- Preparatevi a incontrare il Re
- Il Figlio di Dio
- Il regno di Dio è vicino
- L’autorità di Gesù
- Guarigione fisica o interiore?
- Giusti o peccatori?
- Dal vecchio al nuovo
- Ciò che è lecito
- Araldi del Regno
- Pazzo, indemoniato o salvatore?
- Parole incomprensibili?
- Grande privilegio, grande responsabilità
- Chi è dunque costui?
- Vai via Gesù!
- Continua ad avere fede
- Un messaggio urgente
- Il regno contrastato
- Compassione e potenza
- Un miracolo inutile?
- Ciò che contamina l’uomo
- Le briciole dei figli
- Non capite ancora?
- Chi dite che io sia?
- Il Re che deve soffrire
- Vieni in aiuto alla mia incredulità
- Chi vuole essere il primo?
- Sale insipido?
- Ciò che Dio ha unito
- I bambini, i ricchi e noi…
- Il re venuto per servire
- Che cosa vuoi che io ti faccia?
- Benvenuto al Re!
- Fichi secchi
- La vigna e i vignaiuoli
- Tra Dio e Cesare
- Il Dio dei viventi
- Sulla buona strada
- La vedova, gli scribi e il Figlio di Davide
- L’inizio della fine
- Giorni di tribolazione
- Vegliate!
- Un gesto d’amore
- Dalla delusione al tradimento
- Il sangue del patto
- Pronti a tutto
- Vedrete chi sono!
- Pianto amaro
- Il re e il criminale
- Il Re che non ti aspetti
- Era Figlio di Dio!
- I discepoli che non se ne vanno
- Egli è risorto!
- In missione
Inizio del vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio. Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia: «Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri“». Venne Giovanni il battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati. E tutto il paese della Giudea e tutti quelli di Gerusalemme accorrevano a lui ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di pelo di cammello, con una cintura di cuoio intorno ai fianchi, e si nutriva di cavallette e di miele selvatico. E predicava, dicendo: «Dopo di me viene colui che è più forte di me; al quale io non sono degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei calzari. Io vi ho battezzati con acqua, ma lui vi battezzerà con lo Spirito Santo».
(Marco 1:1-8 – La bibbia)
Indice della serie sul vangelo di Marco
Nel bel mezzo dell’azione. Così comincia il vangelo di Marco che, a differenza di Matteo e Luca, non si sofferma sulla nascita e Sull’infanzia di Gesù ma ci presenta Gesù Cristo già adulto quando comincia il suo ministero di insegnamento pubblico all’età di circa trent’anni (vedi Lc 3:23).
L’autore, che fin dai primi secoli è stato individuato in Giovanni Marco, il cugino di Barnaba citato diverse volte nel libro degli Atti (At 12:12, 12:25), ci dice subito che ha intenzione di cominciare a scrivere un vangelo, ovvero una buona notizia riguardante Gesù Cristo Figlio di Dio. La parola “Cristo” e la parola “Messia” sono equivalenti e significano “Unto”; questa espressione nell’ebraismo richiamava alla mente uno che viene unto Re, un discendente di Davide che avrebbe liberato Israele dai suoi nemici e avrebbe restaurato il regno di Israele inaugurando un’era di pace e giustizia, l’era messianica appunto. Leggendo il resto di questo vangelo e gli altri vangeli, ci renderemo conto che l’espressione “figlio di Dio” assumerà per Gesù anche un significato molto più profondo. Per il momento ricordiamo che tale espressione riportava alla mente alcuni brani come 2 samuele 7:12-16 e il salmo 2 in cui il Signore si riferisce al Re di Israele e in particolare al Messia indicandolo appunto come suo figlio.
Prima di introdurre il Re, Marco introduce un suo araldo, un suo messaggero, Giovanni detto il battista (battezzatore) che stava preparando il popolo ad incontrare il Re. Egli descrive Giovanni come “vestito di pelo di cammello, con una cintura di cuoio intorno ai fianchi”, una descrizione che ricorda molto Elia, un profeta dell’antico testamento, come viene descritto in 2 Re 1:8. Questa somiglianza non è casuale visto che gli Ebrei, basandosi su Malachia 4:5, si aspettavano proprio un ritorno di Elia prima della fine dei tempi e dell’inaugurazione dell’era del Messia. In effetti, prima della nascita di Giovanni Battista, secondo quanto leggiamo in Luca 1:17, il Signore aveva rivelato a suo padre che Giovanni sarebbe andato davanti al Messia proprio con lo spirito e la potenza di Elia per preparare al Signore un popolo ben disposto.
Marco mette in relazione Giovanni con l’Elia che doveva venire, non solo facendo riferimento alla sua descrizione ma anche citando il rotolo dei profeti il quale partendo da Isaia abbracciava tutti i profeti fino a Malachia. La prima parte della citazione, infatti, è di Malachia 3:1, che richiama a sua volta Esodo 23:20 mentre la seconda parte è tratta da Isaia 40:3. Queste citazioni si riferiscono proprio ad un messaggero che avrebbe preparato il popolo ad incontrare il suo Signore.
Ma in che modo Giovanni stava incarnando quelle profezie? Egli predicava un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati, ovvero egli invitava le persone a ravvedersi per ottenere il perdono dei peccati e a testimoniare di questa realtà immergendosi in acqua. L’uso dell’immersione in acqua si inseriva bene nella tradizione delle abluzioni rituali dell’antico testamento associate alla purificazione che era necessaria per accostarsi a Dio (Si veda ad esempio i ripetuti lavaggi con acqua a cui si sottoponeva il sommo sacerdote nel gran giorno delle espiazioni descritto in Le 16).
È però importante notare che Giovanni non insegnava che l’atto di immergersi in acqua avesse un potere intrinseco, ma piuttosto che quell’atto era una rappresentazione di una purificazione interiore che doveva partire dal ravvedimento, ovvero da un cambiamento radicale nel modo di pensare e di agire. Per questo motivo nel brano parallelo di Mt 7:7-12 leggiamo che Giovanni ammoniva severamente coloro che si facevano battezzare senza essersi davvero ravveduti.
“Preparatevi a incontrare il Re”! In fondo era questo il messaggio che Giovanni predicava, ma le persone avevano davvero compreso la necessità di ravvedersi? Gli Israeliti aspettavano da tempo la manifestazione del Messia ma erano davvero pronti ad incontrarlo?
Da queste prime righe può sembrare che il messaggio di Giovanni avesse avuto molto successo, infatti molti accorrevano a lui ed erano battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Ma confessare i propri peccati non significa necessariamente ravvedersi, ovvero cambiare il proprio modo di pensare e di agire… Infatti, come vedremo in seguito, molti continuarono a manifestare una religiosità solamente esteriore che impedì loro di farsi trovare pronti all’incontro con il Re. La maggioranza non riconobbe che Gesù era davvero il Messia promesso. Come vedremo, presto Giovanni sarebbe stato arrestato ed ucciso (Mc 1:14 e Mc 6) e il Messia stesso avrebbe trovato forte opposizione.
Giovanni nella sua umiltà riconobbe che il suo servizio era solo un’anticipazione di qualcosa di ben più grande e profondo che il Messia avrebbe fatto. Il Messia ai suoi occhi era talmente grande che egli si sentiva inadeguato persino per aiutarlo a togliersi le scarpe, ovvero per essere suo servo. Giovanni sapeva che il Signore Gesù avrebbe operato in maniera profonda negli esseri umani non purificandoli solo attraverso un rito esteriore ma toccando il loro intimo attraverso lo Spirito Santo.
Noi che viviamo duemila anni dopo questi avvenimenti sappiamo che il Messia è venuto e sappiamo anche cosa ha dovuto affrontare per redimere l’umanità. Ma sappiamo anche che il Signore ancora oggi mantiene la sua promessa e può trasformare ognuno di noi attraverso il suo Spirito Santo. Ci siamo ravveduti e abbiamo sperimentato l’incontro con Gesù, Colui che battezza con lo Spirito Santo?


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