in cui egli viveva. Il nome “Legione”, con i quali i demoni presenti nell’uomo si identificano, derivava dalla legione romana,  l’unità militare di base dell’esercito romano formata da alcune migliaia di elementi.

Come già era accaduto in altre occasioni, i demoni riconobbero Gesù riferendosi a lui come il figlio del Dio altissimo. Essi sapevano che egli aveva il potere di cacciarli ma questa volta accadde qualcosa che non abbiamo visto in altre occasioni, infatti essi chiesero a Gesù di non essere mandati via dal paese ma di poter restare in quella zona andando nel branco di porci che si trovava lì vicino. Gesù lo permise loro. Apprendiamo quindi che i demoni possono prendere possesso anche di animali.

Ma come mai Gesù assecondò questa richiesta? Non lo sappiamo. Bisogna essere sempre prudenti quando si parla del mondo spirituale perché la nostra conoscenza non può che essere limitata, quindi  ci limitiamo a fare delle ipotesi, riconoscendo che potrebbero essercene anche altre valide.

Una prima ipotesi sensata è che Gesù volesse semplicemente mostrare alle persone presenti la distruzione che i demoni portano in questo mondo. Gesù avrebbe quindi permesso che quei poveri animali perdessero la vita pur di salvare quell’uomo dalla sua condizione terribile. Guardando l’uomo guarito e il risultato distruttivo dei demoni nel branco di porci le persone avrebbero dovuto riflettere sulla necessità di abbandonare l’idolatria, dietro la quale ci sono appunto dei demoni, per avere una relazione con l’unico vero Dio.

Una seconda ipotesi è che Gesù non abbia realmente assecondato i demoni. Se ci pensiamo bene, infatti, Gesù permise ai demoni di andare nei porci, ma poi lasciò che i porci finissero in mare e morissero lasciando comunque i demoni senza un corpo da abitare e quindi costretti ad abbandonare il paese. Gesù quindi affermò ancora una volta la sua potenza sul mondo delle tenebre dimostrando che i demoni non avevano alcuna possibilità di trattare con lui.

Comunque, al di là delle motivazioni che spinsero Gesù ad agire in questo modo, possiamo osservare quali furono i risultati di quell’azione: nel vedere il proprio concittadino seduto, vestito e sano di mente gli abitanti del paese s’impaurirono.

Paura.  Può sembrare una reazione strana ma, se ci pensiamo bene, ha assolutamente senso. Infatti, in genere,abbiamo paura proprio di ciò che non conosciamo, vero? Gli abitanti del paese avevano imparato, anche senza saperlo, a convivere con la presenza demoniaca e con tutte le problematiche che questa generava, ma vedendo quell’uomo perfettamente guarito e sano di mente, essi si trovarono di fronte a qualcosa di sconosciuto. Chi era quel Giudeo? Per quale potenza sconosciuta l’indemoniato fu guarito? Perché quei porci si gettarono in mare? Era Gesù il responsabile di tutto ciò? Essi non potevano accusare direttamente Gesù del danno economico che avevano patito perché in effetti non avevano modo di dimostrare che fosse lui il responsabile della morte di tutti quegli animali. Probabilmente non avevano neppure capito il senso della conversazione tra Gesù e quell’uomo. Ma, proprio perché si trovarono di fronte a qualcosa di inspiegabile, ebbero paura.

Essi avrebbero potuto chiedere spiegazioni, avrebbero potuto cercare di capire, ma di fronte all’inspiegabile preferirono mettere la testa sotto la sabbia e invitare Gesù ad andarsene via.  Invece di gioire per la guarigione del loro concittadino essi si concentrarono sulla perdita economica, sul danno che avevano subito. Questa reazione era prevedibile considerando anche come erano andate le cose  in Galilea dove Gesù aveva incontrato tanto disprezzo da parte di quelli della sua stessa casa.

Dal brano apprendiamo che tuttavia Gesù, nella sua grazia, non li lasciò senza una testimonianza in mezzo a loro.   Egli avrebbe potuto assecondare quell’uomo e portarlo con sé, invece  lo invitò a rimanere lì per raccontare ai suoi amici e parenti ciò che gli era accaduto. Così quell’uomo, di cui non conosciamo neanche il nome, divenne il primo missionario inviato da Gesù nella Decapoli dove egli raccontava con entusiasmo ciò che Gesù aveva fatto per Lui.  Molto probabilmente la testimonianza di quell’uomo contribuì a preparare molte persone di quella regione alla futura predicazione da parte dei discepoli di Gesù dopo la sua risurrezione, secondo quanto descritto nel libro degli Atti.

Questa storia non dovrebbe sorprenderci. Purtroppo anche oggi le persone non hanno nessun problema a convivere con le tenebre purché gli affari vadano bene e la vita sia comoda; perciò la libertà che Gesù può portare interessa ben poco. Da parte nostra, come quell’uomo che Gesù aveva liberato, continuiamo a parlare delle grandi cose che Dio ha fatto per noi nella speranza che qualcuno ascolti il richiamo della luce e ritorni ad avere un rapporto con il proprio Creatore.  Chi preferisce le tenebre alla luce, chi idealmente allontana Gesù dai propri confini, chi dice “Vai via Gesù! Non mi interessa ciò hai da dirmi”, non riderà per sempre. Verrà infatti  il tempo in cui aver rifiutato il regno di Dio e la liberazione dalle forze delle tenebre costerà molto caro.

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