Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura – 2Corinzi 5:17 – La Bibbia

Ciò che contamina l’uomo

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Allora si radunarono vicino a lui i farisei e alcuni scribi venuti da Gerusalemme. Essi videro che alcuni dei suoi discepoli prendevano i pasti con mani impure, cioè non lavate. (Poiché i farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani con grande cura, seguendo la tradizione degli antichi; e quando tornano dalla piazza non mangiano senza essersi lavati. Vi sono molte altre cose che osservano per tradizione: abluzioni di calici, di boccali e di vasi di bronzo e di letti). I farisei e gli scribi gli domandarono: «Perché i tuoi discepoli non seguono la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?» E Gesù disse loro: «Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti, com’è scritto:
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini“.
Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini». Diceva loro ancora: «Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: “Onora tuo padre e tua madre“; e: “Chi maledice padre o madre sia condannato a morte“. Voi, invece, se uno dice a suo padre o a sua madre: “Quello con cui potrei assisterti è Corbàn” (vale a dire, un’offerta a Dio), non gli lasciate più far niente per suo padre o sua madre, annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. Di cose simili ne fate molte».Poi, chiamata la folla a sé, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete: non c’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; sono le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. [Se uno ha orecchi per udire oda.]» Quando lasciò la folla ed entrò in casa, i suoi discepoli gli chiesero di spiegare quella parabola. Egli disse loro: «Neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina?» Così dicendo, dichiarava puri tutti i cibi. Diceva inoltre: «È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo».
(Marco 7:1-23- La Bibbia)

Indice della serie sul vangelo di Marco


Tutte le culture del mondo hanno le proprie tradizioni. In linea di principio non c’è nulla di male a seguire delle tradizioni. Il problema nasce quando pensiamo che la nostra tradizione, in ambito religioso, sia normativa per tutti, come se fosse qualcosa che Dio stesso ha ordinato.

In questo caso, ad esempio, la tradizione di lavarsi le mani prima di mangiare era tutto sommato positiva in sé.  Gesù non era certamente contrario a lavarsi le mani prima di mangiare!  Si tratta di un’azione che, per motivi di igiene e non per motivi religiosi,  molti di noi praticano regolarmente anche nella nostra cultura moderna.

Il problema di fondo di questa discussione tra Gesù e i Farisei è molto delicato e va ben oltre la questione se sia buono o no lavarsi le mani prima di mangiare. Infatti il principio che sta dietro questa diatriba è: a chi spetta  l’autorità di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato? Potevano i Farisei imporre delle norme che si affiancano alla legge e che diventano obbligatorie per tutti i Giudei? 

Ai tempi di Gesù i Giudei erano molto influenzati dalla tradizione farisaica che aveva stabilito delle norme che, pur non essendo parte della legge mosaica, erano di fatto considerate da tutti sullo stesso piano della legge stessa. Anzi, come Gesù fece notare, in alcuni casi le tradizioni dei Farisei erano diventate più importanti della legge stessa! La legge stabiliva delle regole per la purità rituale ma la tradizione orale dei Farisei andava oltre la legge stessa.

Ecco perché, a partire dalla domanda dei Farisei, Gesù allargò il discorso citando Isaia 29:13:

Il Signore ha detto: «Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra,
mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini…

Gesù voleva mettere in evidenza  un concetto molto semplice:  occorre distinguere tra un comandamento di Dio e un comandamento che è solo una tradizione umana! Il timore di Dio doveva portare le perone ad avere rispetto per Dio e a mostrare tale rispetto nell’ubbidienza ai suoi comandamenti, ma le persone religiose ai tempi di Isaia osservavano alcune regole e onoravano Dio con le labbra ma non avevano un vero timore di Dio, non erano mossi da amore verso il Signore nelle cose che facevano. Gesù aveva l’impressione che la stessa cosa stesse accadendo anche ai suoi tempi.

Quando la tradizione prevale sul comandamento di Dio,  allora sono gli uomini ad avere l’autorità ultima di stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non Dio! Purtroppo, come Gesù mise in evidenza, i Farisei si erano infatti spinti oltre e alcune loro regole stabilivano delle scuse per annullare ciò che invece diceva la legge. C’erano molte situazioni in cui ciò accadeva e, a titolo di esempio Gesù citò la regola farisaica secondo cui una persona che avesse offerto a Dio, ovvero al tempio, ciò che serviva per aiutare i genitori, era esonerato dall’aiutare economicamente i genitori! Questa era un’assurdità, infatti una persona che davvero avesse temuto il Signore avrebbe compreso che l’amore verso i genitori era più importante anche di un’offerta fatta al tempio.  Rispettando la regola farisaica pensando di fare bene si finiva quindi per non onorare Dio!

A quel punto Gesù approfittò dell’occasione per spiegare a tutti che sono ben altre le cose di cui avrebbero dovuto preoccuparsi! Sono ben altre le cose che contaminano l’uomo, non certo accostarsi al cibo con mani non perfettamente pulite. Non sono le cose che entrano nell’uomo quelle che lo contaminano, ma piuttosto quelle che escono da lui!

In prima battuta i discepoli furono confusi. Infatti se il cibo costituiva ciò che entrava nell’uomo, ciò che usciva dall’uomo poteva essere inteso come materiale di rifiuto dell’organismo? Possibile che Gesù si stesse riferendo a quelle cose? 

«Neanche voi siete capaci di comprendere?» Gesù comprese evidentemente a cosa stavano pensando quindi in modo esplicito chiarì che il cibo viene ingerito e poi i residui vanno ovviamente nella latrina, ma egli non si stava riferendo a quelle cose quando parlava di ciò che esce dall’uomo! Infatti il cibo non può contaminare l’uomo né quando entra né  quando esce perché non gli entra nel cuore! Così dicendo egli dichiarava che anche i cibi consumati con mani non lavate, a differenza di quanto dicevano i Farisei,  dovevano essere considerati puri. 

Ma ciò che rendeva impuro l’uomo aveva un’origine diversa. Mentre i Farisei erano interessati alla forma, alla pulizia delle mani come espressione di purificazione, Gesù era interessato ad un tipo di purificazione molto più profonda. Essi si sarebbero dovuti preoccupare di ciò che era presente nel loro cuore,  nella loro mente, di ciò che li portava ad agire male nei confronti del prossimo e nei confronti di Dio.  È il cuore dell’uomo che ha bisogno di essere purificato, infatti ciò che contamina davvero l’uomo è il peccato che abita dentro di lui e lo spinge verso il male. 

Si possono fare tante cose per abitudine, per tradizione, perché le fanno tutti, senza avere una vera convinzione, senza che il proprio cuore sia mosso da un vero amore verso Dio. Si può onorare Dio con le labbra ed avere un cuore molto lontano da Lui.

Possiamo anche seguire delle tradizioni religiose senza avere un rapporto reale con il Signore. Possiamo ad esempio recarci in luoghi religiosi per abitudine, partecipare a riti particolari in momenti speciali della nostra vita, e magari anche recitare delle preghiere, e poi possiamo ignorare Dio durante tutto il resto della nostra vita. Forse, come i Farisei, potremmo sentirci a posto per aver praticato alcuni riti, ma il Signore Gesù ci ricorda che non saranno i nostri riti, per buoni che possano sembrarci, a renderci puri davanti a Dio. Dio vuole purificare il nostro cuore e vuole essere presente in ogni momento della nostra vita, non solo durante i nostri riti religiosi.

Tutta la nostra vita dovrebbe onorare Dio ed essere espressione di ciò che si trova nel nostro cuore. Ma perché questo sia possibile, è necessario che il nostro cuore cambi.  Ciò che contamina l’uomo si trova dentro di lui e il Signore Gesù è venuto proprio per risolvere alla radice il problema del’uomo, dando la sua vita per noi affinché i nostri peccati siano perdonati e trasformando il nostro cuore con lo Spirito Santo affinché possiamo essere nuove creature e possiamo vivere una vita che lo onori. E tu, hai già sperimentato la vita nuova che solo Dio può donarti?

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