Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Chi è dunque costui?

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This entry is part 13 of 53 in the series Vangelo di Marco
In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: «Passiamo all’altra riva». E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano delle altre barche con lui. Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che questa già si riempiva. Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?» Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia. Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?» Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?»
(Marco 4:35-41 – La Bibbia)

Indice della serie sul vangelo di Marco

Chi è dunque costui? Questa è la domanda che i discepoli si fecero quel giorno ed è la domanda che ognuno di noi dovrebbe farsi ancora oggi. Infatti la nostra stessa vita dipende dalla risposta che daremo a questa domanda.

I discepoli avevano già visto Gesù operare guarigioni e miracoli straordinari ma Gesù colse quell’occasione per sorprenderli ancora , proprio perché voleva che si ponessero quella domanda e che in seguito fossero in grado di darsi la giusta risposta.

“Passiamo all’altra riva” aveva detto Gesù ai discepoli, ma a un certo punto durante la navigazione le cose si erano messe male al punto che la barca si riempiva d’acqua.

Era una situazione drammatica e certamente i discepoli stavano temendo per la propria vita. Eppure Gesù dormiva.

Come poteva Gesù dormire in quella situazione? Non gli importava nulla di ciò che stava accadendo? Il comportamento di Gesù si spiega in un modo solo: egli aveva il completo controllo in ogni situazione. E, in effetti, ciò che accadde lo dimostrò in modo inequivocabile.

“Perché te ne stai lì senza far nulla? Non ti importa che noi moriamo?”. C’è un grandissimo contrasto tra l’atteggiamento di Gesù e ciò che succede intorno a Lui.  D’altra parte gli uomini di fronte a certi eventi si sentono impotenti perché sanno che nessun essere umano può opporsi alla forza della natura. Quella era stata l’esperienza dei discepoli fino a quel momento e quella è la stessa esperienza che facciamo ancora noi oggi. Conoscete qualcuno che possa impedire una tempesta o un terremoto? Ogni giorno nel mondo accadono eventi di fronte ai quali gli uomini sono impotenti e ogni giorno ascoltiamo notizie di uomini e donne che perdono la vita a causa di fenomeni naturali.

Ma quel giorno su quella barca c’era qualcuno in grado di controllare anche i fenomeni naturali. I discepoli lo avevano svegliato ma probabilmente non sapevano neanche cosa aspettarsi. Forse si aspettavano che Gesù proponesse delle soluzioni per arginare il problema ma ciò che accadde andava oltre le loro aspettative.

Ciò che accadde in quell’occasione offrì loro l’opportunità per riflettere sulla natura di Gesù. Probabilmente loro lo stavano seguendo convinti che fosse il Messia, ma  per quanto le  loro aspettative riguardanti il Messia potessero essere elevate, quel giorno era accaduto qualcosa che li aveva addirittura spaventati. “Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?” Anche per il Cristo, anche per il Re dei Re, il prescelto da Dio unto della casa di Davide che doveva stabilire un regno di pace e giustizia, quello che era accaduto sembrava davvero troppo. Chi è dunque costui?

Basandosi sulle scritture, quelle che oggi noi conosciamo come “antico testamento”, essi si aspettavano certamente un grande uomo e un grande condottiero, e avevano probabilmente cominciato a digerire il fatto che Dio gli avesse dato la capacità di guarire e di cacciare i demoni, ma quale uomo avrebbe potuto avere un controllo totale anche sugli eventi atmosferici e sull’ambiente?  Dalla loro esperienza solo Dio poteva avere un controllo sul creato di quel tipo.  Solo Dio aveva potuto aprire le acque di fronte agli Israeliti, solo Dio aveva potuto inviare un pesce per salvare Giona in mezzo al mare, solo Dio poteva benedire con la pioggia oppure lasciare che ci fosse siccità. Gli uomini non sono in grado di fare queste cose. Ma in quel momento essi si trovavano di fronte un uomo che aveva totale controllo sulla natura facendo ciò che solo Dio può fare. Chi è dunque costui?

Immagino i discepoli che si guardavano gli uni gli altri con timore dopo aver assistito a quella scena e immagino Gesù che dolcemente chiede loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”. 

Fede. Ecco ciò che Gesù si aspettava da loro. Completa fiducia nel fatto che Egli potesse fare qualunque cosa e avesse qualunque cosa sotto il suo controllo. È come se Gesù stesse chiedendo loro: “Non avete ancora capito chi sono dopo tutto questo tempo che state con me? Non avete ancora capito che tutto mi è sottoposto?”

“Chi è dunque costui?” Il dibattito su Gesù è continuato nei secoli e ancora oggi gli esseri umani danno diverse risposte a questa domanda. Un evento di questo genere, più ancora che guarigioni ed esorcismi, esula dall’esperienza comune e porta a pensare che Gesù sia ben più di un uomo. Alcuni potrebbero allora dire che si tratti di un angelo, infatti nell’antico testamento ci sono casi in cui degli angeli compiono opere potenti; ad esempio  si pensi all’accecamento degli abitanti di Sodoma da parte degli angeli che avevano visitato Lot e la sua famiglia (Genesi 19:10-11). Ma la lettera agli Ebrei ci dice in modo chiaro che Gesù non è da confondersi con un un angelo essendo egli superiore agli angeli (Ebrei 1:4-14).

Siamo onesti, nella nostra esperienza umana abbiamo mai visto qualcuno in grado di comandare al vento e al mare con il risultato che questi gli ubbidiscano? Certamente possiamo aver visto miracoli o eventi comunque straordinari in risposta alla preghiera di uomini pii ma non conosciamo nessuno che possa comandare alle forze della natura. Ciò che Gesù fece quel giorno mostrò ai discepoli una potenza che solo Dio stesso può avere.

Dopo la risurrezione di Gesù i discepoli cominciarono a invocare Gesù e a compiere miracoli nel suo nome (es. At 3:6, At 7:59) perché avevano finalmente compreso che Gesù non era un semplice uomo ma era Dio stesso al quale potevano rivolgersi in preghiera. Infatti essendo Ebrei essi non avrebbero mai invocato Gesù se non fossero stati convinti di rivolgersi a Dio stesso perché gli Ebrei non rivolgono preghiere ad altri se non a Dio stesso. Evidentemente essi avevano trovato la giusta risposta alla domanda: “Chi è dunque costui”?

E tu, come rispondi a questa domanda?

Vangelo di Marco

Grande privilegio, grande responsabilità Vai via Gesù!

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