Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Egli è risorto!

Video e/o audio (se presenti per questo articolo):

Questa voce fa parte 52 di 53 nella serie Vangelo di Marco
Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome comprarono degli aromi per andare a ungere Gesù. La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole. E dicevano tra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?» Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate. Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’avevano messo. Ma andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto». Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremito e da stupore; e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura.
(Marco 16:1-8 – La Bibbia)

Indice della serie sul vangelo di Marco


Le prime testimoni della risurrezione di Gesù furono delle donne.

L’evangelista aveva introdotto in precedenza Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome (Mc 15:40,47) per indicare che avevano seguito la crocifissione ma anche la sepoltura di Gesù, quindi erano certe di trovare il corpo di Gesù nella tomba quella mattina. Esse aspettarono fino al primo giorno della settimana, il primo giorno lavorativo dopo la festa, per andare alla tomba con lo scopo di ungere con aromi il corpo di Gesù, come si usava fare. Teniamo presente che, secondo il vangelo di Giovanni, Giuseppe d’Arimatea coadiuvato da Nicodemo, un altro discepolo fariseo e membro del sinedrio, avevano già unto il corpo di Gesù (Gv 19:40), ma evidentemente quelle donne sentivano ancora il bisogno di mostrare in quel modo il loro affetto verso il maestro ormai defunto.

Chiaramente esse sapevano che spostare la pietra di un sepolcro non era un lavoro semplice e speravano che qualcuno potesse farlo per loro. Esse non sapevano che il Signore stesso aveva già rotolato la pietra!

Dai loro discorsi ci rendiamo conto che esse non avevano nemmeno pensato di non poter trovare Gesù nella tomba. Questo ci conferma che i discepoli, nonostante ciò che Gesù aveva detto loro, non avevano mai compreso davvero la questione della risurrezione.

Quel giorno però la pietra era già stata rotolata da Dio stesso! E’ comprensibile che esse fossero spaventate nel vedere un giovane con una veste bianca seduto dentro il sepolcro. Voi non vi sareste spaventati? Il testo non ci dice chi era il giovane che videro ma dagli altri vangeli abbiamo evidenza del fatto che si trattasse di un angelo.

Il messaggio dell’angelo era molto chiaro: Gesù è risorto! Non cercatelo qui perché come egli vi aveva detto presto vi precederà in Galilea dove lo incontrerete. Notiamo che, nel riferirsi ai discepoli a cui le donne avrebbero dovuto dare l’annuncio, l’angelo citò espressamente il nome di Pietro.  Il Signore sapeva infatti che Pietro era proprio, tra i discepoli, colui che aveva più bisogno di ricevere quella buona notizia, dopo il suo rinnegamento.  Chissà quanti rimorsi aveva avuto Pietro in quei giorni pensando a ciò che aveva fatto, ma ora il Signore attraverso l’angelo voleva rassicurarlo, infatti egli non doveva pensare di aver commesso un peccato imperdonabile perché la buona notizia della risurrezione era anche per lui!

Prima di andare ad avvisare i discepoli, dopo essere scappate, quelle donne si presero un po’ di tempo per riprendersi dallo spavento e non dissero nulla a nessuno. D’altra parte è comprensibile che fossero titubanti… Chi avrebbe creduto loro? Esse sapevano che la loro testimonianza sarebbe stata tenuta in poco conto dagli altri. In effetti dal brano parallelo di Luca apprendiamo che inizialmente andò proprio così: “Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non prestarono fede alle donne.” (Lc 23:40)

All’epoca, nella società giudaica, una donna, sotto l’aspetto giuridico, era molto svantaggiata. Infatti non poteva partecipare attivamente alla vita pubblica e non poteva essere citata come testimone in un tribunale.  Ma il Signore non si curò di queste tradizioni umane e scelse proprio delle donne come prime testimoni della risurrezione!

Gesù aveva promesso che sarebbe risorto, ma i discepoli non avevano mai realmente capito a cosa si riferisse:

“Poi, mentre scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare a nessuno le cose che avevano viste, se non quando il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Essi tennero per sé la cosa, domandandosi tra di loro che significasse quel risuscitare dai morti.” (Marco 9:9-10)

Ora si erano realizzate quelle parole di Gesù. Ora sarebbe venuto il momento per i discepoli di fare appello alla loro memoria, di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, di centellinare bene tutte le parole che Gesù aveva detto loro. Dai brani paralleli negli altri vangeli (Lc 24:36-49) e dal libro degli Atti degli apostoli (At 1:3) apprendiamo che Gesù, dopo la risurrezione, incontrò i discepoli, passò del tempo con loro e li istruì per circa quaranta giorni. Furono giorni fondamentali per comprendere finalmente, attraverso l’aiuto delle scritture (Lc 24:45-47), ciò che Gesù aveva fatto. Furono giorni fondamentali per prepararli a diventare quei testimoni fenomenali attraverso la cui testimonianza il vangelo è davvero arrivato fino alle estremità della terra e, a distanza di venti secoli, è giunto fino a noi. Anche noi, nello stesso modo, portiamo a più persone possibili la buona notizia: “Egli è risorto!”

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